Che Trump abbia, in passato, fornito ai russi
informazioni riservate dell'intelligence israeliana era stato scritto, a maggio, in uno scoop del New York Times. Ora
un'esclusiva di Vanity Fair
rivela il contenuto – gravissimo - di quelle informazioni: il
presidente spifferò ai russi i dettagli di una missione segreta di
Israele per penetrare in una cellula dello Stato islamico in Siria.
L'unità antiterrorismo israeliana, lavorando insieme a membri del
Mossad (i servizi segreti israeliani, ndr), era venuto a conoscenza del
fatto che una cellula dello Stato islamico in Siria aveva sviluppato un
tipo di bomba che poteva essere inserita nei computer portatili e
passare inosservata i controlli negli aeroporti. Secondo il magazine
americano,
ripreso da Haaretz, Trump avrebbe fornito questa informazione a uomini del governo russo.
È sulla base di questa scoperta – prosegue il report – che
l'amministrazione Trump, così come le autorità britanniche, imposero il
divieto – poi revocato – di portare pc e altri gadget elettronici a
bordo, fino a quando gli aeroporti non avessero adottato criteri di
sicurezza più stringenti. Trump, a quanto pare, avrebbe passato questa
informazione ai funzionari russi senza prima parlarne con Israele.
Secondo Vanity Fair, questa violazione del patto di fiducia tra Usa e
Israele ha avuto conseguenze nel più largo Medio Oriente, dal momento in
cui, per Israele, i russi hanno con tutta probabilità condiviso
l'informazione con i loro alleati: gli iraniani.
Per Israele, il timore di fuoriuscite d'intelligence, via America,
risale già a gennaio scorso, quando un report mise nero su bianco il
rischio di informazioni condivise da Trump – o dal suo entourage – con
il Cremlino, e da Mosca a Teheran. Secondo il report, a mettere in
guardia i servizi israeliani su possibili leaks, dopo l'inaugurazione di
Trump il 20 gennaio, sarebbero stati membri dell'amministrazione Obama
in uscita, che invitavano i colleghi israeliani a "stare attenti" nel
trasferire informazioni a Washington.
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