venerdì 12 maggio 2017

Ambasciata Palestina in Italia, “Inspiegabile inerzia del Governo italiano” | AgenSIR






Lo sciopero della fame del prigionieri politici palestinesi, iniziato il 17 aprile per richiedere il rispetto dei più elementari diritti è giunto al 25° giorno “senza che il Governo israeliano abbia preso in considerazione le richieste di chi sta compromettendo la propria salute, con rischio a lungo andare della vita, per rivendicare dignità e giustizia”. Lo rende noto l’Ambasciata in Italia di Palestina che informa che “per impedire i temuti infausti esiti del prolungarsi dello sciopero, il Governo israeliano vuole ricorrere all’alimentazione forzata e non desiste nemmeno di fronte alla posizione delle organizzazioni dei medici, sia israeliane che internazionali, concordi nel considerare e condannare l’alimentazione forzata come una tortura”. 
 L’Ambasciata rende noto anche che “la solidarietà con i prigionieri in sciopero della fame sta aumentando da per tutto, in particolare nel mondo del lavoro” citando la Confederazione Sindacale Internazionale e la Cgil, Cisl, Uil. “Inspiegabile – denuncia il comunicato – appare quindi l’inerzia del Governo Italiano che per altro, avendo il nostro Stato sottoscritto la IV Convenzione di Ginevra, ha l’obbligo non solo di rispettarne il dettato, ma anche di farlo rispettare dagli altri Stati contraenti, quale Israele è”. 
Da qui l’appello alle forze politiche presenti in Parlamento “a chiedere al Governo di intraprendere immediatamente un’ intensa azione diplomatica nei confronti del Governo Israeliano perché risponda positivamente alle giuste richieste dei prigionieri in sciopero.
 La violazione dei diritti umani da parte di uno Stato, l’israeliano, che mena vanto di essere l’unica democrazia del Medio Oriente è inaccettabile e compromette seriamente la possibilità di riportare la pace nell’area”.

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