Video Trailer : Gaza . Un film di Garry Keane, Andrew McConnell
05/02/2019 - I cineasti irlandesi Andrew McConnell e Garry Keane hanno trascorso quattro anni a documentare la vita quotidiana degli abitanti di Gaza
Proiettato
nel Concorso World Cinema Documentary del Sundance
Film Festival prima
di dirigersi al Dublin
International Film Festival alla
fine di questo mese, e co-diretto dagli irlandesi Andrew
McConnell e Garry
Keane, Gaza [+] è
composto da interviste con persone che vivono sulla striscia di terra
che corre per 25 miglia lungo il Mar Mediterraneo ed è larga solo
sette miglia. La decisione di parlare solo con gli abitanti di Gaza
dividerà il pubblico, ma è un riconoscimento di quanto raramente
ascoltiamo la storia di Gaza raccontata da normali civili. È un
documentario dei nostri tempi, che racconta una storia progettata per
suscitare una risposta emotiva del pubblico – e ci riesce molto
bene.Ci sono poche parti del mondo che scatenano tanta tensione
emotiva, quando se ne parla, quanto Gaza, dove ci sono state tre
guerre contro Israele negli ultimi dieci anni, in seguito all'arrivo
del Movimento di resistenza islamico Hamas come organo di governo nel
2007. I suoi confini con Israele e l'Egitto sono chiusi, ostacolando
il libero movimento di merci e persone da e verso il territorio. L'ex
primo ministro britannico David Cameron disse alla Camera dei Comuni
nel giugno 2010: "Tutti sanno che non risolveremo il problema
della pace in Medio Oriente finché esiste, di fatto, una gigantesca
prigione all’aperto a Gaza". Le Nazioni Unite hanno detto che
entro il 2020 Gaza sarà inabitabile.
Ma
cosa sappiamo davvero dei due milioni di persone che considerano la
Striscia di Gaza la loro casa? Sono solitamente riportati come un
tutto monolitico e non come individui, e questa è una posizione alla
quale McConnell e Keane cercano di rimediare in Gaza.
McConnell è un fotografo pluripremiato che si recò per la prima
volta a Gaza nel 2011 per fotografare i surfisti. McConnell incontrò
Keane nel 2012 per un altro progetto, ma non ci è voluto molto
perché i due uomini, cresciuti da diverse parti del confine
irlandese, decidessero di collaborare a un film su Gaza.
I due registi hanno
iniziato le riprese proprio mentre scoppiava la guerra dei 50 giorni
del 2014 e hanno proseguito fino alla Grande Marcia del Ritorno del
2018, in cui si chiedeva il diritto al ritorno per i rifugiati.
Tuttavia, la costruzione del loro documentario non è cronologica; è
un film diviso in tre atti distinti. Nella prima parte, incontriamo
pescatori, sarti, project manager e studenti che cercano di andare
avanti con le loro vite come meglio possono. Nell'atto di mezzo, i
registi dimostrano come una tale vita non sia possibile,
indipendentemente da quanto duramente ci provino i personaggi. I
sarti non possono finire il loro lavoro in tempo, perché
l'elettricità continua a saltare, e i pescatori sono costretti a
lanciare le loro lenze e a gettare le loro reti entro le tre miglia
di acqua in cui gli è permesso navigare, prima che le cannoniere li
rimandino da dove sono venuti. L'ultima parte del film mostra
l'inevitabile ciclo di violenza, un fatto ineludibile delle loro
vite, in cui la morte è all'ordine del giorno. È un film crudo,
emotivo, che deve essere guardato, ed è intransigente nei suoi
obiettivi. Ci sono così tante storie che sono angolate in modo da
disumanizzare la gente di Gaza che questi registi irlandesi sono
piuttosto radicali nel ritrarre le loro attività quotidiane come
normali.
Gaza è
una produzione Real Films and Filmoption International (Canada),
realizzata in coproduzione con la britannica Fine
Point Films,
la tedesca Gebrueder
Beetz Filmproduktion e ZDF,
in associazione con Arte, Screen
Ireland,
la svedese Sveriges
Television (SVT)
e il Danish
Broadcasting Corporation.
Recensione: Gaza
(Tradotto dall'inglese)
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