Registi LGBTQ rifiutano di consentire a Israele di utilizzarli per nascondere dietro al rosa i suoi crimini
- Quattro palestinesi riportati uccisi e decine di feriti da fuoco israeliano durante proteste a Gaza
- Registi LGBTQ rifiutano di consentire a Israele di utilizzarli per nascondere dietro al rosa i suoi crimini
- ‘Ringraziate di non essere gay a Gaza’
- Commissione della Knesset bandisce una legge per definire Israele come uno Stato di tutti i suoi cittadini
- Israele ha segnato uno “spettacolare autogol” con un’umiliante sconfitta ad opera del BDS
Ali Abunimah
8 giugno 2018, Electronic Intifada
Arriva
a 11 il numero di artisti che hanno lasciato il festival, parte di una
crescente ondata di appoggio internazionale al Boicottaggio,
Disinvestimento e Sanzioni (BDS) [contro Israele] in seguito ai massacri
da parte di Israele di palestinesi disarmati durante le manifestazioni
della “Grande Marcia del Ritorno” a Gaza.
Il
canadese Marc-Antoine Lemire ha ritirato il suo corto “Pre-Drink”, che
ha vinto il premio per il miglior corto canadese al festival
internazionale del cinema di Toronto.
“Recentemente siamo venuti a sapere della strategia israeliana di “pinkwashing” [lett. “lavaggio rosa” in riferimento all’uso propagandistico delle tematiche LGBTQ, ndt.], e desideriamo esprimere il nostro rifiuto a contribuirvi, oltre al nostro appoggio alla comunità LGBTQ+,” ha scritto Lemire.
“In
seguito al movimento di protesta di parecchi registi e artisti in
disaccordo con le politiche di Israele contro la Palestina, abbiamo
deciso di prendere posizione a favore di questo movimento. Soprattutto
con i recenti avvenimenti, rifiutiamo la strumentalizzazione del nostro
film.”
Il
regista francese Antoine Héraly ha annullato una sua prevista
apparizione al festival per la proiezione del suo film “Furniture Porn
Project”.
“Dopo
un’intensa settimana di riflessione e di letture e di discussioni con
organizzazioni e un ampio spettro di intellettuali, sono arrivato alla
conclusione che, se io dovessi partecipare fisicamente alla proiezione
per presentare “Furniture Porn Project”, la mia coscienza sarebbe
assente dalla sala cinematografica,” ha scritto Héraly agli
organizzatori del festival.
“Se
avessi avuto un periodo di tempo più lungo in cui mettere insieme le
mie idee, vi avrei chiesto di togliere il mio film dal festival, con cui
non mi posso identificare, in quanto è finanziato dallo Stato e quindi
parte delle politiche israeliane di ‘pinkwashing’”, ha aggiunto Héraly.
Egli
ha sottolineato che il festival in ogni caso ha proiettato film di
altri registi che avevano chiesto che venissero cancellati, una cosa che
Héraly ha definito “inaccettabile”.
TLVFest
è una pietra miliare della campagna di “pinkwashing” di Israele. Il
“pinkwashing” è una strategia di pubbliche relazioni che utilizza la
presunta apertura di Israele verso le questioni LGBTQ per sviare
critiche contro le sue violazioni dei diritti umani e fare appello in
particolare al pubblico progressista dell’Occidente.
Ciò
spesso implica grossolane esagerazioni delle politiche progressiste
israeliane, insieme ad assolute menzogne sui palestinesi.
Governi
filo-israeliani che hanno puntualmente evitato di condannare o agire
per porre fine alla deliberata uccisione a Gaza di palestinesi
disarmati, compresi minori, medici e giornalisti, da parte di Israele,
sono diventati sostenitori particolarmente entusiasti del “pinkwashing”.
Venerdì
molte ambasciate dell’Unione Europea hanno di nuovo partecipato alla
sfilata dell’orgoglio gay a Tel Aviv, come parte dei loro tentativi di
etichettare la città come una destinazione turistica aperta e
progressista, nonostante il modo in cui ha rappresentato un contesto
violento, razzista e ostile per i palestinesi e gli africani [si
riferisce soprattutto alle vicende dei richiedenti asilo africani,
ndt.].
TLVFest è finanziato dal ministero della Cultura di Israele, che è guidato dall’esponente politica di estrema destra Miri Regev.
Regev
è nota per la sua esternazione razzista, in cui ha paragonato rifugiati
da Stati africani a un “cancro”, e per aver postato su Facebook un
video in cui lei e un gruppo di tifosi di calcio israeliani incitavano
alla violenza contro i palestinesi.
