Robert Fisk :Quali misteri ci sono tra le rovine del Centro di studi scientifici e di ricerca a Damasco?





Di Robert Fisk
27 aprile  2018
Il grande poeta iracheno del X secolo, Abu Tayyib al-Muttanabbi una volta viveva, Oh città predestinata, nell’Emirato di Aleppo. Ha perfino guidato una rivolta in Siria che,  cosa nota, era stata soppressa con grande spietatezza. La maggior parte dei bambini, in Siria, possono  citare  a memoria quell’umo, e una delle sue poesie che preferiscono comincia con queste parole:
Quando vedete i denti di un leone,
Non pensate che il leone vi sta sorridendo.
La settimana scorsa mi sono ricordato del leone mentre mi arrampicavo in mezzo alle rovine di fianco al Centro di studi scientifici e di ricerca, a Barzeh, sobborgo di Damasco. Questo era il centro, ora famoso per molte foto satellitari – distrutto dai missili di Donald Trump quando hanno colpito “il cuore del programma delle armi chimiche della Siria”. E’ vero? Qualsiasi cosa con un nome da Stranamore come “Dipartimento per la ricerca farmaceutica e chimica a scopi civili”, cioè la parte del complesso colpita da almeno 17 missili – merita che ciò che contiene sia studiato attentamente. Mi era stato rifiutato per tre giorni il permesso di visitare questa istituzione siriana. Era tutto in rovina, il che è sicuro, e in una misura molto maggiore di quanto indicavano le fotografie; perché allora quel ritardo?
Ed è una cosa importante? Ebbene, sì. Mi fa ricordare della “fabbrica irachena di latte per neonati”,  molto più famosa che era stata bombardata dagli americani nel 1991 e che il Generale Colin Powell definiva “fabbrica per la produzione di armi biologiche, cosa di cui siamo sicuri”. Il mio collega Patrick Cockburn ha scritto su questo argomento la settimana scorsa ricordando la sua visita alla fabbrica soltanto poche ore dopo il bombardamento. Dopo la guerra è venuto fuori che probabilmente, dopo tutto, l’edificio era stato una fabbrica di latte in polvere per neonati, anche se che cosa non si può fare con un bicchiere di latte?
Il problema è, che mentre crediamo che tutti di dittatori arabi mentono regolarmente, si suppone che noi occidentali chiediamo conto del loro operato  ai nostri leader e che ci assicuriamo che dicano la verità quando sostengono di agire in nostro nome. Ecco perché l’attacco a Douma deve essere spiegato del tutto ed ecco perché volevo sapere se questa devastazione a Barzeh (la diretta reazione per Douma, anche se, naturalmente, a Barzeh nessuno era stato ucciso, era quello che abbiamo detto fosse, o se era stato quello che i siriani sostenevano fosse: una struttura di un  centro di ricerche mediche. Il leone mi sorrideva? Oppure stavo interpretando male il significato della sua faccia?
Certamente il Dottor Said al-Said, capo del reparto polimeri del centro, era tutto sorrisi, e, per quello che vale, non assomiglia al Dottor Strangelove. Inoltre, le macerie del suo centro di ricerca bombardato quando l’ho incontrato, senza “guardie del corpo”  o guardie, mi fornivano poche prove che era il centro di ricerca per la guerra chimica che i suoi distruttori americani sostenevano che fosse. In effetti somigliava moltissimo a un sito dove, secondo l’OPAC (l’Organizzazione di 192 nazioni  per la Proibizione delle Armi Chimiche – OPCW in inglese) durante la sua più recente visita nello scorso novembre, non c’era alcuna prova che vi siano sviluppate, testate o prodotte, armi chimiche o biologiche.
L’OPAC, è la stessa organizzazione che attualmente sta indagando sul presunto attacco a Douma con il gas. “Se questo era un centro di armi chimiche.” Dice il Dottor Said, dandomi un colpo sul petto con un dito: “Saresti morto, anche soltanto restando qui in piedi, oggi.” Non certo conclusivo, considerato il tempo che era trascorso  e che naturalmente poteva essere stato usato semplicemente per la ricerca, invece che come deposito di armi chimiche, cosa che faceva parte dell’affermazione degli americani. La stessa vecchia domanda. Che cosa non si può fare con un bicchiere di latte?
Ho continuato a inerpicarmi tra le rovine  da solo per più di un’ora, e ho trovato 5 edifici in questo campus di ricerca che era stato completamente fatto saltare per aria.  Ero libero di vagare lì intorno, al sole, con grande divertimento di Al-Said che ha 64 anni. Erano, però, passati quattro giorni dagli attacchi aerei americani-inglesi-francesi. I politici occidentali regolarmente accusano i loro nemici di fare piazza pulita delle prove incriminanti prima di aprire i luoghi con bombe a qualsiasi giornalista. E mi avrebbero tenuto in attesa per tre giorni.
Quando tuttavia, ho attraversato in macchina le porte del campus, carte e documenti erano ancora  infilati nel cemento demolito e sbattevano con il vento. Le carte più interessanti che ho trovato avevano a che fare con un progetto di desalinizzazione nella Siria rurale e con una dissertazione che era stata pubblicata in inglese da scienziati del Kuwait, sull’uso della gomma per fare guarnizioni per i ponti stradali di cemento. Mentre ero lì, delle scavatrici meccaniche hanno iniziato a portare via enormi pezzi di muratura –alcuni con altre carte incastrate nei rottami – e a buttarli in camion  commerciali  per lo smaltimento. Questo poteva essere reamente stato il luogo di un complicato insabbiamento?
