Gaza 3 palestinesi uccisi 349 feriti di cui 102 da proiettili Video



AGGIORNAMENTI: Nena News
ore 17.45 Si aggrava il bilancio di palestinesi uccisi: ora sono 3
Si aggrava il bilancio delle vittime palestinesi del quinto venerdì di proteste. Il ministero della sanità comunica che altri due palestinesi sono morti, portando il totale di oggi a 3 uccisi da colpi d’arma da fuoco dei militari israeliani.
ore 17.15 Bilancio ufficiale: un palestinese ucciso e 349 feriti
Il ministero della sanità di Gaza riferisce che il bilancio accertato sino a questo momento è di un palestinese ucciso e 349 feriti, di cui 102 da proiettili
ore 16.15 Almeno un palestinese ucciso a est di Gaza city

Almeno un palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani durante un tentativo di sfondare le barriere di demarcazione a est di Gaza city. I feriti sono decine. Si attendono conferme ufficiali.
ore 14.30 Ministero sanità: 25 feriti a Gaza
Almeno 25 palestinesi sono stati feriti sino a questo momento lungo le linee di demarcazione tra Gaza e Israele. Alcuni sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni, gli altri da proiettili sparati dai soldati israeliani.
ore 13:10 Un colpo di proiettile vero sparato dall’esercito israeliano ha ferito alla gamba un palestinese
ore 13:00 L’esercito israeliano sta lanciando grandi quantità di lacrimogeni sulle centinaia di gazawi presenti lungo il confine con Israele
ore 11:45  Si segnalano i primi raggruppamenti di gazawi al confine con Israele in vista del “Venerdì dei giovani rivoluzionari”
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di Michele Giorgio   il Manifesto
Gerusalemme, 27 aprile 2018, Nena News – È rientrata ieri nella Striscia di Gaza la salma di Fadi al Batsh, l’ingegnere e docente universitario palestinese, freddato sabato scorso a Kuala Lampur ‎dai colpi che gli hanno ‎sparato contro due uomini in moto. Un assassinio ‎attribuito al Mossad, il servizio segreto ‎israeliano. Il New York Times ieri ‎scriveva che al Batsh, membro di Hamas, è stato ucciso ‎nell’ambito di ‎una ‎«vasta operazione‎» del Mossad perché era in contatto con la Corea ‎del ‎Nord, per armi destinate a Gaza.
Ad accogliere la sua bara proveniente dall’Egitto c’erano, oltre alla famiglia, anche alcuni esponenti di spicco di Hamas. ‎«Stai tornando da noi ‎aprendo la strada per il nostro ritorno in ‎Palestina‎. Il debito degli occupanti è diventato ‎pesante. Il giorno della ‎punizione sta arrivando», ha detto Khalil al Hayya, il numero due ‎di ‎Hamas a Gaza davanti alla bara, avvolta nella bandiera palestinese, durante ‎la breve ‎cerimonia funebre avvenuta al valico di Rafah. I funerali di al ‎Batsh si sono svolti ieri sera su ‎richiesta della famiglia. Hamas avrebbe ‎voluto tenerli ad al Safieh, ad Est di Jabaliya, uno dei ‎cinque accampamenti ‎eretti dai palestinesi per la “Grande Marcia del Ritorno”. ‎
‎Oggi migliaia di palestinesi raggiungeranno di nuovo il territorio orientale ‎di Gaza per un nuovo venerdì di manifestazioni e raduni popolari contro il blocco israeliano della Striscia, a ‎breve distanza dalle linee di demarcazione ‎con lo Stato ebraico. Sulla partecipazione potrebbe influire l’ondata di maltempo che si è abbattuta nelle ultime ore sulla regione causando allagamenti diffusi in Israele e Territori palestinesi occupati e la morte di ‎‎11 persone: nove adolescenti israeliani, un beduino nel Negev e una donna ‎palestinese in ‎Cisgiordania. I promotori delle manifestazioni assicurano le cattive condizioni del tempo non fermeranno le nuove proteste. Ad ‎attendere i palestinesi però ci saranno come nei ‎precedenti venerdì i tiratori ‎scelti israeliani e potrebbe rivelarsi una nuova giornata di ‎sangue.
Le Nazioni Unite ieri sono intervenute due volte per criticare l’uso della forza da parte di Israele contro i manifestanti di Gaza. Ocha, l’ufficio di ‎coordinamento degli affari ‎umanitari, ha riferito che fino a due giorni fa ‎erano 40 i palestinesi uccisi – tra i quali due ‎giornalisti e alcuni adolescenti ‎‎- e 5511 quelli feriti dal fuoco dei soldati israeliani. Poi è stato l’inviato dell’Onu, Nickolay Mladenov, a chiedere a tutti, governo israeliano incluso, un passo indietro per placare una situazione sul punto di esplodere. ‎Mladenov ha sottolineato ‎che non ci sono soluzioni militari per le varie ‎crisi mediorientali e per la situazione di Gaza. Ben diverso è stato in sede Onu l’orientamento dell’ambasciatrice Usa Nikki Haley che, sposando la versione israeliana, ha accusato Hamas di usare le dimostrazioni come copertura per attuare attacchi. ‎«Chiunque a cui interessi dei bambini di ‎Gaza ‎dovrebbe insistere sullo stop ‎immediato da parte di Hamas dei ‎bambini come carne da ‎cannone», ha detto rivolgendosi a Mladenov. ‎Nena News

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