Gaza, l’appello di Save the Children: “Israele tolga il blocco sul carburante”
La penuria di combustibile sta mettendo in crisi anche l’accesso all’acqua potabile
La penuria di combustibile sta mettendo in crisi anche l’accesso all’acqua potabile che è già diminuito di un terzo dal Maggio 2017, raggiungendo la metà del fabbisogno personale giornaliero. In questo momento secondo l’ong non si conosce quale sarà la durata del blocco scattato ieri. “Assisteremo al rinvio di molte operazioni chirurgiche indispensabili e all’aumento dello sversamento di acque non trattate nel mare e ad ulteriori conseguenze per la salute dei bambini, con un accesso ancor più difficile alle cure mediche e all’acqua potabile”, ha aggiunto la responsabile Misty Buswell.Il blocco è un atto illegale per la legge internazionale e una inaccettabile violazione dei diritti di accesso alla salute e all’educazione dei bambini
Il precedente blocco del combustibile e del gas da cucina dello scorso metà luglio è durato circa una settimana, deprivando ulteriormente le scorte disponibili e causando un aumento dei prezzi che ha ridotto ancora di più la possibilità per Gaza di resistere a nuovi shock o blocchi. Il blocco nel suo insieme – ricorda Save the children – è un atto illegale per la legge internazionale e una inaccettabile violazione dei diritti di accesso alla salute e all’educazione dei bambini. Il varco deve essere urgentemente riaperto a tutte le merci e deve essere assicurata l’assenza di altri blocchi in futuro: “L’89% del sistema di distribuzione dell’acqua non è in grado di fornire acqua potabile e l’elettricità arriva solo poche ore al giorno. La potenza occupante- ha concluso Buswell- è obbligata a provvedere ai bisogni umanitari della popolazione protetta e la cessazione del blocco è un imperativo insieme alla ripresa delle forniture. La comunità internazionale deve fare di più per fermare questa erosione continua dei diritti di base dei bambini, come quello fondamentale dell’accesso alla salute”
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