Alberto Negri :Domenica giornata cruciale per la fine dell’Euro e dell’Unione Europea. Decide la Germania e non Salvini e Di Maio
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Domenica
prossima non prendete impegni e sintonizzatevi sui media tedeschi. La
fine dell’euro e dell’Unione, se accadrà, non la decideranno in Italia,
chiunque governi, ma i tedeschi che sulle finanze e l’immigrazione sono
tutti sovranisti, qualunque sia il risultato delle elezioni europee che
per altro saranno pesantemente condizionate da quelle del 14 ottobre in
Baviera. La Csu _ i cristiano-sociali bavaresi, partito gemello della
Cdu, detentori, dal 1962 delle maggioranza assoluta nel Parlamento di
Monaco (a parte la parentesi 2008-2013) _ è accreditata di poco più del
30% dei voti.
Merkel baluardo
Se
la Csu crolla questa sarà la miccia che gli avversari interni della
cancelliera Angela Merkel aspettano da un anno per potersene
definitivamente sbarazzare. Pur con tutti i limiti che ha avuto nella
gestione delle crisi continentali, Merkel ha rappresentato fino a ieri
un punto fermo per l'Europa, un solido bastione contro gli attacchi
centrifughi. Se viene sconfitta cambia tutto. Sul modello del governo
austriaco, infatti, potrebbe saldarsi un nuovo fronte tra la destra
estremista (AfD è il primo partito in molti Länder dell'Est) e quella
conservatrice, che significherebbe dire addio all'Unione europea.
Potrebbe nascere l'Euro Uno
Con
quali conseguenze? Nel momento in cui i sovranisti tedeschi, senza
troppe distinzioni di partito, vedessero in crisi anche la moneta unica
si faranno l’Euro Uno, relegando gli altri a un euro due svalutato.
Oltre tutto in Germania è ancora in circolazione il marco regolarmente
cambiato dalla Bundesbank senza limiti di tempo. Ricordiamoci cosa ha
scritto “Der Spiegel” qualche mese fa sugli italiani: “Sono peggio dei
mendicanti, perché questi almeno dicono grazie”.
Festa dei sovranisti italiani
Con la fine dell’euro i sovranisti
nostrani si fregano le mani: avremo possibilità _ dicono_ di fare quello
che vogliamo con il bilancio e con una moneta svalutata rilanceremo le
nostre esportazioni facendo concorrenza alla Germania che vanta un
mega-surplus della bilancia commerciale, esattamente quello per cui è
anche nel mirino dell’America di Donald Trump. Può darsi.
I problemi del nostro Paese
Ma se torniamo all’epoca del
marco-lira non è che le cose andranno così bene. Resteremo un Paese
altamente indebitato e in più con l’inflazione che oramai è un pallido
ricordo dei tempi che furono, quando i nostri apparivano salari alti ma
con un basso potere d’acquisto.
Anche allora le svalutazioni della
lira favorivano il nostro export ma eravamo e siamo ancora penalizzati
dalle inefficienze del nostro sistema-Paese. 1) Con una moneta svalutata
le importazioni di energia costeranno sempre di più a noi che alla
Germania. Con aumenti immediati di costi, prezzi e bollette 2) La
produttività tedesca è storicamente superiore a quella dell’Italia 3) Le
imprese tedesche continueranno a finanziarsi a costi inferiori rispetto
a quelle italiane, per il 90% piccole e medie imprese.
Uno scenario allarmante
Ma questo è niente rispetto a quello
che potrebbe davvero accadere nella realtà. La stessa unità d’Italia
potrebbe scricchiolare perché l’economia del Nord è più integrata con
quella della Baviera, della Germania e dell’Europa ricca che non con il
Sud dell’Italia. E allora la Lega, rappresentante proprio di quel Nord
che finora le ha dato linfa, potrebbe rispolverare le antiche pulsioni
federaliste. Fa ridere pensarlo ma ai Cinquestelle e Di Maio domenica
prossima conviene quasi tifare l’odiata Merkel, alla Lega no. Un derby
appassionante, non c’è che dire.

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