mercoledì 26 luglio 2017

Cristiani e musulmani insieme in memoria del martirio di p. Jacques Hamel




Una messa nella chiesa dove è avvenuto l’assassinio del sacerdote è stata presieduta dall’arcivescovo di Rouen. Emmanuel Macron ringrazia la Chiesa di Francia che ha testimoniato “la forza del perdono”. Saint-Etienne-du Rouvray è divenuta un luogo di pellegrinaggio per cristiani e musulmani.
Parigi (AsiaNews/Agenzie) - Migliaia di persone, cristiani e musulmani, si sono radunati oggi a Saint-Etienne-du Rouvray per ricordare il martirio di p. Jacques Hamel, il sacerdote 85enne ucciso da due giovani jihadisti lo scorso anno (v. foto 1).
L’omaggio verso il sacerdote ucciso è iniziato alle 9 di questa mattina con una messa celebrata da mons. Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen nella chiesa dove è avvenuto il martirio. Alla messa ha partecipato anche il presidente della repubblica Emmanuel Macron. A seguire vi è stato lo scoprimento di una stele in memoria di p. Hamel e alcuni discorsi delle autorità.
Nell’omelia, mons. Lebrun ha sottolineato che p. Hamel “parlava il linguaggio dell’amore. In questa chiesa è stato ridotto al silenzio… Ma la sua vita e la sua morte parlano molto al di là di ciò che egli aveva immaginato…  Ed egli parla a ognuno di noi”. Fra i presenti vi erano anche rappresentanti delle diverse religioni.
Dopo la messa vi è stato il momento “repubblicano” per la pace e la fraternità, con lo scoprimento della stele, che riporta brani della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e alcuni profili, fra cui quello di p. Hamel.
Mons. Lebrun ha ricordato “la successione di luci ed ombre” che quest’anno hanno segnato la Francia e ha detto che i cristiani hanno una “responsabilità immensa: per essi la fraternità non è un’opzione”. Il prelato ha chiesto a tutti di “abbandonare l’ombra dell’odio” e di “muoversi insieme verso la luce dell’amore”.
Anche il presidente Macron ha sottolineato la forza della convivenza che è stata più forte dell’odio. “Assassinando il p. Hamel - ha detto Macron nel suo discorso - ai piedi dell’altare, i due terroristi hanno creduto di poter seminare la sete di vendetta e di rappresaglia. Ma hanno fallito. La mia prima parola è dunque quella di ringraziare la Chiesa di Francia per aver trovato la forza del perdono. Vi ringrazio di aver donato alla Francia lo stesso esempio… In questi tempi tribolati, voi rimanete come instancabili artigiani di pace”.
In effetti, dopo l’assassinio di p. Hamel, la chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray è divenuta un luogo di pellegrinaggio per gruppi cristiani e musulmani. Quest’anno sono giunti visitatori da Canada, Egitto, Gran Bretagna, .... In più, fra le due comunità che vivono nel paese, la cristiana e la musulmana, sono aumentati i rapporti e l’aiuto reciproco anche dal punto di vista sociale. Nella cittadina vi è infatti una disoccupazione che arriva fino al 21%.
“Nella nostra città - ha detto il sindaco Joachim Moyse - la volontà di vivere bene e insieme è reale. La cicatrizzazione sarà lunga, ma il sangue versato ci ha rafforzato nel desiderio di vivere meglio la fraternità”.
Nella chiesa dove p. Hamel è stato ucciso, si conserva un quadro che lo ritrae mentre prega: è il dono di Moubine, "credente musulmana" (v. foto 2)
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