lunedì 31 luglio 2017

Akiva Elder Il potere ubriaco di Netanyahu


 

sintesi personale

La disputa israelo-palestinese, un conflitto nazionale che rischia di trasformarsi in una guerra religiosa, ha aggiunto cinque israeliani e quattro palestinesi alla lista di vittime nelle ultime due settimane. Israele, percepito da lungo tempo come un'isola di stabilità in un mare tempestoso, sembra sempre più come una zattera affondata . Ubriaco di potere  Israele si sta evolvendo dall'essere un patrimonio strategico nella lotta globale contro il terrorismo in un fornitore di materiale di prima qualità per la  jihad globale. Quando la sua ubriacatura di potenza esplode nei siti santi sia al Giudaismo che all'Islam, si ha un eccellente materiale incendiario per gli zeloti.
Ben Caspit ha sollevato la tesi  che il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia  deliberatamente ritardato la rimozione dei rivelatori di metalli dal monte Tempio il 25 luglio per alimentare le fiamme e distogliere l'attenzione pubblica e i media dalla marea di indagini poliziesche contro di lui. Nel 1996  Netanyahu  ha approvato l'apertura delle gallerie del Muro Occidentale , un errore costata  la vita a 17 israeliani e decine di palestinesi. Caspit si chiedeva se Netanyahu temesse che la rimozione dei rivelatori metallici dal monte Tempio sarebbe stata interpretata come una dimostrazione di debolezza  e spingere gli elettori di destra nelle braccia del presidente HaBeyit HaYehudi Naftali Bennet,ma  il partito di Bennett non era nemmeno nato nel 2010 quando Netanyahu ha flesso i suoi muscoli in Turchia e ha coinvolto Israele nell'imbroglio dei Mavi Marmara
Non si può escludere la possibilità che le indagini in corso sulla corruzione e la pressione di destra abbiano influenzato iNetanyahu.  I migliori professionisti della difesa e della diplomazia di Israele, come i capi delle forze armate, la Shin Bet , hanno fallito  nel tentativo di menzionare i danni dell'occupazione e dello stallo con i palestinesi  La crisi del Monte dei Templi sottolinea il difetto fondamentale ai vertici del potere  e la conseguente  perdita di speranza 
L' Assenza di un ministro degli esteri a tempo pieno (Netanyahu ne esplica le funzioni  ), evidenzia come non ci sia  nessuno nel Governo con l'esperienza e il prestigio necessario per analizzare le implicazioni regionali e internazionali derivanti dal deterioramento del fragile status quo sul monte del Tempio . Il contributo del ministro della Difesa Avigdor Liberman a tali eventi si concentra sull'incitamento contro i membri arabi Knesset . Liberman ha stupito i vertici della sicurezza  quando ha dichiarato il 23 luglio che Israele non ha bisogno del  coordinamento  con l'Autorità palestinese. Il ministro della sicurezza pubblica Gilad Erdan dimostra attitudine  per la piromania. Ha considerato gli  incendi (novembre 2016)  come atti terroristici nazionalisti (la polizia non ha confermato questa ipotesi). Ha dichiarato che un insegnante beduino israeliano sparato a morte dalla polizia era un attivista dello Stato islamico . Ha informato  a maggio  il presidente degli Stati Uniti Donald Trump  di un presunto " attacco terroristico " che era stato già definito dalla polizia come un incidente stradale.