I siriani potevano eliminare le prove in quattro giorni? E, mentre io non sono un esperto di armi chimiche, l’OPAC decisamente si, e ha visitato Barzeh varie volte nel 2013. Che cosa è accaduto, però, da allora? Hanno dichiarato che non c’era stata nessun  ricerca di armi chimiche,” Al-Said ha detto. I rapporti pubblicati confermano questo, ma non c’è stata nessuna visita fin dallo scorso novembre. Tuttavia –qui si moltiplicano le domande, come probabilmente accade in un centro di ricerca  – è concepibile che l’OPAC non avrebbe fatto dei riferimenti a un cambio dello scopo del complesso a Barzeh se avessero sospettato questo negli scorsi cinque mesi? C’era ancora un forte odore di plastica che bruciava che Al-Said attribuiva ai resti che bruciavano lentamente nelle rovine, di computer e di scrivanie di plastica.
Mi sono addentrato a piedi in mezzo a quella devastazione e, né gli operai né il corpulento capo del centro si sono innervositi o mi hanno chiesto di fermarmi, cosa che di solito è un segnale rivelatore che qualcuno sta diventando nervoso. Mi è successo in Serbia quando ho scoperto delle trincee militari dietro un ospedale bombardato dalla NATO: è venuto fuori che i pazienti civili erano morti, che i soldati jugoslavi che si nascondevano lì contro tutte le leggi della guerra, erano disarmati ed erano andati via da molto tempo. Tra gli edifici non danneggiati del campus siriano, c’erano aule per gli studenti, e una scuola per bambini con dipinti di animali che chiaramente – data la  pittura sbiadita – erano stati  disegnati sulle pareti molte estati prima.
Lo stesso  Dottor Al-Said stesso  aveva avuto una formazione in chimica applicata, prima a Dresda (quando faceva ancora parte della Germania Est) e poi a Düsselrdorf. Aveva lavorato qui per 15 anni, ha detto, ma era  a casa sua a circa 12 km di distanza quando i missili hanno colpito nelle prime ore del mattino. Gli ho chiesto “Si aspettava di essere un obiettivo?” “Non sono esperto di politica,” mi ha risposto, ma “dagli Americani, dai Britannici e dai Francesi, ci si può aspettare qualsiasi cosa.”
Ha insistito che i suoi studenti e docenti stavano facendo ricerche circa la produzione di sostanze chimiche medicinali e specialmente del DNA di scorpioni e serpenti, e sulle leucemie e varie forme di cancro. “Abbiamo prodotto ricerche di medicine da usare localmente, ma che vengono vendute in tutto il Medio Oriente. Stavamo sviluppando particelle di gomma [sic] per l’industria petrolifera e facciamo ricerche sull’uso della gomma per la costruzione dei ponti.” Quando Al-Said mi ha detto questo,  era ignaro che avevo già trovato dei documenti su quell’argomento tra le macerie: un punto a suo favore. “. Ha aggiunto: “L’OPCW ci ha dato due volte gli attestati.”
Ho anche osservato che questo grande campus si trovava a meno di un miglio dal luogo di feroci battaglie di 18 mesi fa combattute tra l’esercito governativo e Nusra (e anche alcuni ribelli dell’Esercito siriano libero. All’epoca avevo assistito aa alcuni di quei combattimenti. Il regime siriano avrebbe mantenuto un centro di ricerca per le armi chimiche che sarebbero potute cadere così facilmente nelle mani dei suoi nemici, allora o in seguito? Se gli Americani avevano ragione quando, durante il weekend hanno detto che il centro di Barzeh è usato per la ricerca, lo sviluppo, la produzione e il collaudo degli armamenti chimici e biologici, allora il regime stava seriamente rischiando – prima o dopo le battaglie. Affinché le dichiarazioni americane fossero corrette, allora, negli scorsi cinque mesi,  si deve essere fatto un sacco di lavoro per cambiare  la natura di questo complesso – da quando gli ispettori dell’OPAC sono stati lì la volta scorsa.
Ora viene accettato generalmente il fatto che la famigerata fabbrica di latte in polvere per neonati i a Baghdad sia stata autentica – anche se il regime iracheno ha messo una falsa insegna sui cancelli distrutti, a uso delle telecamere, dopo il bombardamento. L’unico    di fianco al complesso siriano distrutto, è un grande ritratto di Bashar al-Assad, con l’iscrizione: “Tutto per voi” scritta sopra . In arabo.
Ritorniamo, però, al leone. Il povero, vecchio Muttanabbi alla fine fu ucciso da un uomo che aveva insultato in una sua poesia. Il suo nome –aspettate – era Dabbah al-Assadi. Nessun collegamento, naturalmente.
Robert Fisk scrive per The Independent, dove questo articolo è apparso originariamente.
Il centro ricerche di Barzeh, a Damasco, in macerie dopo l’attacco Usa.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: https://www.counterpunch.org/2018/04/27/what-mysteries-lie-in-the-ruins-of-the-scientific-studies-and-research-center-in-damascus
Originale : The Independent
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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