Decine di migliaia ai funerali per i morti di Gaza. Proteste e scioperi in Cisgiordania
Decine di migliaia ai funerali per i morti di Gaza. Proteste e scioperi in Cisgiordania
Il corteo funebre ha sostituito la manifestazione prevista. A Betlemme proteste e gomme bruciate contro le pallottole di gomma dell’esercito. Ferite 45 persone. Preghiere e canti a Tel Aviv. Israele: Hamas unica responsabile, ha raggiunto lo scopo di portare la Striscia sulle prime pagine.
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Una calma inaspettata è scesa su Gaza, mentre decine di migliaia di palestinesi portavano in processione le spoglie dei 60 morti, uccisi durante le proteste di ieri. Intanto, in Cisgiordania negozi ed uffici sono chiusi e manifestazioni esplodono nelle principali città.
Fonti israeliane affermano che al momento 400 palestinesi starebbero manifestando in sei diversi punti del confine della Striscia. Il ministero della Salute di Gaza afferma che poco fa è stato ucciso un palestinese presso il campo profughi al-Bureij. In Cisgiordania i manifestanti sarebbero intorno ai 1.300.
Oltre al lutto per le decine di morti, i palestinesi oggi commemorano la “Nakba”: il 15 maggio 1948, il giorno successivo alla dichiarazione d’indipendenza israeliana, esplose il primo conflitto arabo-israeliano. Nell’arco di mesi, 700mila persone furono costretti ad abbandonare le loro case. In questa giornata, i palestinesi chiedono il diritto al ritorno dei profughi alle loro terre ancestrali.
In Cisgiordania, i palestinesi hanno organizzato manifestazioni e indetto uno sciopero generale. Negozio e uffici pubblici sono rimasti chiusi oggi anche a Gaza e Gerusalemme Est. Nel primo pomeriggio, a Betlemme i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni pneumatici per creare una barriera di fumo fra la manifestazione e la base militare israeliana adiacente la città. La polizia israeliana ha risposto con pallottole coperte di gomma, gas lacrimogeni e bombe stordenti, ferendo circa 45 persone. A Tel Aviv, alcuni studenti palestinesi hanno cantato l’inno nazionale palestinese “Mawtini” (La mia terra natale). Poi hanno pronunciato la “preghiera per gli assenti” per i manifestanti uccisi a Gaza, innalzando cartelli di condanna verso Israele.
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