venerdì 5 maggio 2017

. Solidarietà ai prigionieri palestinesi in sciopero della fame Libertà e dignità. Solidarietà ai prigionieri palestinesi in sciopero della fame




La Fiom-Cgil esprime appoggio e solidarietà ai prigionieri palestinesi in sciopero della fame dal 17 Aprile per chiedere la fine delle condizioni di detenzione a cui sono sottoposti, condizioni che rappresentano una palese violazione dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale.
Denunciamo la risposta repressiva con cui le autorità israeliane cercano di oscurare questa protesta non violenta, adottando misure punitive e vessatorie quali l'isolamento, la proibizione di accesso agli avvocati e delle visite dei famigliari, trasferimenti forzati e divisione degli scioperanti in altre prigioni.
Chiediamo che si ponga immediatamente fine al trattamento inumano che patiscono i prigionieri palestinesi in Israele e che siano ripristinate condizioni di detenzione rispettose delle convenzioni internazionali e della dignità della persona.
La stragrande maggioranza dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane (sono circa 6500 quelli attualmente detenuti ma sono quasi 100.000 i palestinesi arrestati dal 2000 ad oggi) sono di fatto prigionieri politici, molti dei quali incarcerati senza neanche sapere di cosa sono accusati.
Per questo abbiamo sottoscritto l'appello per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi, che consideriamo una condizione necessaria per una qualsiasi possibile soluzione politica.
Chiediamo alle Istituzioni internazionali, alla Commissione Europea al governo italiano una iniziativa urgente perché le autorità israeliane accolgano le legittime richieste dei prigionieri palestinesi nel rispetto della dignità della persona e dei diritti umani fondamentali.
La repressione israeliana non ha comunque sortito l'effetto di intimidire e isolare i prigionieri in sciopero della fame dal resto della popolazione palestinese. Nei giorni scorsi uno sciopero di solidarietà ha infatti visto una adesione amplissima dei lavoratori e della popolazione palestinese come da anni non si vedeva nei territori occupati della Cisgiordania.
All'indomani della giornata del primo maggio vogliamo inoltre confermare il nostro impegno e la solidarietà a fianco dei lavoratori palestinesi per contrastare le discriminazioni e la violazione di fondamentali diritti umani e del lavoro che patiscono i lavoratori e sindacati nei territori occupati, una situazione gravissima documentata anche dalla delegazione sindacale internazionale che si è recata nella regione nel marzo scorso.

Nessun commento:

Posta un commento