Khan al-Ahmar è una sfida alla sovranità israeliana, dice il parlamentare di destra Smotrich.
Il
parlamentare Bezalel Smotrich del partito [sionista religioso] Bayit
Yehudi (Casa Ebraica) ha detto lunedì mattina che Khan al-Ahmar deve
essere il banco di prova della capacità di Israele di respingere la
pressione internazionale, anche di fronte alla Corte Penale
Internazionale.
“Chi cede a una pressione non fa altro che invitare nuove pressioni,”
ha detto Smotrich, ritto su una collina di sabbia sopra il villaggio
illegale cisgiordano di pastori beduini a Khan al-Ahmar. All’orizzonte
dietro di lui, il sole tramontava sopra le colline di Gerusalemme e la
colonia di Ma’aleh Adumim.
“La gente capisce che questa è una prova della nostra sovranità e
della nostra capacità di portare avanti i nostri interessi,” ha detto
Smotrich.
Sotto a lui, gli abitanti di Khan al-Ahmar si riunivano all’entrata
del loro villaggio, appena fuori dalla Route 1, sventolando bandiere
palestinesi.
Smotrich è stato uno dei politici di destra che si è opposto
all’improvvisa decisione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del
governo di rinviare la demolizione del villaggio di tende e baracche che
ospita 180 membri della tribù beduina Jahalin.
“Ogni giorno che passa con questo avamposto [villaggio] ancora in
piedi, noi perdiamo punti riguardo alla nostra capacità di resistere
fermamente contro il resto del mondo,” ha detto Smotrich.
Ha spiegato che l’accampamento, situato vicino a Ma’aleh Adumim e
sotto Kfar Adumim, sta esattamente al centro delle aspirazioni
territoriali sia degli Israeliani che dei Palestinesi.
Il destino di Khan al-Ahmar fa parte di quella contesa territoriale, ha aggiunto.
O Israele avrà una continuità territoriale da Gerusalemme a Ma’aleh
Adumim fino al Mar Morto, ha detto Smotrich, oppure l’Autorità
Palestinese avrà in quest’area la sua continuità territoriale da
Betlemme fino a Gerico e a Ramallah. Se Khan al-Ahmar continuerà ad
esistere dov’è, questo li aiuterà a realizzare una tale aspirazione.
L’Unione Europea vuole aiutare in modo unilaterale l’Autorità Palestinese a raggiungere questo obiettivo, ha detto.
“Khan al-Ahmar è diventato un simbolo” di questa battaglia, ha detto
Smotrich. “Ma nella misura in cui è un simbolo per loro, è anche un
simbolo per noi.”
Smotrich ha chiesto a Netanyahu di resistere alle richieste
internazionali di non demolire il villaggio, comprese quelle della Corte
Penale Internazionale il cui procuratore ha detto che un atto simile
potrebbe essere considerato un crimine di guerra.
“Se qui cediamo alla pressione internazionale, ci sarà solo un aumento delle pressioni,” ha detto Smotrich.
Ha poi fatto presente che cedere renderebbe più difficile per Israele
intervenire contro qualunque altra struttura dei Palestinesi o dei
Beduini, soprattutto in quest’area dove strutture simili potrebbero
soffocare la Route 1, che è la principale arteria di collegamento tra
Gerusalemme e il Mar Morto.
“Khan al-Ahmar deve essere demolito. Dobbiamo resistere contro il
mondo. Questo è il miglior argomento per respingere la pressione
internazionale dell’Europa e degli altri,” ha sostenuto.
Smotrich ha detto di essere venuto di proposito sulla collina vicina a
Khan al-Ahmar alle 5 del pomeriggio, invece di esser presente alla
seduta della Knesset e votare con la coalizione, proprio per
sottolineare l’importanza della situazione. Avrebbe voluto, come ha
detto, che altri uomini politici lo seguissero.
Il vice-ministro degli esteri Tzipi Hotovely, che era venuta sulla collina poco prima di lui, aveva detto al Jerusalem Post che la Corte Suprema ha affermato chiaramente che la comunità [di Khan al-Ahmar] è stata costruita illegalmente.
“Dobbiamo rimuovere questa comunità dopo che le abbiamo dato
un’alternativa. Il governo israeliano ha investito milioni per creare
questa alternativa, e penso che la comunità internazionale farebbe una
cosa molto più utile se non usasse i Beduini come uno strumento
politico,” ha detto Hotovely. Si riferiva a un progetto di ricollocare
la comunità in un nuovo sobborgo della città di Abu Dis chiamato Jahalin
West. Khan al-Ahmar ha respinto quel progetto perché il sito è vicino a
una discarica di rifiuti.
Si pensa che Israele si stia ora orientando verso un’altra
alternativa, avanzata dalla comunità, di ricollocarla a un mezzo
chilometro dalla strada, su una terra privata palestinese di cui è
proprietaria la città palestinese di Anata.
L’ONG di destra Regavim, che ha chiesto da dieci anni a Israele di
rimuovere il villaggio, ha ragguagliato entrambi gli esponenti politici
sulla situazione.
Lunedì scorso la Francia ha accolto con favore la decisione
israeliana di rinviare la demolizione ed ha esortato a cancellare del
tutto la demolizione stessa. Khan al-Ahmar si trova in un’area che è
essenziale per la continuità di un futuro stato palestinese ed è quindi
vitale per una soluzione a due stati, ha detto la Francia.
Traduzione di Donato Cioli
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