Il commissariato della polizia Roni Alsheikh, ex colonizzatore della Cisgiordania, è in in competizione con Erdan su  chi spara più velocementee La  sua decisione di installare i rivelatori di metallo sul monte del Tempio, è avvenuta senza coordinare una tale mossa potenzialmente esplosiva con i custodi musulmani del sito (Waqf). Durante le discussioni il 19 luglio, due giorni prima dell'orrendo assassinio della famiglia Solomon ,  la Shin Bet e le forze armate hanno raccomandato di rimuovere i metal detector  e di trovare una soluzione per la crisi. Come nel caso dei permessi di costruzione per l'espansione della città palestinese della Cisgiordania di Qalqilya all'inizio di quest'anno, la raccomandazione dei professionisti  è stata sospesa .
Nè furono seguite le  riserve espresse dalla Shin Bet per la decisione del 2015 di bandire il Movimento islamico in Israele. Il capo dello Shin Bet, Yoram Cohen, aveva avvertito che si sarebbe rafforzata  l'organizzazione, rendendo più difficile monitorare gli  attivisti e  prevenire gli attacchi terroristici
E, infatti, la Shin Bet non ha avuto sentore dell'attacco del 14 luglio  dei  tre residenti arabi della città di Umm al-Fahm, dove ha sede l'organizzazione .
Un vicino dei tre terroristi, Khaled Fa'ur, disse a Shlomi Eldar che, dopo la decisione di metterlo fuori legge , il movimento non era più apertamente attivo nelle moschee della città, ma questo non escludeva la possibilità di attività clandestine. I residenti della città, compresi i religiosi, non avevano rilevato alcun segno che indicasse la radicalizzazione da parte dei tre membri della famiglia Jabarin. Questo non è colpa dei residenti di Umm al-Fahm. La colpa è esattamente dei politici populisti e negligenti che hanno spinto il movimento islamico in clandestinità .
L'anno scorso, in occasione della Giornata della Memoria dell'Olocausto, un intervento del vice capo del personale, il maggiore Yair Golan, ha generato rabbia . Il generale ha osato dire che "se c'è una cosa  spaventosa nel ricordare l'Olocausto  è accorgersi che quanto si stava sviluppando in quegli anni , in Europa , in particolare in Germania, 70, 80 e 90 anni fa,era  presente in Israele nel 2016 . "
Egli ha continuato: "Nella Giornata di Ricordo dell'Olocausto vale la pena di  riflettere sulla nostra capacità di sradicare i primi segni di intolleranza, violenza e auto-distruzione che si presentano sulla via del degrado morale Non c'è niente di più facile e più semplice della paura e della minaccia. Non c'è niente di più facile e più semplice che comportarsi come bestie, divenendo moralmente corrotti e santificare questo  "Due mesi fa Golan si è ritirato . Questo governo preferisce falsi profeti obbedienti ai coraggiosi profeti della verità.
Non ci sono segni di sobrietà all'orizzonte, né segni che qualcuno stia cercando di contenere  la dipendenza dal potere. Finché l'occupazione continua  il prossimo attacco terroristico è solo una questione di tempo. Fintanto che il governo attuale è al potere, possiamo essere certi che il prossimo attacco comporterà un'altra crisi locale, accompagnata da onde d'urto regionali e da  un'ulteriore erosione della posizione strategica di Israele.