Tra
gli sponsor di TLVFest c’è la “Saison France-Israël”, un’iniziativa di
pubbliche relazioni sostenuta da entrambi i governi e intesa a
promuovere l’immagine di Israele.
Boicottaggio di “Pop-Kultur”
Il
musicista americano John Maus è diventato il quarto artista a ritirarsi
dall’imminente festival “Pop-Kultur” di Berlino, in seguito alla
sponsorizzazione da parte dell’ambasciata israeliana.
Il
festival ha emesso un comunicato in base al quale Maus e il suo gruppo
“preferiscono non suonare all’interno di uno scenario politicizzato.”
Tre artisti britannici – Gwenno Saunders, Richard Dawson e Shopping – hanno già annunciato il proprio ritiro.
Saunders
ha scritto: “Non posso mettere in discussione il fatto evidente che il
governo e l’esercito israeliani stanno uccidendo palestinesi innocenti,
violando i loro diritti umani, e che questa situazione disperata deve
cambiare.”
Richieste di annullare la partita di Israele in Irlanda
Queste
ultime azioni in solidarietà con i palestinesi sono arrivate dopo che i
grandi nomi Shakira e Gilberto Gil hanno abbandonato il progetto di
esibirsi a Tel Aviv, e dopo l’annuncio congiunto dello scorso mese di
decine di gruppi musicali che avrebbero rispettato l’appello palestinese
al boicottaggio.
Ci
sono state anche crescenti richieste di boicottare la gara canora
“Eurovisione” del prossimo anno se, come è stato anticipato, Israele la
ospiterà in seguito alla vittoria di quest’anno di Netta Barzilai.
Ma
il maggior risultato per i palestinesi è stato la cancellazione da
parte dell’Argentina di una partita “amichevole” contro Israele che era
prevista a Gerusalemme questo fine settimana.
L’incontro,
parte della preparazione per la Coppa del Mondo di quest’estate,
sarebbe stata il fiore all’occhiello delle iniziative propagandistiche
israeliane.
Sulla
base dell’impulso che viene da quella vittoria della campagna BDS, il
partito irlandese [della sinistra nazionalista, ndt.] Sinn Féin sta ora
chiedendo la cancellazione di un’ “amichevole” tra Israele e l’Irlanda
del Nord prevista a settembre.
“Faccio
questa richiesta in seguito al recente massacro di oltre 100
manifestanti e alle mutilazioni di migliaia di altri da parte
dell’esercito israeliano,” ha detto Sinéad Ennis, parlamentare del Sinn
Féin dell’Irlanda del Nord. “La comunità internazionale dovrebbe opporsi
allo Stato israeliano per il massacro indiscriminato e le continue
discriminazioni contro i palestinesi.”
“Il
Sinn Féin appoggia la campagna per il Boicottaggio, il Disinvestimento e
le Sanzioni (BDS) contro Israele che riguarda i rapporti culturali,
accademici e sportivi,” ha affermato Ennis.
La IFA, l’ente che gestisce il calcio nell’Irlanda del Nord, si sta già opponendo a questa richiesta.
Il
Sinn Féin rappresenta tradizionalmente i nazionalisti irlandesi che
pensano che l’Irlanda del Nord dovrebbe diventare parte di uno Stato
irlandese unitario.
In
genere i nazionalisti non si identificano con la squadra dell’Irlanda
del Nord nelle competizioni internazionali e tifano per la Repubblica
d’Irlanda.
Il
Sinn Féin è uno dei due maggiori partiti dell’Irlanda del Nord, mentre
l’altro è il Partito Democratico Unionista (DUP), che appoggia
decisamente il mantenimento della divisione dell’Irlanda e il Nord come
parte del Regno Unito.
Come
partito di tutta l’Irlanda, il Sinn Féin si candida alle elezioni anche
nella Repubblica d’Irlanda, e il sindaco di Dublino del Sinn Féin è
stato un sostenitore accanito dei diritti dei palestinesi, come riflesso
dell’ampia solidarietà per la Palestina nella società irlandese.
In aprile il consiglio comunale di Dublino ne ha fatto la prima capitale europea a sostenere il BDS.
E
in maggio il consiglio di Derry, una città della parte dell’Irlanda
controllata dalla Gran Bretagna, ha approvato una mozione presentata dal
Sinn Féin per l’illuminazione di edifici comunali con i colori della
bandiera palestinese in segno di solidarietà.
Al
contrario il DUP, cristiano sionista e fortemente filo-israeliano,
attualmente tiene in piedi il governo londinese della prima ministra
Theresa May, il che gli dà un enorme potere nel Regno Unito.
I politici del DUP appoggiano decisamente la partita Israele-Irlanda del Nord.
(traduzione di Amedeo Rossi)

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