Più vulnerabile che mai nella sua
storia recente, l’Italia rischia di essere buggerata per mare e per
terra nonostante i proclami dei nuovi sovranisti. Austriaci e tedeschi
chiuderanno, quando lo riterranno opportuno, il Brennero, e l’Italia
verrà stritolata tra il Nord e il gruppo di Visegrad: questi Paesi non
hanno confini di mare sensibili come noi e tenderanno a scaricare
sull’Italia il peso della destabilizzazione nel Mediterraneo creata nel
2011 da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che si defileranno alla
grande, anzi lo hanno già fatto da un pezzo.
La
missione Eunavfor-Med è a guida italiana: un conto è cambiare le regole
di ingaggio, che deve avvenire in sede europea, un altro è decidere di
chiudere i porti senza averne calcolato le conseguenze diplomatiche e di
sicurezza.
Chiudere i porti alle navi militari
può apparire una decisione brillante solo in un primo momento ma gli
altri Paesi europei non vedono l’ora di risparmiare quattrini nella
sorveglianza della Sponda Sud e continueranno a navigare le nostre acque
per fare i propri interessi. Senza il coinvolgimento europeo nel
Mediterraneo l’Italia verrà lasciata sola e per di più con il Brennero
chiuso: se così avverrà _ ed è possibile che avvenga_ le recenti
polemiche con la Francia e gli altri Paesi europei sulle navi delle Ong
ci appariranno quasi ridicole.
Rischiamo inoltre di perdere anche
una leva utile in Libia: questa missione navale ci consente di guidare
una forza navale europea che ha tra i suoi compiti non solo quello di
salvare i migranti ma di tenere sotto controllo le rotte dei trafficanti
e del terrorismo. In poche parole si sguarnisce ulteriormente il fianco
Sud a meno che noi non ci facciamo carico dell’intera sorveglianza di
una zona di migliaia di chilometri quadrati di mare. Basta guardare la
carta geografica e i numeri della nostra Marina: ma lo avranno fatto i
nostri governanti?
A proposito di governanti: chi sono?
Per ora sulla scena appare soltanto il ministro degli Interni e
vicepremier Matteo Salvini, gli altri sembrano delle comparse. Il
presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per altro fino a due mesi fa un
totale sconosciuto e che nessuno ha eletto, deve farsi sentire o fare
la valigia: decisioni gravide di conseguenze come quelle riguardanti
Eunavfor- Med non sono competenza di un unico ministro e tanto meno di
quello dell’Interno, ma coinvolgono tutti gli esponenti di questa
maggioranza e in primo luogo anche il ministro della Difesa, che rischia
di essere completamente esautorato, un altro personaggio che esce dalle
fila dei carneadi.
Cosa possono pensare i vertici della
Forze Armate italiane? Di essere comandati da ectoplasmi. E voi
obbedireste a dei fantasmi? Il presidente della Repubblica batta un
colpo. Secondo la Costituzione _ se non l’hanno cambiata la notte scorsa
_ è anche il capo delle Forze Armate: deve convocare immediatamente il
governo per rendere chiaro quale problema istituzionale, di credibilità e
di legittimità che si sta creando, a tutti i livelli. Inoltre, essendo
questa ancora una democrazia parlamentare, la modifica di una missione
militare deve essere portata in aula o per lo meno alle commissioni di
Camera e Senato competenti. Siamo all’Abc delle regole di governo.
Travolta dall’ondata populista e
sovranista, la repubblica italiana sta precipitando in una deriva
anti-democratica e anti-istituzionale che fa leva sui consensi nei
sondaggi e sui “like” dei social network. Già siamo messi male, con
un’opposizione che si guarda l’ombelico e incapace di avere alcuna presa
sull’opinione pubblica: come se eventuali elettori potessero ancora
appassionarsi alle polemiche tra Renzi, Gentiloni e Martina, dei cigni
morenti della politica. Come non si fa certo scuotere della intemerate
di Saviano.
Salvini è abile a inserirsi in
questo vuoto e nella palese inadeguatezza del suo partner di governo: ma
tra un po’ non basteranno più i “like”, bisognerà varare la legge di
bilancio e discutere, se non litigare, sulla distribuzione delle
risorse. In questi anni ci siamo salvati dagli attentati terroristici
che hanno colpito i nostri partner _ per altro alcuni dei quali dei
guerrafondai come la Francia _ cerchiamo quindi di non mettere in
pericolo il bene supremo della sicurezza.
Assopita dall’afa estiva, lanciata
allegramente verso le vacanze, l’Italia ama il decisionismo di Salvini,
il quale sa perfettamente che con un po’ di fermezza si possono guidare
le feroci truppe italiche assembrate a discutere di politica e migranti
sotto l’ombrellone. Ma le truppe vere sono un’altra cosa e se ne
accorgerà nel momento del bisogno.
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