Hagai El-Ad La sfrontatezza di un potere senza controllo a Khan al-Ahmar
- Gaza, la guerra alle porte
- Politici israeliani condannano il matrimonio tra due personaggi celebri, un ebreo e una musulmana, come un tentativo di “fare del male al nostro Stato”
- Khan al-Ahmar: le forze israeliane arrestano attivisti mentre cresce il timore per la demolizione
- La sfrontatezza di un potere senza controllo a Khan al-Ahmar
- Israele uccide sette palestinesi durante le proteste della Marcia del Ritorno di Gaza
Aagai El-Ad
9 ottobre 2018, +972
Un
intero villaggio palestinese sta affrontando la distruzione. Ciò che ne
seguirà determinerà il destino delle comunità palestinesi in tutta la
Cisgiordania
Il
recente editoriale del ministro della Difesa Avigdor Lieberman sul
“Jerusalem Post” [giornale israeliano di destra, n.dtr.] – inteso a
occultare il crimine di guerra della demolizione di un’intera comunità
palestinese nella Cisgiordania occupata – è pieno di menzogne e
distorsioni.
-
La stessa premessa che propone nella sua prima frase è falsa. Lieberman scrive di “una sentenza giudiziaria per la risistemazione di un piccolo gruppo di occupanti abusivi da Khan al-Ahmar.” La sentenza dell’Alta Corte di Giustizia, tuttavia, di fatto riguarda gli ordini di demolizione, non il ricollocamento.
-
Peraltro lo Stato ha assicurato la corte che non intende trasferire a forza i circa 200 abitanti – non occupanti abusivi – che chiamano casa al-Ahmar. Distorcendo la recente decisione della corte, Lieberman rivela le vere intenzioni del suo governo.
Oltretutto,
contrariamente alle menzognere affermazioni di Lieberman, questa non è
una questione né di “applicazione della legge” né del “benessere di
queste stesse persone”. L’applicazione della legge, in qualunque
significato sensato, è stato assente dalle vite dei palestinesi nei
territori occupati fin dal 1967 [quando iniziò l’occupazione israeliana,
ndtr.]. Israele si aggrappa alla lettera della legge e crea
giustificazioni apparentemente legali per la sua violenza di Stato
organizzata. Nella maggior parte della Cisgiordania occupata costruire
“legalmente”, cioè con la licenza edilizia, è riservato ai coloni – una
possibilità che Israele nega ai palestinesi.
Riguardo al “benessere di questa gente”, l’arroganza di Lieberman nel decidere per loro quello che per loro
è meglio è esemplificativa dell’occupazione e del principio complessivo
di dominare un altro popolo privo dei diritti politici: Israele decide
tutto. A questo fine ha stabilito un regime di pianificazione totalmente
di parte, senza alcuna rappresentanza palestinese. Ciò garantisce, nei
fatti, il benessere di un crescente numero di coloni a scapito dei
palestinesi, mentre cinicamente sostiene di occuparsi dell’interesse
superiore della popolazione le cui case sta per radere al suolo.
Come
se non bastasse, Lieberman finge di essere indignato perché altri Paesi
osano mettere in dubbio i “processi giudiziari interni” di Israele,
ignorando il fatto che non c’è niente di “interno” in quanto avviene per
proteggere persone che vivono sotto un prolungato regime militare in
zone al di fuori dei confini riconosciuti di Israele. E non c’è niente
di “giudiziario” nell’ennesima sentenza da parte dell’Alta Corte di
Ingiustizia [israeliana] che è al servizio dell’occupazione, in cui i
giudici israeliani rappresentano gli interessi di Israele e preparano la
strada per la palesemente immorale e illegale messa in atto della
complessiva intenzione di Israele di ridurre al minimo la presenza
palestinese in tutta l’Area C, deportare comunità locali ed espandere
colonie.
Di fronte a queste menzogne ci sono alcune dure verità.
L’editoriale
di Lieberman segue una recente lettera che egli ha mandato agli
ambasciatori dell’UE riguardo a Khan al-Ahmar, in cui il ministro della
Difesa ha accusato gli europei di “una flagrante interferenza nelle
questioni di sovranità israeliana.”
Eppure
in realtà l’Europa dovrebbe fare molto di più. Certamente lo dovrebbe
fare se sostenesse effettivamente le sue stesse politiche, proteggesse i
diritti umani e ne bloccasse le violazioni continue, sistematiche e
determinate dall’impunità.
“Il
rispetto dei diritti umani e dei principi democratici” è –
apparentemente – al cuore degli stretti rapporti di Israele con il suo
principale partner commerciale, l’Unione Europea. Benché questa sia la
base per l’accordo di associazione tra UE ed Israele, a Israele viene
consentito di minare queste stesse basi senza patirne alcuna
conseguenza.
Il
contrario del rispetto delle leggi è il potere senza controllo. Per
citare un recente tweet dell’account twittter del primo ministro
Netanyahu: “I deboli crollano, sono massacrati e cancellati dalla
storia.” Siamo arrivati a questo? Siamo veramente al punto in cui
l’unica cosa che ha importanza è il potere puro e semplice?
In
questi giorni l’ordine internazionale è sotto attacco su molteplici
fronti. Khan al-Ahmar è un esempio di un luogo che dobbiamo fortemente
difendere e dobbiamo insistere sui principi fondamentali delle leggi
internazionali e dell’umana decenza. Le comunità palestinesi non devono
essere abbandonate e lasciate crollare.
Un
intero villaggio palestinese sta affrontando la distruzione. La
minaccia è reale e imminente. Ciò che ne seguirà determinerà il destino
delle comunità palestinesi in tutta la Cisgiordania. È tempo di agire. Se non ora, quando?
L’autore è direttore esecutivo di B’Tselem, il Centro Israeliano di Informazione per i Diritti Umani nei Territori Occupati.
(traduzione di Amedeo Rossi)
Commenti
Posta un commento