NON CI SONO PIU’ STRANIERI!”: i coloni israeliani si scatenano a Hebron dopo l’espulsione degli osservatori per i diritti umani.

 

“Non ci sono più stranieri!”: i coloni israeliani si scatenano a Hebron dopo l’espulsione degli osservatori per i diritti umani.




Yumna Patel
Mondoweiss, 14 febbraio 2019
Soldati israeliani schierati nella Città Vecchia di Hebron, 13 febbraio 2019. (Photo: Badee Dweik)
Lo scorso martedì, dozzine di coloni israeliani hanno sferrato un attacco contro i Palestinesi nella Città Vecchia di Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata, gridando per le strade “morte agli Arabi!” e tirando sassi contro le case palestinesi.

Secondo la gente del posto, intorno alle 21, più di 100 coloni accompagnati da oltre 70 soldati israeliani armati hanno cominciato a marciare giù per Shuhada Street nella Città Vecchia, dirigendosi verso il quartiere palestinese di Tel Rumeida.
Il 46enne Badee Dweik, co-fondatore del gruppo Human Rights Defenders di Hebron ha raccontato a Mondoweiss: “Cantavano slogan anti-Arabi, chiedendo l’espulsione di tutti i Palestinesi dalla zona, dicendo che questa è la terra di Israele, e dicendo che noi dobbiamo morire tutti.”
Secondo Dweik, che ha assistito alla scena, i coloni hanno cominciato a molestare e a tirare sassi a tutti i Palestinesi che camminavano per strada. Poco dopo, hanno cominciato a tirare sassi contro le finestre delle case palestinesi.
“Qui nella Città Vecchia siamo abituati a simili attacchi, tanto che i Palestinesi hanno messo inferriate alle loro finestre in modo che i coloni non possano entrare,” ha detto Dweik.
Ha aggiunto che nessuno è stato ferito in modo grave, ma diverse persone hanno riportato contusioni sul viso e sul corpo per le aggressioni fisiche subite dai coloni.
L’attacco è durato fino a poco dopo mezzanotte, ha detto Dweik. “Quando i soldati hanno visto che nella zona cominciavano a radunarsi molti Palestinesi, allora hanno iniziato a respingere i coloni e a controllarli.”
“Sono intervenuti soltanto per proteggere i coloni, non i Palestinesi.”
Dweik pensa che l’attacco sia il risultato diretto della mancata presenza nella zona dei volontari e degli osservatori internazionali.
“I coloni, che già erano estremamente violenti, stanno diventando sempre più aggressivi da quando il governo israeliano ha deciso l’espulsione della missione TIPH di Hebron,” ci ha detto.
“Essersi sbarazzati del TIPH è stato un segnale di via libera per i coloni che sono diventati ancor più violenti, non solo nei confronti dei Palestinesi, ma anche verso qualunque internazionale che incontrano qui.”
Secondo Dweik, due volontari dell’International Solidarity Movement (ISM) sono stati trattenuti per 10 ore dalle forze israeliane, perché Anat Cohen, una colona notoriamente violenta, sosteneva che i volontari dell’ISM avevano tentato di schiaffeggiarla.
“I volontari sono stati rilasciati solo dopo esser stati costretti a firmare un documento in cui si dice che per 15 giorni non possono entrare nella zona H2,” ha detto Dweik, aggiungendo che anche l’Ecumenical Accompaniment Programme in Palestine and Israel (EAPPI) ha ritirato gli osservatori da Hebron perché il suo personale era stato attaccato dai coloni.
“Ora nella Città Vecchia sono rimasti solo due volontari dei Christian Pacemaker Teams (CPT) dopo che Israele li ha espulsi, ”ha detto Dweik. “Ora tutti gli internazionali sono presi di mira più di prima.”
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Traduzione di Donato Cioli



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