Trump ricatta Abu Mazen: «Negozia o ti caccio dagli Usa» Il piano di Trump per la soluzione del conflitto

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FONTI ISRAELIANE affermano che il piano di Trump sarà basato sul riconoscimento Usa di uno Stato palestinese accanto a Israele ma non lungo i confini del 1967 e senza lo sgombero di alcun insediamento coloniale ebraico costruito dopo il 1967 nei Territori occupati. In sostanza ai palestinesi verrebbe restituito solo qualche chilometro quadrato di terra in più rispetto a quanto già controllano ora (ma solo civilmente): la Zona A e la Zona B, rispettivamente il 14% e il 20% della Cisgiordania occupata.
La parte restante della Cisgiordania, la zona C, e tutta Gerusalemme andrebbero a Israele, poiché vi vivono centinaia di migliaia di coloni israeliani.
A CONTI FATTI all’ipotetico Stato palestinese andrebbe meno del 40% di quel 22% della Palestina storica che rimase dopo la fondazione dello Stato di Israele e la guerra del 1948, oltre alla minuscola e isolata Striscia di Gaza (meno di 400 kmq).

 Senza dimenticare che questo Stato non avrà il controllo della frontiera con la Giordania, un suo spazio aereo e piena sovranità poiché il piano Trump, spiegano i media locali, offre a Israele le massime garanzie di sicurezza. Si tratterebbe di un bantustan legalizzato, riconosciuto dalla comunità internazionale.
 
 
 
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