mercoledì 26 aprile 2017

Robert Fisk Non è soltanto Assad che è “responsabile” dell’ascesa dell’ ISIS

Di Robert Fisk
21 aprile 2017
Parlate con i nemici di Bashar al-Assad e vi diranno che va incolpato per ogni uomo, donna e bambino uccisi in Siria, cioè 400.000, oppure 450.000 o 500.000.Le cifre, messe insieme così distrattamente dai media, dall’ONU e dai vari gruppi di opposizione che naturalmente vogliono che le statistiche siano il più alte possibile, ora comprendono 100.000 anime che forse possono o non  possono essere ancora vive. Ma i bilanci delle vittime non hanno nulla a che fare con la compassione. Le statistiche riguardano la responsabilità, non la colpevolezza.
E l’affermazione che Assad è responsabile di ognuno dei morti si basa sull’idea che  “ha iniziato la guerra”. Nel suo caso significa che l’arresto e la tortura – e in un caso la presunta uccisione di un gruppo di scolari che avevano scritto dei graffiti contro il regine su un muro della città meridionale di Dera’a, è stato “l’interruttore dell’accensione delle dimostrazioni di massa e la successiva rivolta armata che ha devastato la Siria. Nel caso di Dera’a, Assad si è reso conto della gravità dell’evento – ha licenziato il governatore della città e ha inviato il suo vice-ministro degli Esteri, Faisal Mekdad a far visita alle  famiglie dei bambini. Troppo tardi.
Nell’età delle rivoluzioni arabe, la tortura di routine non era più scusabile. E quando grandi folle di dimostranti pacifici furono attaccati da truppe e da milizie armate, la guerra in Siria divenne inarrestabile. Ma, a differenza  dei regimi tunisino ed egiziano i cui autocrati scapparono rispettivamente in Arabia Saudita e in un ospedale egiziano, Assad continuò a combattere. Dichiarò guerra al “terrorismo”, sostenendo che i suoi nemici armati erano pagati  e riforniti di armi – cosa in gran parte vera e che c’era in corso un complotto per rovesciarlo, cosa sicurissimamente vera. E poi è arrivata l’Isis.
Da allora è cresciuta l’idea che l’Isis era anche un prodotto della guerra di Assad e che anche lui era quindi da incolpare anche per i loro omicidi di massa e gli sgozzamenti in Siria. Queste, naturalmente, sono sciocchezze. L’Isis è una creatura nata dall’invasione dell’Iraq di Bush e Blair. L’Isis è stata la diretta conseguenza della nostra brutale occupazione dell’Iraq. Le attività dell’Isis che fanno gelare il sangue sono responsabilità di quei due gentiluomini profondamente cristiani che hanno deciso di invadere illegalmente un altro stato sovrano con false accuse e la cui avventura criminale ha provocato la morte di mezzo milione di iracheni, che, abbastanza  stranamente è lo stesso bilancio di vittime che ora viene attribuito ad Assad dai suoi più feroci nemici.
La parola “responsabilità” introduce, però, un’altra prospettiva. Chi è stato “responsabile” della guerra siriana? La famiglia Assad, la cui dittatura risaliva al 1971, può essere accusata di aver creato uno stato i cui difetti connaturati ( e non democratici avrebbero un giorno travolto il paese nella violenza di massa. Atti individuali di repressione – per esempio il massacro di Hama del 1982 – potrebbero essere definiti crimini di guerra, anche se, all’epoca, i nemici del regime uccidevano i funzionari siriani e le loro famiglie, e gli Americani  (il santo Reagan) erano allora più che felici di permettere ad Hafez el-Assad di far fuori i suoi nemici dell’Alleanza Musulmana.
