Gideon Levy : La ministra israeliana della verità
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La ministra israeliana della Giustizia ha detto chiara e forte la verità: il sionismo si contrappone ai diritti umani, e quindi è proprio un movimento ultranazionalista, colonialista e forse razzista
- La polemica su Shaked e sul sionismo
- Il ministro della Giustizia critica l’Alta Corte israeliana, dice che ignora il sionismo e la difesa della maggioranza ebraica
- Ripensare la nostra definizione di apartheid: non solo un regime politico
- La dichiarazione Balfour: uno studio sulla doppiezza britannica
- Demolite: le scuole palestinesi distrutte da Israele all’inizio del nuovo anno scolastico
Grazie,
Ayelet Shaked, per aver detto la verità. Grazie per aver parlato
onestamente. La ministra della Giustizia ha dimostrato ancora una volta
che l’estrema destra israeliana è meglio degli impostori del
centrosinistra: parla con sincerità.
Se
nel 1975 Chaim Herzog [all’epoca ambasciatore israeliano all’ONU, ndt.]
stracciò platealmente una copia della Risoluzione 3379 dell’Assemblea
Generale dell’ONU che metteva sullo stesso piano sionismo e razzismo, la
ministra della Giustizia ha ora ammesso la veridicità di quella
risoluzione (che venne in seguito revocata). Shaked ha detto, forte e
chiaro: il sionismo è in contrasto con i diritti umani e quindi è in
realtà un movimento ultranazionalista, colonialista e forse anche
razzista, come i fautori della giustizia sostengono in tutto il mondo.
Shaked
predilige il sionismo rispetto ai diritti umani, la suprema giustizia
universale. Crede che noi abbiamo un diverso tipo di giustizia,
superiore a quella universale. Il sionismo al di sopra di tutto. E’ già
stato detto prima, in altre lingue e da altri movimenti nazionalisti.
Se
Shaked non avesse contrapposto tra loro questi due principi, avremmo
continuato a credere ciò che ci è stato inculcato fin dall’infanzia: il
sionismo è un movimento giusto e moralmente ineccepibile. Santifica
l’uguaglianza e la giustizia: basta vedere la nostra dichiarazione
d’indipendenza. Abbiamo imparato a memoria: “l’unica democrazia del
Medio Oriente”, “una terra senza popolo per un popolo senza terra”,
“tutti sono uguali nello Stato ebraico”; abbiamo appreso della giustizia
della Corte Suprema araba e del ministro del governo druso. Che cosa
possiamo volere di più? E’ tutto così giusto, così equo, potremmo
esclamare.
Se
tutto ciò fosse vero, Shaked non avrebbe motivo di ergersi a difesa del
sionismo nei confronti dei diritti umani. Per lei e per la destra, la
discussione sui diritti umani e civili è antisionista, addirittura
antisemita. Mira a indebolire e a distruggere lo Stato ebraico.
Quindi
Shaked crede, come tanti in tutto il mondo, che Israele sia edificato
su fondamenta di ingiustizia e che perciò debba essere difeso dal
discorso ostile sulla giustizia. In quale altro modo si potrebbe
spiegare il rifiuto di discutere sui diritti? I diritti individuali sono
importanti, lei dice, ma non quando sono slegati dall’ “impresa
sionista”. E nuovamente: l’impresa sionista è in realtà in
contraddizione con i diritti umani.
Quali
sono oggi le sfide sioniste? “Giudaizzare” il Negev e la Galilea,
eliminare gli “infiltrati”, coltivare il carattere ebraico di Israele e
preservare la sua maggioranza ebraica. L’occupazione, le colonie, il
culto della sicurezza, l’esercito – che è essenzialmente un esercito
d’occupazione – questo è il sionismo nel 2017 circa. Tutti i suoi
elementi sono il contrario della giustizia. Dopo che ci è stato detto
che sionismo e giustizia sono fratelli gemelli, che nessun movimento
nazionale è più giusto del sionismo, arriva Shaked e dice: è proprio il
contrario. Il sionismo non è giusto, è contrario alla giustizia, ma noi
dobbiamo stringerci ad esso e preferirlo alla giustizia, perché è la
nostra identità, la nostra storia e la nostra missione nazionale. Nessun
militante del movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le
sanzioni potrebbe dirlo più nettamente. Ma nessuna Nazione ha il diritto
di rifiutare i principi universali e di inventarsi i propri principi,
che chiamano giorno la notte, definiscono l’occupazione giusta e la
discriminazione uguaglianza.
Il
sionismo è la religione fondamentalista di Israele e, come in ogni
religione, è proibito negarla. In Israele, “non sionista” o
“antisionista” non sono insulti, sono ordini sociali di espulsione. Non
c’è niente del genere in nessuna società libera. Ma adesso che Shaked ha
messo a nudo il sionismo, ha messo la mano sul fuoco ed ha ammesso la
verità, possiamo finalmente pensare al sionismo in modo più libero.
Possiamo ammettere che il diritto degli ebrei ad uno Stato è in
contraddizione con il diritto dei palestinesi alla propria terra, e che
il sionismo di destra ha dato origine ad un terribile errore nazionale
che non è mai stato sanato; che ci sono modi per risolvere e riparare a
questa contraddizione, ma gli israeliani sionisti non saranno d’accordo.
Adesso
quindi è tempo per una nuova divisione, più coraggiosa e più onesta,
tra gli israeliani che sono d’accordo con le affermazioni di Shaked e
quelli che non lo sono. Tra i sostenitori del sionismo ed i sostenitori
della giustizia. Tra i sionisti ed i giusti. Shaked non ha contemplato
una terza opzione.
(Traduzione di Cristiana Cavagna)
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