La polizia israeliana attacca manifestanti e ne arresta 5 durante proteste a Sheikh Jarrah
9 settembre 2017
Gerusalemme
(Ma’an) – Venerdì la polizia israeliana ha arrestato almeno cinque
manifestanti, tra cui due minorenni palestinesi, durante una protesta
non violenta fuori dalla casa della famiglia Shamasna nel quartiere di
Sheikh Jarrah di Gerusalemme est occupata, presa martedì da coloni
israeliani, e nel contempo una madre è stata ferita mentre cercava di
impedire l’arresto del figlio quattordicenne.
Testimoni
hanno raccontato a Ma’an che la polizia israeliana ha aggredito e
spinto dimostranti palestinesi durante una manifestazione a Sheikh
Jarrah dopo che palestinesi avevano recitato le preghiere del venerdì
fuori dalla casa di proprietà della famiglia Shamasna da 53 anni, con
un’azione di protesta non violenta contro l’espulsione.
La
famiglia è stata cacciata dalla casa durante un’espulsione unanimemente
condannata dopo che coloni israeliani hanno sostenuto di esserne
proprietari.
Durante la protesta le forze israeliane hanno arrestato Mutaz Mahmoud al-Sau, di 14 anni, e suo fratello Muhammad, di 12.
Mentre
Mutaz stava per essere arrestato, sua madre ha tentato di impedirlo
abbracciandolo e aggrappandosi a lui. Mahmoud, il padre del ragazzo, ha
detto a Ma’an che sua moglie ha subito ferite sulla nuca dalla polizia
israeliana che la spingeva via. E’ stata portata in ospedale per essere curata.
Mahmoud
ha raccontato a Ma’an che la polizia israeliana ha rilasciato Mutaz
senza condizioni. Tuttavia Muhammad è stato liberato a condizione che
rimanga agli arresti domiciliari per cinque giorni. Ha anche il divieto
di avvicinarsi per due settimane alla via della casa della famiglia
Shamasna, nonostante viva a pochi metri di distanza.
Testimoni
hanno detto a Ma’an che un attivista straniero è stato ferito alla
testa dopo che le forze israeliane lo hanno spinto durante la protesta.
Salih
Thiab, un attivista del posto, ha detto a Ma’an che le forze israeliane
hanno arrestato lui e due militanti della solidarietà internazionale
pochi minuti dopo che la manifestazione è stata allontanata [dalla casa
dei Shamasna]. Ha aggiunto che qualche ora dopo lo hanno rilasciato,
dopo essere stato interrogato come indagato per aver violato la legge.
Anche a Thiab è stato vietato di recarsi nella parte occidentale di
Sheikh Jarrah per due settimane.
I
due attivisti stranieri, secondo Thiab, sono rimasti nel carcere
israeliano dopo essere stati accusati di “aver attaccato la polizia
israeliana e i coloni.”
Non è stato possibile contattare sul momento un portavoce della polizia israeliana per un commento.
I
militanti locali hanno sottolineato che manifestazioni settimanali
saranno organizzate ogni venerdì per protestare contro l’occupazione da
parte dei coloni della casa degli Shamasna e contro altre espulsioni
guidate dai coloni che sono in corso nel quartiere.
La
famiglia Shamasna è stata l’ultima famiglia palestinese ad essere
espulsa dal quartiere dal 2009 in base ad una legge israeliana che
consente ad ebrei israeliani di rivendicare il possesso di proprietà che
in precedenza erano di ebrei prima del 1948, quando in migliaia
fuggirono da Gerusalemme est durante la guerra arabo-israeliana.
Tuttavia
questa legge non si estende ai palestinesi, centinaia di migliaia dei
quali nel 1948 furono espulsi dalle loro terre e case in quello che oggi
è Israele.
Sheikh
Jarrah è diventato un obiettivo fondamentale per le rivendicazioni di
proprietà degli ebrei, in quanto una volta il quartiere sarebbe stato la
zona in cui viveva la comunità ebraica nel XIX° secolo.
Nel
2009 le famiglie Um Kamel al-Kurd, Ghawi e Hanoun sono state
definitivamente espulse dalle loro case, mentre i coloni israeliani
hanno in parte occupato la casa della famiglia al-Kurd, che da anni vive
ancora di fianco a loro. Più di 60 palestinesi sono stati espulsi
durante l’ondata di sgomberi del 2009.
Domenica
altre sei famiglie palestinesi hanno ricevuto notifiche di fratto, che
ordinano loro di lasciare le loro case entro 30 giorni a causa di
reclami dei coloni israeliani sulle loro proprietà.
Secondo
la comunità internazionale, ogni colonia israeliana costruita a
Gerusalemme est occupata è illegale in base alle leggi internazionali,
nonostante l’annessione de facto del territorio da parte di Israele.
L’ONU
ha comunicato che 180 famiglie palestinesi – che comprendono 818
persone, 372 delle quali bambini – sono a rischio di sfratto forzato a
Gerusalemme est a causa di espulsioni promosse dai coloni. L’UNRWA
[l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, ndt.] ha sottolineato che a
Sheikh Jarrah il 60% delle persone a rischio di espulsione è composto da
rifugiati palestinesi.
(traduzione di Amedeo Rossi)
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