Gaza: MSF rafforza l’assistenza medica per i feriti negli scontri
Il
30 marzo migliaia di palestinesi hanno partecipato alla cosiddetta
“Marcia del Ritorno” nella Striscia di Gaza. Secondo i dati del
Ministero della Salute, in un solo giorno sono state ferite 1.415
persone, in maggioranza uomini in giovane età, di cui 758 colpiti da
armi da fuoco dell’esercito israeliano. Tutti i feriti sono stati
assistiti nelle strutture del Ministero della Salute.
Nei quattro giorni successivi, 102 pazienti con ferite da arma da
fuoco agli arti inferiori sono stati trasferiti nelle tre strutture di
MSF che nell’area forniscono assistenza specialistica per pazienti
traumatologici e ustionati. Più del 35% di questi pazienti ha riportato
fratture che richiederanno un trattamento a lungo termine, probabili
interventi chirurgici e lunghi periodi di riabilitazione. Gli altri
hanno subito lesioni dei tessuti molli, per lo più muscolari, ma
potrebbero aver bisogno di interventi chirurgici e di diverse settimane
di cure e medicazioni.
“Abbiamo già affrontato un preoccupante aumento del numero di
persone ferite dalle forze armate israeliane dal dicembre 2017, dopo le
proteste scoppiate quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump,
ha annunciato di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato di
Israele”, dichiara Marie-Elisabeth Ingres, rappresentante di MSF in
Palestina. “Oggi contiamo 20 feriti a settimana, erano 20 al mese prima
del novembre 2017”.
MSF è pronta ad aprire una nuova sala per consultazioni mediche in
una struttura sanitaria pubblica a Gaza, per aumentare la propria
capacità di fornire cure post-operatorie (cure infermieristiche
specializzate, medicazioni delle ferite). MSF è in stretto contatto con
lo staff medico del Ministero della Salute e può fornire équipe
chirurgiche specializzate per supportare gli ospedali locali e
assicurare periodi di trattamento più lunghi per i pazienti che ne hanno
bisogno.
MSF ha anche donato kit di emergenza con farmaci e materiali medici
usa e getta per trattare più di 100 feriti assistiti nelle strutture
del Ministero della Salute.
“Crediamo che nei prossimi giorni altre persone avranno bisogno di
assistenza nelle nostre cliniche, perché gli ospedali ci invieranno più
pazienti per ricevere cure post-operatorie”, ha aggiunto Ingres di MSF.
“E temiamo che alle prossime manifestazioni, a partire da quella di
venerdì 6 aprile, ci saranno nuove violenze che produrranno nuovi
feriti. Da qui al 15 maggio ci sono altre proteste in programma, MSF
farà tutto il possibile per affrontare l’emergenza e rispondere ai
bisogni della popolazione di Gaza”.

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