Iran: presidente Rohani, non abbiamo intenzione di attaccare i nostri vicini
Iran: presidente Rohani, non abbiamo intenzione di attaccare i nostri vicini
Teheran, 18 apr 08:42 - (Agenzia Nova) - L'Iran non ha "intenzione di attaccare" i suoi vicini, ma continuerà a produrre "tutte le armi" di cui ha bisogno per difendersi. Lo ha detto a Teheran il presidente iraniano Hassan Rohani durante un discorso in occasione della Giornata dell’esercito iraniano. "Vogliamo essere un buon vicino e vogliamo che voi siate buoni vicini", ha detto il capo dello Stato iraniano riferendosi ai paesi del Medio Oriente. "Non abbiamo intenzione di attaccarvi", ha assicurato Rohani, aggiungendo che l'Iran non ha "bisogno di attaccare" nessuno. "Siamo un grande paese con immense risorse, siamo una grande nazione civilizzata e da centinaia di anni l'Iran non attacca nessuno dei suoi vicini”, ha aggiunto Rohani.
Impegnato in Siria a fianco del presidente Bashar al Assad, in Iraq contro lo Stato islamico e in Iran a sostegno dei ribelli sciiti Houthi, l'Iran è accusato da Washington e da Riad di destabilizzare il Medio Oriente. Accuse sempre smentite dalla Repubblica islamica, che anzi accusa gli Usa e l’Arabia Saudita di attuare una politica imperialista con il sostegno di Israele. "Diciamo al mondo che produrremo tutte le armi di cui abbiamo bisogno", ha detto ancora Rohani, in risposta alle richieste dei paesi occidentali di frenare il proprio programma i missili balistici. "Vogliamo relazioni amichevoli e fraterne con i nostri vicini; diciamo loro che le nostre armi, le nostre attrezzature, i nostri missili, i nostri aerei e non sono diretti contro di loro, ma sono un deterrente", ha dichiarato il presidente iraniano. "Solo la negoziazione politica e il comportamento pacifico risolveranno i problemi", ha concluso Rohani.
Secondo ipotesi ventilate dalla stampa internazionale - e parzialmente confermate venerdì 16 marzo dal dipartimento di Stato Usa - il Regno Unito, la Francia e la Germania avrebbero proposto nuove sanzioni dell’Unione europea nei confronti dell'Iran per il programma di missili balistici iraniani e il ruolo di Teheran nella guerra in Siria. Scopo delle nuove misure restrittive sarebbe stato, tra l'altro, tentare di ammorbidire la posizione del presidente degli Usa, Donald Trump, sul nucleare iraniano, e scongiurare in tal modo il ritiro statunitense dall'accordo a maggio prossimo. Nel Consiglio Affari esteri dell'Ue (Cae) tenuto il 16 aprile a Lussemburgo, tuttavia, non si è deciso di adottare nuove sanzioni contro Teheran. L'Italia e altri paesi avevano frenato sulla creazione della lista delle persone da sanzionare. In particolare, secondo l'Italia, è necessario evitare azioni che possano minacciare l'accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa) ed è essenziale separare nettamente la questione del Jcpoa dal contesto siriano.
Teheran, 18 apr 08:42 - (Agenzia Nova) - L'Iran non ha "intenzione di attaccare" i suoi vicini, ma continuerà a produrre "tutte le armi" di cui ha bisogno per difendersi. Lo ha detto a Teheran il presidente iraniano Hassan Rohani durante un discorso in occasione della Giornata dell’esercito iraniano. "Vogliamo essere un buon vicino e vogliamo che voi siate buoni vicini", ha detto il capo dello Stato iraniano riferendosi ai paesi del Medio Oriente. "Non abbiamo intenzione di attaccarvi", ha assicurato Rohani, aggiungendo che l'Iran non ha "bisogno di attaccare" nessuno. "Siamo un grande paese con immense risorse, siamo una grande nazione civilizzata e da centinaia di anni l'Iran non attacca nessuno dei suoi vicini”, ha aggiunto Rohani.
Impegnato in Siria a fianco del presidente Bashar al Assad, in Iraq contro lo Stato islamico e in Iran a sostegno dei ribelli sciiti Houthi, l'Iran è accusato da Washington e da Riad di destabilizzare il Medio Oriente. Accuse sempre smentite dalla Repubblica islamica, che anzi accusa gli Usa e l’Arabia Saudita di attuare una politica imperialista con il sostegno di Israele. "Diciamo al mondo che produrremo tutte le armi di cui abbiamo bisogno", ha detto ancora Rohani, in risposta alle richieste dei paesi occidentali di frenare il proprio programma i missili balistici. "Vogliamo relazioni amichevoli e fraterne con i nostri vicini; diciamo loro che le nostre armi, le nostre attrezzature, i nostri missili, i nostri aerei e non sono diretti contro di loro, ma sono un deterrente", ha dichiarato il presidente iraniano. "Solo la negoziazione politica e il comportamento pacifico risolveranno i problemi", ha concluso Rohani.
Secondo ipotesi ventilate dalla stampa internazionale - e parzialmente confermate venerdì 16 marzo dal dipartimento di Stato Usa - il Regno Unito, la Francia e la Germania avrebbero proposto nuove sanzioni dell’Unione europea nei confronti dell'Iran per il programma di missili balistici iraniani e il ruolo di Teheran nella guerra in Siria. Scopo delle nuove misure restrittive sarebbe stato, tra l'altro, tentare di ammorbidire la posizione del presidente degli Usa, Donald Trump, sul nucleare iraniano, e scongiurare in tal modo il ritiro statunitense dall'accordo a maggio prossimo. Nel Consiglio Affari esteri dell'Ue (Cae) tenuto il 16 aprile a Lussemburgo, tuttavia, non si è deciso di adottare nuove sanzioni contro Teheran. L'Italia e altri paesi avevano frenato sulla creazione della lista delle persone da sanzionare. In particolare, secondo l'Italia, è necessario evitare azioni che possano minacciare l'accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa) ed è essenziale separare nettamente la questione del Jcpoa dal contesto siriano.
© Agenzia Nova - Riproduzione riservata
Commenti
Posta un commento