4 Palestinesi uccisi nel giro di poche ore

CISGIORDANIA. Ucciso un altro palestinese


Ahmed Manasra, 26 anni, è stato colpito dal fuoco dei soldati israeliani alla periferia di Betlemme. E’ il quarto palestinese ucciso nel giro di poche ore.
AGGIORNAMENTO
Fonti palestinesi hanno riferito una versione aggiornata delle circostanze in cui è rimasto ucciso Ahmed Manasra. Palinfo.com smentisce che il giovane stesse lanciando pietre contro le macchine di coloni e scrive che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco su un’auto palestinese vicino al posto di blocco di Nashash all’ingresso della città di al-Khader, uccidendo Manasra e ferendone altri tre passeggeri, tra cui una donna. 
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della redazione
Gerusalemme, 21 marzo 2019, Nena News - Resta alta la tensione in Cisgiordania dove ieri sera, nei pressi di Betlemme, i soldati israeliani hanno ucciso un altro palestinese al termine di una giornata di sangue che non si registrava da tempo. Ahmed Manasra, 26 anni, è stato colpito all’addome da un proiettile mentre assieme ad altri giovani, a breve distanza da un posto di blocco militare, lanciava pietre contro le auto dei coloni israeliani in reazione alle uccisioni di tre palestinesi da parte dei militari avvenute nelle ore precedenti. Secondo l’agenzia di stampa palestinese “Wafa” Manasra non era in strada quando è stato colpito ma in un’automobile. Un altro passeggero sarebbe rimasto gravemente ferito.
Ahmed Manasra
Ahmed Manasra
  A Betlemme oggi è in corso uno sciopero generale in segno di protesta e si annunciano nuove proteste in Cisgiordania dove domani è stato indetto un “Giorno di rabbia” contro l’occupazione militare.
Nella notte tra martedì e mercoledì l’esercito israeliano aveva ucciso Omar Abu Leila, il 19enne autore degli attacchi armati in cui domenica sono morti un soldato e un colono. Qualche ora dopo altri due palestinesi sono stati uccisi a Nablus. Per gli israeliani Raed Hamdan, di 21 anni, e Zaid Nouri, di 20, erano due “terroristi” e avevano lanciato un ordigno esplosivo contro una pattuglia di militari incaricata di proteggere i circa mille coloni che martedì notte sono andati a pregare al sito della Tomba di Giuseppe, alla periferia di Nablus. I palestinesi smentiscono la versione israeliana. I due giovani, affermano, sono giunti per caso nella zona presidiata dall’esercito che ha fatto subito fuoco contro la loro auto uccidendoli. Centinaia di abitanti di Nablus ieri hanno partecipato ai funerali di Hamdan e Nouri.
Sempre ieri a Gaza i movimenti islamici Hamas e Jihad hanno annunciato per il 30 marzo manifestazioni lungo le linee con Israele con centinaia di migliaia di persone nel primo anniversario della Grande Marcia del Ritorno.
price tag      I media palestinesi riferiscono che nella notte tra martedì e mercoledì un gruppo di coloni si è lanciato in un raid contro alcuni edifici ed automobili  del villaggio di Battir, a ovest di Betlemme, dove hanno lasciato scritte razziste. A diverse auto palestinesi hanno tagliato i pneumatici e hanno imbrattato le pareti esterne di una moschea. Mercoledì un altro gruppo di coloni aveva attaccato una casa palestinese all’ingresso del villaggio di Burqa (Nablus) e danneggiato l’auto del proprietario. Altri coloni nelle stesse ore si sono radunati sulla strada tra Nablus e Jenin dove hanno lanciato pietre contro auto palestinesi per protestare l’uccisione di due israeliani nell’attacco compiuto domenica da Omar Abu Leila. Nena News




Nella notte i soldati hanno trovato e ucciso Omar Abu Leila, il responsabile dell’attacco di domenica a Salfit e dell’uccisione di due israeliani. Nelle stesse ore a Nablus, alla Tomba di Giuseppe, due giovani palestinesi venivano colpiti a morte mentre mille coloni visitavano il sito religioso in territorio occupato
oma, 20 marzo 2019, Nena News – Notte di sangue nella Cisgiordania occupata: l’esercito israeliano ha ucciso tre palestinesi, tra Ramallah e Nablus. Tra gli uccisi il 19enne Omar Abu Leila, sospettato di aver accoltellato a morte un soldato, Gal Keidan di 19 anni, domenica nella cittadina di Az-Zawiya a una fermata dell’autobus e poi di aver sparato con il fucile rubato al militare e ucciso un rabbino colono, Ahiad Ettinger di 47 anni, nella colonia di Ariel.
Abu Leila, in fuga, è stato trovato dai soldati israeliani dentro una casa di Abwein, villaggio a nord di Ramallah. Ha aperto il fuoco sui militari, secondo quanto riportato dai servizi segreti interni, lo Shin Bet. Diversa la versione dei testimoni, i residenti palestinesi nella comunità: decine di soldati hanno circondato il villaggio e hanno compiuto un violento raid, tagliando le linee elettriche e usando potenti speaker per parlare con il fuggiasco. Dopo due ore hanno aperto il fuoco sulla casa. Subito nel villaggio sono scoppiati scontri e proteste da parte dei residenti: secondo la Mezzaluna Rossa l’esercito ha ferito nove persone, di cui due con pallottole, molti altri quelli soccorsi per inalazione di gas lacrimogeni.
Omar Abu Leila (Fonte: Ma'an News)
Omar Abu Leila (Fonte: Ma’an News)
Secondo quanto riportato dall’agenzia Imemc, che pubblica una foto della lettera, Abu Leila ha lasciato un messaggio alla famiglia dove chiede di essere perdonato e dove indica i nomi di alcune persone che gli avevano prestato dei soldi, un totale di soli 50 shekel, meno di 10 euro, domandando ai familiari di ripagare il suo debito.
Già lunedì era intervenuto il premier israeliano Netanyahu che, come “risposta” alla morte dei due israeliani, aveva promesso la demolizione della casa di Abu Leila – in violazione del diritto internazionale, trattandosi di una punizione collettiva – e la costruzione di oltre 800 nuove case nella colonia di Ariel, che è già oggi la più grande della Cisgiordania.
Nelle stesse ore i militari israeliani uccidevano due palestinesi vicino alla Tomba di Giuseppe, sito religioso vicino Nablus, spesso meta di gruppi di coloni accompagnati dall’esercito e responsabili di aggressioni ai palestinesi della zona. Le due vittime sono state identificate: Raed Hamdan, di 21 anni, e Zaid Nouri, di 20, sono stati colpiti dal fuoco israeliano e sono morti poco dopo. I loro corpi sono stati sequestrati dall’esercito e riconsegnati all’Autorità Nazionale Palestinese solo questa mattina. La Mezzaluna Rossa, attraverso il suo portavoce Ahmad Jibril, denuncia il blocco delle ambulanze da parte dell’esercito che ha poi sparato sul mezzo di soccorso.
Secondo l’esercito, i soldati hanno sparato perché dell’esplosivo sarebbe stato nascosto in un veicolo mentre fedeli ebraici pregavano alla Tomba di Giuseppe. Circa mille, ieri, accompagnati e protetti dall’esercito. Un sito da sempre ad alta tensione, rivendicato da Israele perché conterrebbe le spoglie del patriarca Giuseppe, uno dei 12 figli di Giacobbe, e sacro anche ai musulmani perché ospiterebbe il corpo del religioso islamico Sheikh Yusser Dweikat, morto due secoli fa. Questa mattina Nablus ha risposto alle due uccisioni con uno sciopero. Nena News

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