Siria, Israele conferma: "Base T4 attaccata da noi"








Siria, Israele conferma: "Base T4 attaccata da noi"


È stato Israele ad attaccare la base T4 in Siria nella notte fra l'8 e il 9 aprile. Ad ammetterlo, un alto esponente militare del Paese che lo ha confermato al quotidiano statunitense New York Times. Secondo la fonte, il raid aereo è stato programmato dopo che, a febbraio, i militari israeliani avevano neutralizzato un drone dell'Iran, entrato dalla Siria, che sorvolava il territorio. Un episodio commentato duramente dal primo ministro Benjamin Netanyahu: "L'Iran ha effettuato questo tentativo di attacco. Ha violato la nostra sovranità facendo infiltrare un suo drone nello spazio aereo israeliano dalla Siria. La nostra politica è chiara: Israele si difenderà contro ogni aggressione ed ogni tentativo di violare la sua sovranità". Nel raid della notte fra l'8 e il 9 aprile, erano rimasti uccisi sette militari iraniani fra cui il colonnello Mehdi Dehghan, che comandava l'unità di droni della base T4, a est di Homs, nella Siria centrale. 

"E' la prima volta che colpiamo obiettivi iraniani operativi, sia persone che impianti", ha detto la fonte. "È stata aperta una nuova fase" ha aggiunto nell'articolo, intitolato "La vera prossima guerra in Siria: Iran contro Israele" e firmato dal giornalista Thomas Friedman. Il governo di Tel Aviv non ha confermato le parole della fonte: in un'intervista al sito Walla, registrata dopo l'uscita del quotidiano, il ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha affermato che "Dobbiamo fare quello che dobbiamo, non permetteremo il consolidamento iraniano in Siria", sottolineando inoltre che non permetterà alla Russia di porre limiti alla sua attività per contrastare la presenza iraniana in Siria. Il ministro ha accusato Teheran, tra l'altro, di finanziare i movimenti armati Hamas e Hezbollah, "gruppi terroristici che non sarebbero in grado di operare senza finanziamenti da parte di Teheran".

Non si è fatto attendere il commento del ministero degli Esteri di Teheran. Il portavoce Bahram Qassemi, durante una conferenza stampa, ha dichiarato che "Israele prima o poi la pagherà. Non può fare un'azione del genere e pensare di restare impunito, è un'agressione illegale". Il funzionario, riporta l'agenzia di stampa Tasnim, ha aggiunto che l'attacco "ha le sue radici nelle politiche ostili di Israele nei confronti dei popoli musulmani della regione".

Le autorità israeliane hanno più volte ripetuto, negli ultimi mesi, di voler impedire in ogni modo che forze militari iraniane vengano dispiegate permanentemente a ridosso del loro confine settentrionale. "Gli americani e gli europei non sono pronti a impegnarsi e il peso di contenere l'Iran ricade sulle nostre spalle" ha spiegato all'agenzia di stampa Dpa Yaakov Amidror, l'ex capo del Consiglio nazionale di sicurezza di Tel Aviv. L'uomo ha sottolineato che, secondo il governo di Israele, l'Iran stia aumentando la presenza militare in Siria per sfidare il suo Stato e non per contenere le forze dei ribelli. "Non possiamo permettere una cosa del genere. E se non ci sarà un passo indietro, questo porterà alla guerra" ha concluso.

Sulle responsabilità dell'attaccco alla base, che sorgeva in una posizione strategica e dove spesso si rifornivano gli aerei russi, si era molto discusso negli ultimi giorni. I principali sospettati erano gli Stati Uniti, nonostante il Pentagono, fin da subito, avesse escluso il proprio coinvolgimento. Mosca, al contrario, aveva accusato già poche ore dopo l'attacco, l'esercito israeliano.

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