Poche
settimane dopo la controversa scarcerazione, anticipata di nove mesi
(la condanna era a 18 mesi), di un soldato israeliano filmato dall'ong
B'Tselem mentre in Cisgiordania finiva un palestinese a terra ferito,
una commissione ministeriale ha presentato una bozza di legge per punire con pene detentive chi catturerà e pubblicherà immagini dei militari in azione nei Territori.
I critici della proposta, il cui firmatario è il deputato Robert
Ilatov, della destra radicale Israel Beitenu, sostengono che potrebbe
aprire la strada ad abusi indiscriminati da parte delle forze armate.
Dovrà ora passare al vaglio di una serie di dibattiti parlamentari prima
di essere, eventualmente, approvata.
Cosa dice la proposta di legge
Il disegno di legge renderebbe
punibili le riprese o la pubblicazione di filmati "con l'intento di
danneggiare il morale dei soldati israeliani o dei suoi abitanti" con un
massimo di cinque anni di carcere - estesi a 10 anni se l'intenzione
fosse quella di danneggiare la "sicurezza nazionale".
In esso si legge che "le organizzazioni anti-israeliane e
filo-palestinesi" trascorrono "intere giornate vicino ai soldati
israeliani in attesa di azioni che possano essere documentate in modo
parziale e unilaterale, col fine di screditare i militari".
Il leader di Yisrael Beitenu e ministro della Difesa, Avigdor
Lieberman, ha parlato in termini positivi della proposta, affermando che
i soldati israeliani sono "sotto costante attacco da parte di chi odia
[lo stato ebraico] e sostiene il terrorismo".
Quali le reazioni dei gruppi per il rispetto dei diritti umani
I
critici sostengono che la documentazione video sull'operato dei soldati
dell'IDF (Israel Defense Forces) in Cisgiordania sia necessaria per
denunciarne gli abusi.
"Ci sono casi lampanti, registrati su pellicola, che hanno portato
alla detenzione di soldati israeliani. Possiamo solo immaginare quante
volte simili fatti siano accaduti lontano dalle telecamere", ha detto a euronews Eric Goldstein, vice direttore di Human Rights Watch's Middle East and North Africa.
Goldstein ha aggiunto che, senza trasparenza, "stabilire le responsabilità diventa molto più difficile".
Le forze di difesa israeliane (IDF) spesso filmano e condividono i
filmati "quando è nel loro interesse". Goldstein osserva che la proposta
di legge cade nel mezzo di in un clima di "crescente insofferenza per
le segnalazioni delle organizzazioni per i diritti umani", a cui sono
seguiti processi e condanne. IDF non ha risposto alla nostra richiesta
di commento.
Il gruppo locale per i diritti umani, B'Tselem, ritiene che la misura non influirà sul proprio lavoro.
"Se il governo ritiene che l'occupazione sia troppo imbarazzante per
essere documentata in modo visibile, dovrebbe lavorare per porvi fine -
non perseguire i fotografi", la posizione espressa dal portavoce Amit
Gilutz a euronews. "In entrambi i casi, continuerà la
documentazione di questa realtà - indipendentemente da questo o da altri
atti legislativi draconiani".
Cinque esempi di video usciti in questi ultimi anni
In alto,
cliccando play sul video, è possibile trovare cinque esempi in cui le
riprese video hanno provocato indignazione e condanne da ambo le parti
coinvolte nel conflitto.
1. Manifestanti palestinesi colpiscono un soldato israeliano che cerca di arrestare un ragazzo | Nabi Saleh, Cisgiordania, 2015
Alcune donne e bambini palestinesi hanno preso a pugni e calci un
soldato dell'IDF mentre cercava di arrestare un ragazzo di 12 anni che
protestava contro Israele, tre anni fa. L'IDF sostiene che il ragazzo
abbia lanciato delle pietre contro i soldati ma alla fine, anche a causa
della violenza dell'alterco, non è stato arrestato.
2. Un soldato israeliano spara alla testa su un palestinese che giace inerme a terra | Hebron, Cisgiordania, 2016
Un palestinese ferito, a terra, è stato ucciso da un soldato
dell'esercito dell'esercito israeliano nel marzo 2016 con un colpo alla
testa. L'uomo aveva tentato di attaccare con un coltello i militari ma
era stato disarmato e ferito. Giaceva immobile a terra quando un soldato
dell'esercito israeliano ha aperto il fuoco su di lui, uccidendolo.
Elor Azaria è stato condannato per omicidio colposo e rilasciato nel
maggio 2018 dopo aver scontato nove mesi di carcere.
3. Adolescente ucciso durante le dimostrazioni della Nakba | Cisgiordania, 2014
Nadeem Siam Nuwara, 17 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco
nel 2014 durante le manifestazioni per la Nakba. L'incidente è stato
ripreso da una telecamera a circuito chiuso.
Nell'aprile 2018 un ex agente di polizia israeliano è stato
condannato a nove mesi di carcere e a pagare alla famiglia di Nuwara un
risarcimento di 50.000 shekel, ovvero 11.865 euro.
4. Manifestazioni e morti lungo il confine tra Gaza e Israele | Marzo-giugno 2018
Dal marzo scorso si contano centinaia di vittime palestinesi per via
delle proteste contro lo Stato di Israele al confine con Gaza. Un video
mostra il momento in cui un manifestante palestinese viene colpito alla
gamba a sangue freddo.
5. L'adolescente che prende a schiaffi il soldato israeliano | 2017
L'attivista adolescente Ahed Tamimi è stata condannata a otto mesi di
carcere dopo che un video in cui la si vede prendere a calci e schiaffi
un soldato israeliano si è diffuso in maniera virale sui social
network. Grazie ad un altro filmato si è potuto appurare che Tamimi era
presente anche in occasione del primo fatto di cui vi abbiamo parlato,
quello delle donne e dei bambini che picchiano il soldato israeliano nel
2015.
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