Alberto Negri : [L’analisi] L’Italia è il fantasma dell’Europa: sui migranti annaspa per mare e per terra. Cercasi Conte e Mattarella




Più vulnerabile che mai nella sua storia recente, l’Italia rischia di essere buggerata per mare e per terra nonostante i proclami dei nuovi sovranisti. Austriaci e tedeschi chiuderanno, quando lo riterranno opportuno, il Brennero, e l’Italia verrà stritolata tra il Nord e il gruppo di Visegrad: questi Paesi non hanno confini di mare sensibili come noi e tenderanno a scaricare sull’Italia il peso della destabilizzazione nel Mediterraneo creata nel 2011 da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che si defileranno alla grande, anzi lo hanno già fatto da un pezzo. 
La missione Eunavfor-Med è a guida italiana: un conto è cambiare le regole di ingaggio, che deve avvenire in sede europea, un altro è decidere di chiudere i porti senza averne calcolato le conseguenze diplomatiche e di sicurezza. 
Chiudere i porti alle navi militari può apparire una decisione brillante solo in un primo momento ma gli altri Paesi europei non vedono l’ora di risparmiare quattrini nella sorveglianza della Sponda Sud e continueranno a navigare le nostre acque per fare i propri interessi. Senza il coinvolgimento europeo nel Mediterraneo l’Italia verrà lasciata sola e per di più con il Brennero chiuso: se così avverrà _ ed è possibile che avvenga_ le recenti polemiche con la Francia e gli altri Paesi europei sulle navi delle Ong ci appariranno quasi ridicole. 
Rischiamo inoltre di perdere anche una leva utile in Libia: questa missione navale ci consente di guidare una forza navale europea che ha tra i suoi compiti non solo quello di salvare i migranti ma di tenere sotto controllo le rotte dei trafficanti e del terrorismo. In poche parole si sguarnisce ulteriormente il fianco Sud a meno che noi non ci facciamo carico dell’intera sorveglianza di una zona di migliaia di chilometri quadrati di mare. Basta guardare la carta geografica e i numeri della nostra Marina: ma lo avranno fatto i nostri governanti?
A proposito di governanti: chi sono? Per ora sulla scena appare soltanto il ministro degli Interni e vicepremier Matteo Salvini, gli altri sembrano delle comparse. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per altro fino a due mesi fa un totale sconosciuto e che nessuno ha eletto, deve farsi sentire o fare la valigia: decisioni gravide di conseguenze come quelle riguardanti Eunavfor- Med non sono competenza di un unico ministro e tanto meno di quello dell’Interno, ma coinvolgono tutti gli esponenti di questa maggioranza e in primo luogo anche il ministro della Difesa, che rischia di essere completamente esautorato, un altro personaggio che esce dalle fila dei carneadi. 
Cosa possono pensare i vertici della Forze Armate italiane? Di essere comandati da ectoplasmi. E voi obbedireste a dei fantasmi? Il presidente della Repubblica batta un colpo. Secondo la Costituzione _ se non l’hanno cambiata la notte scorsa _ è anche il capo delle Forze Armate: deve convocare immediatamente il governo per rendere chiaro quale problema istituzionale, di credibilità e di legittimità che si sta creando, a tutti i livelli. Inoltre, essendo questa ancora una democrazia parlamentare, la modifica di una missione militare deve essere portata in aula o per lo meno alle commissioni di Camera e Senato competenti. Siamo all’Abc delle regole di governo. 
Travolta dall’ondata populista e sovranista, la repubblica italiana sta precipitando in una deriva anti-democratica e anti-istituzionale che fa leva sui consensi nei sondaggi e sui “like” dei social network. Già siamo messi male, con un’opposizione che si guarda l’ombelico e incapace di avere alcuna presa sull’opinione pubblica: come se eventuali elettori potessero ancora appassionarsi alle polemiche tra Renzi, Gentiloni e Martina, dei cigni morenti della politica. Come non si fa certo scuotere della intemerate di Saviano. 
Salvini è abile a inserirsi in questo vuoto e nella palese inadeguatezza del suo partner di governo: ma tra un po’ non basteranno più i “like”, bisognerà varare la legge di bilancio e discutere, se non litigare, sulla distribuzione delle risorse. In questi anni ci siamo salvati dagli attentati terroristici che hanno colpito i nostri partner _ per altro alcuni dei quali dei guerrafondai come la Francia _ cerchiamo quindi di non mettere in pericolo il bene supremo della sicurezza.
Assopita dall’afa estiva, lanciata allegramente verso le vacanze, l’Italia ama il decisionismo di Salvini, il quale sa perfettamente che con un po’ di fermezza si possono guidare le feroci truppe italiche assembrate a discutere di politica e migranti sotto l’ombrellone. Ma le truppe vere sono un’altra cosa e se ne accorgerà nel momento del bisogno.

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