Nir Hasson : Israele sta per tagliare l’approvvigionamento idrico a un villaggio palestinese al fine di prendere possesso dei terreni agricoli
Dopo
che un checkpoint verrà posto più in profondità nell’area palestinese, i
residenti di Al Walaja non potranno più accedere alla locale sorgente o
ai loro campi [posti] al di là del posto di controllo.
Israele
ha comunicato ai residenti del villaggio palestinese al-Walaja, a sud
di Gerusalemme, che saranno tagliati fuori dai loro terreni e dai
terrazzamenti coltivati a causa del riposizionamento di un checkpoint,
trasferendo un’ampia porzione di terreno dal lato palestinese a quello
israeliano.
Nel
piano regolatore del distretto di Gerusalemme si afferma che il
checkpoint Ein Yael sulla strada tra Gerusalemme e Har Gilo venga
spostato più in profondità all’interno dell’area palestinese, che
diventerà parte del parco metropolitano di Gerusalemme.
Questo
territorio comprende Ein Hanya, la seconda più grande sorgente delle
colline della Giudea [come gli israeliani chiamano parte della
Cisgiordania ndt]; ai residenti di al-Walaja il luogo offre anche svago,
bagni e acqua per il bestiame. Le famiglie palestinesi regolarmente si
recano anche da molto lontano in Cisgiordania, come da Beit Jala e da
Betlemme, alla sorgente e alle due profonde piscine della zona per fare
il bagno e picnic.
Parte
di al-Walaja cade sotto la giurisdizione di Gerusalemme, ma la recente
ultimazione della barriera di separazione ha tagliato fuori
completamente il villaggio da Gerusalemme. La barriera separa anche il
villaggio da vaste aree agricole possedute dai residenti.
L’Autorità
israeliana per le Antichità e quella per lo sviluppo di Gerusalemme
hanno già iniziato i lavori di ristrutturazione della sorgente e
dell’area circostante. Ora hanno programmato di circondare la sorgente
con una rete, di costruire un centro per i visitatori e un ristorante,
trasformandolo in uno degli ingressi del parco metropolitano di
Gerusalemme, che confina a sud e a ovest con la capitale [Gerusalemme,
annessa illegalmente, non è riconosciuta da nessun Paese della comunità
internazionale come capitale di Israele, ndt].
Due
giorni fa i residenti di al-Walaja hanno ricevuto una lettera che li
informava dello spostamento del checkpoint più vicino al loro villaggio,
circa due chilometri e mezzo all’interno del territorio palestinese.
Attualmente esso è posto nei pressi dell’uscita da Gerusalemme, ad
appena un chilometro e mezzo dal centro commerciale Malha.
Una
volta spostato il checkpoint, ai palestinesi senza i documenti di
residenza a Gerusalemme non verrà permesso il passaggio. Non potranno
accedere all’area della sorgente o ai loro terreni e ai terrazzamenti al
di là del posto di controllo. Agli abitanti sono stati dati 15 giorni
per presentare un ricorso contro la decisione.
Paradossalmente,
i terrazzamenti ben curati attentamente sistemati che gli agricoltori
di al-Walaja hanno coltivato per anni sono stati una delle ragioni date
dalle autorità israeliane per istituire il parco in quella zona.
Ciononostante, una volta spostato il checkpoint, ai contadini verrà
negato l’accesso.
“Le
scale in pietra sono una delle caratteristiche rilevanti del parco.
Questo paesaggio ha caratterizzato le colline per più di 5000 anni, fin
da quando l’uomo ha cominciato a coltivare la terra. Le coltivazioni dei
terrazzamenti sono state salvaguardate nei villaggi arabi fino alla
guerra dell’indipendenza” [cioè la guerra tra sionisti e Paesi arabi del
maggio 1948, che comportò l’espulsione dal territorio di quello che
diventò lo Stato di Israele la cacciata di circa 750.000 palestinesi e
la distruzione di 500 villaggi, ndt] è scritto nel depliant del parco.
Aviv
Tatarsky, un ricercatore di “Ir Amim”, un’associazione no profit
[israeliana]che propone una Gerusalemme sostenibile e più giusta, ha
detto “lo spostamento del checkpoint è un altro passo del piano del
ministro dell ‘ambiente Zeev Elkin per porre al-Walaja e i rimanenti
quartieri al di là della barriera di separazione fuori dal confine di
Gerusalemme. Nella Gerusalemme di Elkin gli israeliani passeggeranno tra
i meravigliosi terrazzamenti, creati e accuditi dagli abitanti di
al-Walaja, con i proprietari bloccati poche decine di metri dietro una
barriera con il filo spinato, impossibilitati ad accedere ai terreni che
gli sono stati rubati.
“Questa
è la visione del governo di destra: invece di pace e giustizia,
barriere e una brutale oppressione in continuo aumento” ha detto .
(Traduzione di Carlo Tagliacozzo)
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