L’UE stronca il ministro israeliano: così si alimenta la disinformazione e si mescolano BDS e terrorismo
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L’UE stronca il ministro israeliano: così si alimenta la disinformazione e si mescolano BDS e terrorismo
Noa Landau
17 luglio 2018, Haaretz
Federica
Mogherini dell’UE ha scritto una lettera molto critica al ministro
della Sicurezza Pubblica di Israele Gilad Erdan, accusandolo di fare
affermazioni infondate e inaccettabili secondo cui l’Unione appoggerebbe
il terrorismo
La
ministra degli Esteri dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha
inviato una lettera personale molto tagliente al ministro degli Affari
Strategici Gilad Erdan chiedendogli di fornire le prove delle
affermazioni “vaghe e non comprovate” che l’UE stia finanziando
terrorismo ed attività di boicottaggio contro Israele attraverso
organizzazioni no profit.
Nella
sua lettera, acquisita da Haaretz, Mogherini risponde a un rapporto
diffuso in maggio dal ministero degli Affari Strategici intitolato “I
milioni dati da istituzioni dell’UE a Ong legate al terrorismo e al
boicottaggio contro Israele.”
Nella
lettera inviata insieme al rapporto a Mogherini, Erdan scriveva: “Uno
studio approfondito realizzato dal mio ministero ha rivelato che nel
2016 l’UE ha finanziato 14 Ong europee e palestinesi che promuovono
esplicitamente e chiaramente il BDS.” Ha anche accusato che “molte Ong
che promuovono il BDS e che ricevono finanziamenti diretti o indiretti
dall’UE sono legate a organizzazioni che l’UE definisce terroristiche.”
Erdan ha aggiunto che tali finanziamenti minacciano i rapporti tra l’UE e
Israele ed anche “le possibilità di una pace.”
In
seguito il rapporto è filtrato al giornale “Israel Hayom” [“Israele
oggi”, giornale gratuito israeliano di destra, ndtr.], che lo ha
pubblicato sotto il titolo “Milioni di euro di odio”. Nel giorno in cui
il rapporto è stato reso noto, Erdan ha twittato: “L’Ue continua a
finanziare con decine di milioni di shekel all’anno organizzazioni del
BDS, alcune delle quali legate a organizzazioni terroristiche.”
Nella
sua lettera, che è stata inviata a Erdan il 5 luglio, Mogherini scrive:
“Le accuse secondo cui l’UE appoggerebbe l’incitamento all’odio o il
terrorismo sono infondate e inaccettabili. Anche lo stesso titolo del
rapporto è inopportuno e fuorviante: mette insieme il terrorismo e il
tema del boicottaggio e crea nell’opinione pubblica una confusione
inaccettabile riguardo a due fenomeni differenti.” Aggiunge che l’UE si
oppone fermamente “a ogni insinuazione sul coinvolgimento dell’UE nel
sostegno al terrore o al terrorismo,” e che “accuse vaghe e
insostenibili servono solo a contribuire a campagne di disinformazione.”
Mogherini
sostiene anche che il rapporto in questione contiene degli errori: “Per
esempio, delle 13 organizzazioni elencate nel rapporto, 6 non ricevono
finanziamenti dell’UE per attività in Palestina e nessuna di loro riceve
fondi UE per attività del BDS,” scrive. Nota anche: “Inoltre, come
riportato ampiamente dalla stampa israeliana nelle ultime settimane, un
certo numero di organizzazioni citate nel rapporto riceve finanziamenti
anche da altri donatori internazionali, compresi gli Stati Uniti.”
Riguardo
al presunto appoggio al movimento BDS, Mogherini scrive a Erdan:
“L’Unione Europea non ha cambiato la propria posizione riguardo al
cosiddetto movimento “Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni” (BDS).
Confermando la propria politica di chiara distinzione tra il territorio
dello Stato di Israele ed i territori da esso occupati dal 1967, L’UE
rifiuta ogni tentativo di isolare Israele e non appoggia appelli al
boicottaggio. L’UE non finanzia azioni relative ad attività di
boicottaggio. Tuttavia il semplice fatto che un’organizzazione o un
singolo individuo sia in rapporto con il movimento BDS non significa che
questa entità sia coinvolta nell’incitamento a commettere atti
illegali, né la esclude da finanziamenti dell’UE.”
“L’UE
è fortemente impegnata nel rispetto della libertà di espressione e di
associazione in linea con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione
Europea e con la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani.
La libertà di espressione è applicabile anche ad informazioni ed idee
‘che offendono, scioccano o disturbano lo Stato e qualche settore della
popolazione.’ Ogni azione che abbia come risultato di chiudere lo spazio
in cui operano organizzazioni della società civile, limitando
indebitamente la libertà di associazione, dovrebbe essere evitata.”
Riguardo
alle accuse di appoggiare il terrorismo, Mogherini scrive: “L’UE ha
norme molto severe per selezionare e vagliare i beneficiari dei fondi
UE. Prendiamo molto seriamente in considerazione ogni accusa di uso
scorretto dei fondi UE e siamo impegnati a verificare tutte quelle che
vengono presentate con prove concrete. Siamo sicuri che i finanziamenti
UE non siano stati utilizzati per appoggiare il boicottaggio di Israele o
attività del BDS e sicuramente non per finanziare il terrorismo.”