Netanyahu's power drunk government

The Israeli-Palestinian dispute, a national conflict that risks turning into a religious war, has added five Israelis and four Palestinians to its list of victims over the past two weeks. Israel, long perceived as an island of stability in a stormy sea, is looking increasingly like a sinking raft. Drunk with power, it is evolving from being a strategic asset in the global fight against Islamic zealotry and terrorism into a provider of top-grade material for sedition by global jihad. When its inebriation with power erupts at sites holy to both Judaism and Islam, it provides excellent incendiary material for the zealots.
SummaryPrint Instead of listening to Israel’s security experts, Prime Minister Benjamin Netanyahu keeps provoking the Palestinians and escalating tensions.
Author
TranslatorRuti Sinai
Ben Caspit raised the chilling prospect that Prime Minister Benjamin Netanyahu deliberately delayed removing the metal detectors from the Temple Mount on July 25 to feed the flames and divert public and media attention away from the growing tide of police investigations against him. However, not a single policeman went after Netanyahu in 1996, when he approved the opening of the Western Wall tunnels — a mistake that cost the lives of 17 Israelis and dozens of Palestinians. Caspit wondered whether Netanyahu was afraid that removing the metal detectors from the Temple Mount would be interpreted as a display of weakness and push right-wing voters into the arms of HaBayit HaYehudi Chairman Naftali Bennett. But Bennett’s party had not even been born in 2010 when Netanyahu flexed his muscles at Turkey and embroiled Israel in the imbroglio of the Mavi Marmara — a flotilla that sought to break the Israeli-imposed blockade of the Gaza Strip.
One cannot discount the possibility that the corruption probes and right-wing pressure affected Netanyahu’s judgment. However, the installation of the metal detectors (following the July 14 shooting death at the site of two Israeli policemen) was not a momentary lapse, the result of personal or political circumstances. Israel’s top defense and diplomacy professionals, such as the heads of the military, the Shin Bet and the foreign service, have failed time and again in their efforts to minimize the damage of the occupation and the stalemate with the Palestinians and to limit the influence of political and personal considerations on government decision-making. The Temple Mount crisis exposes a fundamental flaw in the system of checks and balances at the top echelons of power — an essential element in a violent conflict and loss of hope for its resolution.
Absent a full-time foreign minister (Netanyahu serves also in that capacity), there is no one at the Cabinet level with the expertise and prestige to present the regional and international implications of a move such as undermining the fragile status quo on the Temple Mount. The contribution of Defense Minister Avigdor Liberman at such events focuses on incitement against Arab Knesset members. Liberman astonished the security establishment when declaring July 23 that Israel can manage without security coordination with the Palestinian Authority. Public Security Minister Gilad Erdan is proving repeatedly to have a fondness for pyromania. He turned a series of wildfires (November 2016) into a wave of nationalistic terror acts (police did not corroborate this assumption); he declared that an Israeli Bedouin teacher shot to death by police was an activist of the Islamic State. He took the opportunity of a reception for US President Donald Trump in May to tell the guest about a supposed “terror attack” that had already been ruled by police to be a traffic accident.
Police Commissioner Roni Alsheikh, a former West Bank settler, is competing with Erdan to see who shoots faster from the hip. The latest example was his decision to install the metal detectors at the Temple Mount, without coordinating such a potentially explosive move with the site’s Muslim custodians (Waqf). In discussions July 19, two days before the horrifying murder of the Solomon family at their home in the Halamish settlement, the Shin Bet and the military recommended removing the contentious devices and finding a face-saving solution to the crisis. As was the case with the building permits for the expansion of the West Bank Palestinian town of Qalqilya earlier this year, the recommendation by the professionals to approve the plan was shelved.
A similar fate befell the reservations expressed by the Shin Bet over the November 2015 decision to outlaw the northern branch of the Islamic Movement in Israel. Then-Shin Bet chief Yoram Cohen warned against the move, saying it would strengthen the organization, make it harder to monitor its activists and those whom it incites, and limit the ability to foil terror attacks. The security Cabinet did not heed Cohen’s advice (including the defense minister at the time, Moshe Ya’alon).
And, in fact, the Shin Bet did not get wind of the plot hatched by three Arab residents of the town of Umm al-Fahm, where the northern branch is headquartered, to murder the two police officers at the gates to the Temple Mount on July 14. The three members of the Jabarin family managed to stockpile deadly weapons, case the scene of the crime and plan the execution uninterruptedly. They were motivated by the religious-nationalist incitement washing over the biggest Arab town in central Israel, in which the head of the Islamic Movement, Sheikh Raed Salah, has been involved for years.
A neighbor of the three terrorists, Khaled Fa’ur, told Shlomi Eldar that since the decision to outlaw the northern branch, the movement had not been openly active in the town’s mosques, yet he did not discount the possibility of clandestine activities. The town’s residents, including religious ones, had not detected any sign pointing to radicalization by the three Jabarin family members. This is not the fault of the residents of Umm al-Fahm. The blame lies squarely with the populist, negligent politicians who pushed the Islamic Movement underground.
Last year, on Holocaust Remembrance Day, an address by the deputy chief of staff, Maj. Gen. Yair Golan, generated anger on the political right. The general dared say that “if there is one thing that is scary in remembering the Holocaust, it is noticing horrific processes that developed in Europe — particularly in Germany — 70, 80 and 90 years ago, and finding remnants of that here among us in the year 2016.”
He continued, “On Holocaust Remembrance Day, it is worthwhile to ponder our capacity to uproot the first signs of intolerance, violence and self-destruction that arise on the path to moral degradation.”
Directing a barely veiled hint at the political echelons, Golan said, “There is nothing easier and simpler than fear-mongering and threatening. There is nothing easier and simpler than in behaving like beasts, becoming morally corrupt, and sanctimoniousness.” Two months ago, Golan retired. He knew there was no hope of being named the next chief of staff. This government prefers obedient false prophets to brave prophets of truth.
There are no indications of sobriety on the horizon, nor any signs that anyone is checking into rehab to treat the addiction to power. As long as the occupation continues, the next terror attack is only a matter of time. As long as the current government is in power, we can rest assured that instead of measured damage control, the next terror attack will result in another local crisis, accompanied by regional shockwaves and additional erosion of Israel’s strategic position.

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