IL ministro della Giustizia critica l’Alta Corte israeliana, dice che ignora il sionismo e la difesa della maggioranza ebraica
- La polemica su Shaked e sul sionismo
- Il ministro della Giustizia critica l’Alta Corte israeliana, dice che ignora il sionismo e la difesa della maggioranza ebraica
- Ripensare la nostra definizione di apartheid: non solo un regime politico
- La dichiarazione Balfour: uno studio sulla doppiezza britannica
- Demolite: le scuole palestinesi distrutte da Israele all’inizio del nuovo anno scolastico
29 agosto 2017, Haaretz
Ayelet
Shaked sostiene che il sistema giuridico israeliano assegna
un’importanza eccessiva ai diritti individuali, definendo la legge sullo
Stato-Nazione una “rivoluzione morale e politica”.
Martedì
il ministro della Giustizia Ayelet Shaked ha criticato la Corte
Suprema, affermando che il sistema giudiziario non prende
sufficientemente in considerazione il sionismo e la maggioranza ebraica
del Paese.
Parlando
durante una conferenza dell’ordine degli avvocati israeliani a Tel
Aviv, Shaked ha detto che il sionismo e “le sfide nazionali sono
diventati una zona d’ombra legale” che non hanno un peso determinante
rispetto alle questioni dei diritti individuali. Ha aggiunto che le
decisioni della corte non prendono in considerazione la questione
demografica e che la maggioranza ebraica “ha un valore che dovrebbe
essere tenuto in conto.”
Le
osservazioni di Shaked sono arrivate il giorno dopo che la Corte
Suprema, nelle vesti di Alta Corte di Giustizia, ha deciso che i
richiedenti asilo possono essere deportati in Rwanda e in Uganda, ma non
possono essere incarcerati per più di due mesi se rifiutano di
andarsene.
“Il
sionismo non può continuare, e lo affermo in questa sede, non
continuerà ad inchinarsi al sistema dei diritti individuali interpretati
in un modo universalistico che li separa dalla storia della Knesset [il
parlamento israeliano. Ndt.] e dalla storia della legislazione che
tutti noi conosciamo,“ ha detto Shaked al suo pubblico, che includeva il
procuratore generale Avichai Mendelblit, la presidentessa della Corte
Suprema Miriam Maor, il procuratore di Stato Shai Nitzan e l’avvocato
generale militare, generale Sharon Afek.
Il
discorso di Shaked è stato momentaneamente interrotto quando alcuni
avvocati tra il pubblico hanno urlato che quello israeliano è uno Stato
dell’apartheid.
Il
ministro ha detto anche che la legge sullo Stato-Nazione presentata ora
dal governo sarà una “rivoluzione morale e politica”. La controversa
legge sostiene che Israele è “la patria del popolo ebraico” e che il
diritto a realizzare l’autodeterminazione nello Stato è solo suo [del
popolo ebraico].
Shaked
ha detto che le sentenze della corte riflettono un atteggiamento
secondo il quale “la questione della maggioranza ebraica non è comunque
rilevante.” Riguardo alla decisione dell’Alta Corte ha aggiunto: “Non è
importante quando stiamo parlando di infiltrati dall’Africa che si sono
stabiliti nel sud di Tel Aviv ed hanno formato una città nella città,
espellendo gli abitanti dai quartieri e la risposta del sistema
giudiziario in Israele è di bocciare in continuazione la legge che
intende affrontare la questione.”
Riguardo alla maggioranza ebraica, Shaked ha anche citato l’aumento della popolazione ebraica in Galilea.
Shaked
ha detto di considerare importante il sistema dei diritti individuali
ma “non quando è slegato dal contesto, dai nostri compiti nazionali,
dalla nostra identità, dalla nostra storia, dalle nostre sfide
sioniste.”
Ha aggiunto che “a partire dalla rivoluzione dei diritti abbiamo smesso di vedere noi stessi come una comunità.”
Riguardo
alla legge sullo Stato-Nazione, Shaked ha detto che quelli che vi si
oppongono “credono che una Legge fondamentale che dia la preminenza ai
nostri valori nazionali e sionisti ci renderà meno democratici. Io, al
contrario, vedo i diritti individuali che la Knesset ha riconosciuto
come una verità assoluta, così come anche i nostri valori nazionali e
sionisti.”
Ha
aggiunto: “Solo una rivoluzione morale e politica, sulla linea di
quella che abbiamo sperimentato negli anni ’90, che riconfermerà i
principali risultati del sionismo fin dalla sua concezione, cambierà
questa tendenza problematica.” Il ministro ha affermato che questa
tendenza ha portato ad una “interpretazione giuridica che ha trasformato
la nostra unicità nazionale in un simbolo e un vascello vuoti.”
Rispondendo
alle affermazioni di Shaked, il leader dell’opposizione nella Knesset,
il parlamentare dell’ “Unione sionista” Isaac Herzog ha detto: “Di
fronte ad un governo che sta ignorando gli orfani, i disabili, gli
stranieri e le vedove, abbiamo bisogno di un forte sistema giudiziario
che non si mostri di parte. I partiti della coalizione [di governo]
dovrebbero togliersi dalla testa la rivoluzione di Shaked, per il bene
del popolo nel suo complesso.”
La
dirigente della corrente “Hatnuah” dell’ “Unione sionista”, Tzipi
Livni, ha detto: “Il sionismo non si sta inchinando ai diritti umani.
Sta tenendo orgogliosamente la testa alta, perché la protezione (dei
diritti umani) è anche l’essenza dell’ebraismo e parte dei valori di
Israele in quanto Stato ebraico e democratico.”
In
risposta alla decisione di lunedì sui richiedenti asilo, il primo
ministro Benjamin Netanyahu e il ministro dell’Interno Arye Dery,
insieme a Shaked, hanno chiesto norme che consentano la deportazione dei
richiedenti asilo contro la loro volontà. Il ministro della Sicurezza
Pubblica Gilad Erdan ha criticato la sentenza della Corte Suprema,
affermando che rende nulla la sua decisione, quando era ministro
dell’Interno, “di mettere in pratica la politica di espulsione verso un
Paese terzo e priva lo Stato di un efficace strumento per espellere
infiltrati.”
(traduzione di Amedeo Rossi)
Commenti
Posta un commento