Alla
fine della lettera Mogherini invita Erdan a Bruxelles a mostrare le
prove delle sue accuse: “Lei e i suoi funzionari siete i benvenuti a
Bruxelles in qualunque momento a presentare le prove che dovreste avere
per sostenere queste accuse,” scrive. “Nel contempo invitiamo il vostro
governo a perseguire con noi un dialogo produttivo su questioni della
società civile, come previsto dal “Piano d’Azione UE-Israele”, in uno
spirito di cooperazione aperta e trasparente piuttosto che con materiale
senza fondamento reso pubblico senza un dialogo e un coinvolgimento
preventivi.”
Nel
rapporto diffuso dal ministero degli Affari Strategici si sosteneva che
nel 2016 l’UE ha trasferito più di 5 milioni di euro a organizzazioni
“che promuovono la delegittimazione e il boicottaggio contro Israele.”
Benché il rapporto sia descritto come “approfondito”, la maggior parte
delle accuse è basata su un piccolo numero di casi da fonti accessibili a
tutti. Haaretz ha esaminato qualcuna delle affermazioni fatte dal
rapporto ed ha scoperto che l’interpretazione di alcuni degli
avvenimenti descritti si discosta dalle informazioni su cui si basa. Per
esempio, un boicottaggio solo delle colonie è occasionalmente
interpretato come un appoggio al BDS, anche se le organizzazioni in
questione non lo sostengono necessariamente, o addirittura vi si
oppongono, applicando i principi del movimento al vero e proprio
Israele. Questa interpretazione si collega con il modo in cui il governo
israeliano negli ultimi anni ha cercato di annullare la distinzione tra
i due.
Tuttavia
per l’UE questa distinzione è importante. Mentre l’UE non finanzia
direttamente attività che promuovono il boicottaggio dello Stato di
Israele – escludendone le colonie – vede l’appoggio ideologico al
movimento come legittima libertà di espressione politica. L’UE è in
grado di controllare l’uso dei suoi finanziamenti, dato che in genere
sono destinati in anticipo ad attività specifiche e c’è una supervisione
costante.
In
altri casi il rapporto del ministero definisce come “sostegno al
terrorismo” esempi specifici in cui agenti di Hamas o del Fronte
Popolare [per la Liberazione della Palestina, gruppo armato palestinese
di orientamento marxista, ndtr.] hanno preso parte ad altre attività
sostenute da Ong che ricevono fondi UE. Su questa base Israele sta
accusando l’UE di finanziare indirettamente il terrorismo. Una lettura
del rapporto mostra anche che un grande numero di denunce sono una
riproposizione di affermazioni fatte da organizzazioni di destra,
soprattutto dall’Ong “Monitor” [Ong israeliana che si occupa di
controllare le Ong internazionali da un punto di vista filo-israeliano,
ndtr.].
Erdan
ha risposto a questo rapporto dicendo: “È triste che il ministero degli
Esteri dell’Unione Europea abbia ancora una volta scelto di nascondere
la testa nella sabbia e ignorato le evidenti prove che le organizzazioni
del BDS che ricevono fond, sia direttamente che indirettamente, sono
legate o collaborano con organizzazioni terroristiche come Hamas e il
Fronte Popolare. Mogherini ammette che la maggior parte delle
organizzazioni che appaiono nel rapporto del mio ministero in effetti
promuovono il boicottaggio di Israele, eppure utilizza la risibile scusa
che i soldi sono dati a organizzazioni del boicottaggio ma utilizzati
per altri scopi, e non per le loro attività intese a boicottare
Israele.”
“Purtroppo
scuse come questa rappresentano la politica dell’Unione Europea anche
in altre questioni, come il suo atteggiamento nei confronti dell’Iran e
del terrorismo palestinese,” continua. “Anche su questi problemi l’UE ha
scelto di agire come un’ostrica e si comporta come se fosse cieca nei
riguardi dell’odio, dell’incitamento alla violenza e del boicottaggio.”
L’Ue
ha commentato questo rapporto informativo dicendo: “In genere non
commentiamo o facciamo filtrare scambi di messaggi con i Paesi che sono
nostri partner, ma sulla questione delle accuse contenute nel recente
rapporto pubblicato dal ministero degli Affari Strategici, i nostri
uffici centrali hanno esaminato accuratamente il rapporto e sono
arrivati alla conclusione che le accuse presentate nel rapporto sono
infondate.”
“L’Ue
ha norme molto rigide per verificare e vagliare i beneficiari di fondi
UE. Siamo quindi fiduciosi che i fondi UE non siano stati usati per
finanziare il terrorismo.”
La
nostra lotta contro il terrorismo non è mai stata così dura, ed abbiamo
sempre mantenuto una posizione chiara sulle organizzazioni
terroristiche. Siamo anche sicuri che i nostri fondi non sono stati
usati per appoggiare il boicottaggio di Israele, in particolare non le
attività del BDS,” si legge nel commento.
“L’UE
ripudia ogni tentativo di isolare Israele e non appoggia appelli al
boicottaggio. Nel contempo l’UE rimane ferma nel proteggere la libertà
di espressione e di associazione in base alla Carta Fondamentale dei
Diritti dell’Unione Europea. Come sempre l’UE verifica ogni seria
denuncia presentata in relazione a tali attività e finanziamenti. Se ci
dovesse essere una qualche prova che confermi quelle affermazioni, le
autorità israeliane saranno le benvenute a presentarcele come parte di
un dialogo aperto e trasparente.”
(traduzione di Amedeo Rossi)

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