giovedì 20 aprile 2017

Sionismo, Apartheid e Delegittimazione della Pasqua Ebraica

da: Robert A. H. Cohen, Zionism, Apartheid and the Delegitimisation of Passover, http://jfjfp.com e http://www.patheos.com/blogs/writingfromtheedge/
14 Aprile, 2017
“Delegittimazione” è il termine preferito da coloro che accusano i difensori dei diritti umani di voler “spazzare via Israele dalla faccia della terra”. Questa retorica apocalittica è volta a evitare di parlare di discriminazione istituzionalizzata e dipingere la difesa dei diritti dei Palestinesi come il più velenoso atto di antisemitismo dopo l’Olocausto
Spesso funziona. In effetti la maggior parte dei nostri leaders politici si crogiolano nel termine “delegittimazione”, ma vi è un’altra “delegittimazione” che sta avanzando, ed è quella che dovrebbe maggiormente preoccupare chiunque si preoccupi del futuro degli Ebrei e del Giudaismo. Questo tipo di “delegittimazione” corrode anno dopo anno il nostro diritto ad sostenere i valori universali della nostra eredità Ebraica.
La Pasqua Ebraica è’ diventata un rituale ipocrtita.  La Pasqua, questa celebrazione che dura ogni anno 8 giorni, iniziata lunedi 10 Aprile, è la tradizione ebraica più popolare ed osservata, che celebra l’esodo dall’Egitto e la libertà del popolo ebraico dall’oppressione del Faraone. E’ festa di liberazione e di redenzione religiosa e politica , ma è da tempo che il nazionalismo ebraico la sta rovinando, facendola ormai diventare poco più che un rituale ipocrita. E questo anno, in cui cadono amari anniversari (dichiarazione Balfour, Piano ONU di spartizione della Palestina, Occupazione della Cisgiordania, Assedio di Gaza) tale ipocrisia è sempre più evidente. Il Sionismo, volto ad una moderna redenzione del popolo Ebraico, ha invece costantemente distrutto il valore della Pasqua. La oppressione del popolo Palestinese, operata secondo la nozione di nazionalismo Ebraico, ha delegittimato il nostro diritto di proclamare i nostri fondamenti storici di libertà religiosa e politica. Come potrebbe chiunque prendere sul serio il nostro diritto come Ebrei di parlare sui grandi temi morali quando ci viene sbattuta in faccia la catastrofe morale di cui siamo autori?
Impossibile ormai la Pasqua    Per secoli il racconto dell’Esodo ci ha legati ad una narrativa che mette la liberazione religiosa e politica al centro della coscienza Ebraica. Lo raccontarono i filosofi Ebrei Andalusi nel medioevo, i pescatori di Salonicco nella Grecia del ‘500, e anche, nel modo in cui fu possibile, prima della liquidazione del ghetto di Varsavia nel 1943, perfino nei campi di concentramento. Come minoranza talvolta accolta ma spesso oppressa, la Pasqua è stata un atto di solidarietà e di sostegno nei nostri valori Ebraici. Ma per coloro che hanno orecchie per sentire, occhi per vedere e cuore per capire, celebrare la Pasqua nel 21° secolo è ormai impossibile.
Oggi siamo noi il Faraone    Nelle parole della nostra liturgia, sappiamo che in ogni epoca ed ogni generazione vi sono stati nuovi Faraoni che ci hanno avversato. Quel che è diverso in questa generazione è che siamo noi ad essere diventati i Faraoni, siamo noi ad essere divenuti gli oppressori e i distruttori degli altri.Il primo monistro britannico Theresa May mi dice antisemita perché pongo la questione del Sionismo. Il parlamento Israeliano, la Knesset, ha deciso che sarei un terrorista perché sostengo le proteste non-violente a sostegno dei diritti umani. Sono dunque impazzito io? O lo è il mondo?.
Legittimare nuovamente la Pasqua Ebraica   Io raccomando di leggere, per le celebrazioni di Pasqua, il rapporto della commissione ONU (ESCWA: Economic and Social Commission for Western Asia) sulle politiche di Israele nei confronti dei Palestinesi e la questione dell’Apartheid. E’ un rapporto misurato nei toni ed accurato nei fatti. Questo rapporto non è un “atto di ostilità” nei confronti di Israele. Se lo leggiamo con attenzione a descrizioni ed analisi, esso può liberarci entrambe, Ebrei e Palestinesi, dalla moderna schiavitù del Sionismo, e se tanti altri si uniranno a questo movimento di liberazione, allora noi Ebrei potremo forse ritrovare il modo di legittimare nuovamente la nostra Pasqua Ebraica.

Quando la Pasqua aveva un profondo significato di liberazione per gli Ebrei: festa di Pasqua nel ghetto di Varsavia, 1943

 

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