Alberto Negri : [L’analisi] Il ricatto di Trump all’Europa, strangolare l’Iran per consegnare il Medio Oriente ad Israele
E’
scattata la trappola iraniana. L’America è entrata sul piede di guerra,
dal Medio all’Estremo Oriente . Siamo arrivati al terzo capitolo
della...
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E’ scattata la trappola iraniana. L’America è entrata sul piede di guerra, dal Medio all’Estremo Oriente.
Siamo arrivati al terzo capitolo della saga americana: prima
distruggere l’Iraq, operazione riuscita nel 2003, poi la Siria -
missione fallita ma non è detta l’ultima parola - e adesso colpire l’Iran, nemico numero uno di Israele e dell’Arabia Saudita.
Una sorta di trilogia che ha come obiettivo lasciare lo stato ebraico
come unico guardiano della regione e preservare il trono di spade
saudita, il rivale sunnita della repubblica islamica, che barcolla nella
guerra in Yemen.
E come se non bastasse la minaccia di
sanzioni “inaudite” a Teheran promesse dal segretario di Stato Mike
Pompeo - un italo americano che sembra la comparsa di un film di Martin
Scorsese sui “bravi ragazzi” - il vicepresidente americano Mike Pence
ammonisce la Corea del Nord che “potrebbe finire come la Libia”. In forse dunque il vertice del 12 giugno tra Kim Jong un e Donald Trump.
Sia l’una che l’altra mossa hanno come ispiratore il consigliere della
Sicurezza nazionale Bolton il quale aveva suggerito tempo fa che l’unica
opzione diplomatica con l’Iran “è bombardarlo”.
Sono
dunque clamorosamente alle corde anche gli europei che stanno tentando
di salvare l’accordo sul nucleare con l’Iran cercando anche di trovare
un modo per aggirare le sanzioni americane che impediscono di fare
affari con Teheran. Pompeo ha chiarito che questa America non cerca più
di tanto l’Europa, ha ribadito di comprendere come la decisione del
presidente Trump “porrà difficoltà finanziarie ed economiche per i
nostri amici” ma ha insistito sulla posizione degli Stati Uniti,
determinati a mantenere la linea dura su eventuali violazioni delle
sanzioni.
Insomma anche l’Europa è nel mirino
con un evidente ricatto: o gli europei obbediscono o si vedranno imporre
i ventilati dazi Usa mentre alle banche e alle aziende europee che
lavorano con l’Iran sarà sbarrato il mercato americano. Dura la replica a
Washington del presidente iraniano Hassan Rohani e del capo dei
pasdaran: il rischio per Teheran è proprio quello di cadere nella
trappola delle provocazioni americane e israeliane. Gli Usa infatti
hanno detto che l’Iran si deve ritirare dalla Siria, il primo obiettivo
in questa escalation di Washington e di Israele, ormai impegnato in raid
continui sulle postazioni iraniane ospitate dal regime di Damasco di
Bashar Assad.
Ma anche la posizione degli europei
su questo punto è ambigua. L’Europa infatti ha molti volti. Da una parte
la Francia, dopo la missione fallita di Macron da Trump per convincerlo
a restare nell’accordo sul nucleare del 2015, è impegnata a
salvaguardare un’intesa firmata dal Cinque più Uno sotto l’egida
dell’Onu. Dall’altra Parigi ha rafforzato la sua presenza militare in
Siria inviando mille uomini e piazzando la sua artiglieria intorno a
Raqqa, ex capitale del Califfato.
Questo significa che la Francia è
pronta a dare una mano agli Stati Uniti nella sua ex colonia se ci fosse
un’impennata della tensione. In sintesi gli Usa minacciano la
repubblica islamica e con il loro maggiore alleato, Israele, sono pronti
a soffocare l’Iran usando un mix di azioni militari e di sanzioni,
l’Europa vorrebbe mantenere Teheran agganciata agli accordi sul nucleare
ma è a sua volta nel mirino degli americani. E’ scattata così la
trappola iraniana di Washington e di Netanyahu: punta a stritolare
l’Iran e ridimensionare la Mezzaluna sciita in Medio Oriente ma dentro
ci finirà pure quel che resta dell’Europa.

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