A Gerusalemme va in scena il valzer delle sedie vuote. In attesa
dell'inaugurazione dell'ambasciata Usa, nel giorno in cui lo Stato
ebraico festeggia il suo settantesimo anniversario, la diplomazia
s'incrocia con la mondanità. S'incrocia e si scontra.
In onore della delegazione americana, e della "first daughter" Ivanka
Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e la moglie Sara hanno
organizzato una serata di gala, anticipazione delle cerimonie ufficiali
di lunedì. Ma anche un galà può trasformarsi in un'occasione di conta e
di divisioni. E così resteranno vuote le sedie degli ambasciatori di
quei Paesi Ue, tra cui l'Italia, che alle Nazioni Unite avevano
espresso, con un voto in Assemblea Generale, la propria contrarietà alla
forzatura statunitense su Gerusalemme capitale.
Addetti al protocollo diplomatico del ministero degli Esteri spiegano
all'Huffpost che 30 degli 86 ambasciatori accreditati in Israele hanno
accettato l'invito al galà in onore della delegazione statunitense. Per
quanto riguarda l'Europa, a rendere omaggio a Ivanka Trump e al marito
Jared Kushner (tra i più convinti sostenitori dello spostamento
dell'ambasciata) ci sono i rappresentanti diplomatici di Ungheria,
Repubblica Ceca, Austria e Romania (tra le sedie vuote anche quelle di
Russia, Egitto e Messico). Nonostante le pressioni israeliane, e quelle
dell'ambasciatore Usa in Israele, David Friedman, l'Europa, tranne poche
eccezioni, ha dunque mantenuto una posizione unitaria.
Dalla nostra ambasciata arriva un comprensibile "no comment" per
quanto concerne le motivazioni dell'assenza che però viene confermata.
Dispiace per la figlia del presidente, ma il ballo degli ambasciatori,
almeno quelli del Vecchio Continente, è rimandato a una prossima
occasione, magari a Tel Aviv.
Il momento del voto contrario all'Onu allo strappo Usa su Gerusalemme capitale (VIDEO)
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