martedì 25 luglio 2017

Le ‘settimane del divertimento’ per 190mila bambini di Gaza


 

Le ‘settimane del divertimento’ per 190mila bambini di Gaza





Il programma “Summer Fun Weeks” è organizzato dall’agenzia per i rifugiati palestinesi, e durerà quasi un mese. Una “finestra di speranza” per vivere l’infanzia, che tuttavia non è risparmiata dagli effetti della crisi energetica.
Gaza (AsiaNews) – Il programma “Summer Fun Weeks” (Sfw) è una “finestra di speranza” per 190mila bambini di Gaza. Organizzato dall’agenzia Onu per i profughi palestinesi Unrwa, è un tentativo di creare un ambiente “pacifico e sicuro” e “di gioia, felicità e divertimento”.  Che tuttavia deve fare i conti con la crisi energetica che ormai da aprile tiene Gaza al buio.
Il Sfw è iniziato lo scorso 8 luglio e si protrarrà fino al 5 agosto, coinvolgendo 115 scuole e 125 luoghi. Nel corso di queste settimane sono previste attività sportive, calcio per i ragazzi e basket per le ragazze, attività artistiche di graffiti e artigianato, castelli gonfiabili e trampolini per i più piccoli.
Intervistata da AsiaNews, Najwa Sheikh-Ahmad, funzionario per l’informazione pubblica dell’agenzia, definisce l’iniziativa un modo per cui l’Unrwa “può contribuire in positivo alla salute fisica e mentale, dando uguali opportunità a ragazzi e ragazze di partecipare ad attività divertenti, di sostegno, che allevino le difficoltà fra i bambini di Gaza”.
I genitori sono stati consultati nella preparazione, attraverso anche il coinvolgimento “nel selezionare gli animatori, e i team che lavorano in diversi punti”.
Per quanto riguarda i bambini con disabilità, l’agenzia ha coinvolto in uno dei turni il proprio centro di riabilitazione per ipovedenti. Oltre a questa, altri sette centri riabilitativi sono coinvolti per “dare a questi bambini la possibilità di giocare” e “migliorare le loro capacità”.
Tuttavia, il Sfw non può sfuggire alla pressione della crisi energetica in corso, soprattutto per quanto riguarda i costi. “Il taglio elettrico pesa sulle attività del Sfw”, racconta Najwa. “Aumentano i costi, dato che abbiamo bisogno dei generatori delle scuole Unrwa per compensare le mancanze e i tagli di energia per far funzionare i giochi gonfiabili. Questo significa più carburante”. Inoltre, “se i generatori si danneggiano, la riparazione significa tempo e giochi non funzionanti, soprattutto quelli gonfiabili che ne dipendono. Se il generatore rotto ha bisogno di pezzi di ricambio vuol dire che gli studenti passeranno il loro turno senza poter usare i giochi principali”.
Gaza è dallo scorso aprile in crisi energetica, peggiorata dalla rivalità fra il partito alla guida dell’Autorità nazionale palestinese Fatah e l’autorità della Striscia, Hamas.



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