Stefano Jesurum, giornalista :"Io vi guardo"


 
 
Guardo le immagini delle navi ferme nel Mediterraneo con a bordo il loro carico di disperazione. Guardo i volti dei giovani che affrontano la morte nella speranza di un futuro migliore, o almeno degno di questo nome, e rivedo i volti che incontro con il volontariato. Guardo un’Europa vile e egoista, rivoltante. Guardo la faccia e l’espressione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, ascolto le sue parole, e mi si raggela il sangue. Guardo gli Orban e i Salvini, e ho paura per figli e nipoti. Le sequenze della Exodus non possono che riemergere dal profondo. Poi polemizzo con chi fa impossibili e inaccettabili rimandi alla Shoah. Sto male. Per “fortuna” non sono solo a «provare l’impulso fortissimo di salire» su quelle navi e di dire io vi voglio bene a ognuno di voi, io vi guardo… Lo ha detto Liliana Segre: «questo fatto di essere qualcuno che non sa dove andrà perché nessuno lo vuole io l’ho provato e allora l’impulso è fortissimo, di dire io lo so come si sta quando nessuno vi vuole, io vi voglio bene a ognuno di voi, io vi guardo».
 Stefano Jesurum, giornalista

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