Yossi Klein Israele usa gli ebrei della diaspora come scudi umani
31 maggio 2018, Haaretz
Israele è contento di sfruttare gli ebrei del resto del mondo, ma non si è preoccupata del fatto che le sue azioni li mettono in pericolo.
Israele
è un pericolo per gli ebrei del resto del mondo. Si proclama suo
protettore, ma non si preoccupa delle conseguenze che le sue azioni
hanno per loro. Gli ebrei all’estero pagano il prezzo dell’ostilità nei
confronti di Israele, eppure lo Stato continua ad avvolgerseli attorno
come un giubbotto esplosivo. Tu vuoi danneggiarmi? Va bene, ma sappi che
loro salteranno in aria per primi.
Gli
effetti sugli ebrei all’estero non fanno parte delle stime militari di
Israele. Fa quello che fa anche se ciò li danneggia. Ma questo non gli
impedisce di affermare di rappresentarli, di parlare in loro nome e di
usarli come ostaggi. Sono scudi umani. La vostra lealtà al vostro
ebraismo, dice, viene prima della vostra lealtà alla vostra patria.
L’ebraismo
nel cui nome lo Stato parla non è quello della maggior parte degli
ebrei della diaspora. Israele limita o esclude il loro ebraismo.
L’ebraismo di Israele è quello di una minoranza che ha preso il
controllo del Paese e negli Stati Uniti è più attento ai cristiani
evangelici che agli ebrei riformati o ortodossi. Lo Stato li combatte,
eppure li usa.
Il
governo di Israele ha sempre utilizzato gli ebrei della diaspora.
L’identità israeliana si nasconde dietro l’ebraismo. I pericoli a cui
Israele espone gli ebrei della diaspora non l’hanno mai frenato. Nel
1956 ha usato gli ebrei egiziani per sabotare il loro Stato. Ha mandato
Jonathan Pollard [ebreo statunitense arrestato nel 1985 per aver fatto
la spia a favore di Israele nei servizi di intelligence della Marina
militare USA, ndt.] a spiare il loro stesso Stato. Ha imposto se stesso
agli ebrei del resto del mondo, obbligandoli a mettere in discussione la
propria lealtà, mentre insisteva nell’equiparare le
critiche contro
Israele a un’aggressione contro l’ebraismo e a tutti gli ebrei – cioè
all’antisemitismo. Abbiamo molto di questo tipo di antisemitismo proprio
qui. In base a questa formula, metà degli israeliani sono antisemiti
perché non sopportano il governo. Ma l’efficacia di accusare il mondo di
antisemitismo sta scomparendo. L’uso eccessivo ha usurato il meccanismo
della vergogna e ha anticipato la sua data di scadenza. Sono passati i
giorni in cui potevamo giustificare un attacco contro Gaza con quello
che ci è stato fatto ad Auschwitz.
Israele
non lo vuole ammettere, ma dal suo punto di vista c’è un aspetto
positivo nell’antisemitismo. “Dimostra” il fallimento dei Paesi
stranieri nel proteggere i loro ebrei. La loro negligenza sottolinea le
nostre qualità. Il capo dello Stato, che è anche il capo degli ebrei del
mondo, è orgoglioso della sicurezza che fornisce ai suoi ebrei, Tre
anni fa, dopo gli attacchi terroristici contro ebrei francesi, ha
invitato la comunità [ebraica francese] a venire in Israele perché il
loro Paese non li può proteggere. (Circa 5.000 ebrei sono morti in
attacchi terroristici in Israele).
Israele
respinge la condanna per le sue azioni a Gaza. Abbandona gli ebrei ed
esclude i non-ebrei, ma farebbe qualunque cosa per avere un po’ di
simpatia da loro! È assetato di ogni briciola di apprezzamento. Il
nostro Stato privatizzato esproprierà e nazionalizzerà e adotterà e si
attribuirà qualunque risultato, da una medaglia nel judo al lancio di
una nuova attività imprenditoriale.
Lo
abbiamo visto la scorsa settimana. Sono state attaccate due dei più
delicate questioni nazionali dell’Olanda: la vittoria di Israele
all’Eurovisione e le uccisioni a Gaza, entrambi care al nostro cuore. La
parodia olandese di “Toy” [“Giocattolo”, la canzone israeliana che ha
vinto l’Eurovisione, ndt.], che includeva critiche alle azioni
israeliane al confine con Gaza, è stata immediatamente accusata di
“antisemitismo”, e l’ambasciata israeliana ha protestato. L’ambasciata
sa molto bene che la canzone non è antisemita, ma ha prevalso il
desiderio di confondere la critica a Israele con l’antisemitismo.
Chiunque
critichi la cantante Neta Barzilai [la vincitrice dell’Eurovisione,
ndt.] critica anche il primo ministro, sua moglie, il suo partito e il
governo, e desidera farlo cadere. Perché? Perché lo diciamo noi, e
ricaviamo la nostra autorità nel definire l’antisemitismo dai sei
milioni di ebrei morti nell’Olocausto.
Ci
siamo cercati da soli Benjamin Netanyahu, ma perché sono da criticare
tutti gli ebrei del mondo? Perché devono pagare il prezzo della lotta
del re degli ebrei con le sue inchieste penali? Se vivessi all’estero
starei seguendo le sue recenti iniziative con timore e sospetto. Il
bunker sotterraneo [Netanyahu ha convocato le riunioni per la sicurezza
nazionale in un bunker, ndt.] e l’auto blindata per Sara [la moglie di
Netanyahu, ndt.] non sono di buon auspicio per gli ebrei in Israele e
all’estero.
Quando
sentiremo che ha chiamato agenti immobiliari in Toscana o ha aperto un
conto bancario nei Caraibi sarà venuto il tempo di fare le valigie.
L’audace difensore degli ebrei è disposto a sacrificare ognuno di noi
pur di far cadere anche solo una singola accusa nella faccenda del
sottomarino [uno degli scandali in cui Netanyahu è coinvolto].
(traduzione di Amedeo Rossi)
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