Ora di storia. La prima guerra mondiale è stata innescata, proprio letteralmente, dall’uccisione dell’Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, ma nessuno dichiara che Gavrilo Princip (l’autore materiale dell’attentato, n.d.t.) era stato o responsabile o da “incolpare” dell’uccisione di oltre 17 milioni di persone. Possiamo incolpare i tedeschi, naturalmente, che hanno invaso il Belgio e la Francia, anche se, stranamente, non abbiamo mai prestato sufficiente attenzione all’Imperatore Guglielmo quanto ne abbiamo data al “militarismo prussiano”, forse perché l’Imperatore aveva una mano atrofizzata ed era una figura piuttosto patetica, non ha mai acquisito lo status di reietto dei successivi mostri tedeschi.
E poi arriviamo alla Seconda guerra mondiale, cosa che significa un viaggio pericoloso nel Mondo di Spicer. Tra i 60 e i 70 milioni di uomini donne e bambini sono stati uccisi in questo conflitto, il peggiore di tutti i conflitti titanici della storia. Certo, diamo la colpa a Hitler e diciamo: sì, lui e i suoi predatori nazisti sono stati realmente responsabili della Seconda Guerra mondiale 1939-1945. E questo sarebbe corretto. Questo probabilmente dovrebbe escludere i Cinesi che sono stati invasi e occupati dall’Impero giapponese per il quale la guerra è iniziata nel 1937. E, naturalmente, l’Unione Sovietica è stata invasa soltanto dai nazisti nel giugno 1941, dopo aver goduto di quasi due anni di un’alleanza vergognosa con Hitler. Gli Stati Uniti sono entrati in guerra soltanto quando i Giapponesi hanno attaccato Pearl Harbour nel dicembre 1941 dopo che l’America aveva goduto di più di due anni di vantaggiosa neutralità. Però, poi Hitler dichiarò guerra all’America – non vice versa – associando quindi se stesso ai crimini di guerra del Giappone.
E credo che Hitler dimostri davvero di essere l’eccezione innegabile. Ha voluto la guerra e ha voluto uccidere gli ebrei, molto tempo prima di essere in grado di soddisfare queste aspirazioni realmente malvagie. Il suo regime nazista era totalmente irrecuperabile e nella sua esistenza non ha avuto una sola caratteristica morale. Era da incolpare. Era colpevole. Era il responsabile. E, certo, era un uomo realmente crudele. E ha davvero usato le armi chimiche sugli ebrei innocenti dell’Europa. Ho appena finito di rileggere lo straordinario resoconto di Donald Cameron Watt di quegli ultimi 12 mesi di pace: How War Came: Immediate Origins of the Second World War, 1938-39 [Come è arrivata la guerra : origini immediate della Seconda Guerra Mondiale, 1938-39 e ne sono uscito esausto per l’assoluta infamia di Hitler e dei suoi sostenitori, per non parlare della vergogna di quei democratici che cercarono di credere in lui.
Ma poi veniamo ai singoli eventi. Le invasioni tedesche, l blitz su Varsavia, Rotterdam, Londra, Belgrado, di nuovo Varsavia.. Tutti crimini di guerra. E arriviamo alla RAF( Royal Air Force – l’aeronautica militare del Regno Unito) e all’USAF (United States Air Force – l’aeronautica militare degli Stati Uniti) che hanno distrutto Dresda le cui massicce perdite di civili, insieme a cifre anche più grandi nella tempesta di fuoco di Amburgo, devono essere attribuite all’opera individuale del Maresciallo Sir Arthur Harris, detto “il Bombardiere”. Sapeva che se si incendia una città medievale, si uccidono diecine di migliaia di civili. Harris ha proceduto e li ha bruciati. Durante l’attacco del 1940, a proposito dei tedeschi ha detto, citando in modo leggermente sbagliato il Libro [del Profeta] Osea che “essi hanno seminato vento e ora raccoglieranno tempesta”. E il vortice di Harris  ha sventrato  le città tedesche con una tempesta di fuoco. E quindi un crimine di guerra cancella un altro crimine di guerra? Hiroshima e Nagasaki  fanno dimenticare  la nuvola del crimine a causa del violento regime imperiale e dei suoi assassini che il Giappone ha imposto così crudelmente sulle sue terre occupate?
Ritorniamo allora, con attenzione, con timore, al Medio Oriente. Quando Saddam Hussein usò il gas “sulla sua gente”  ad Halabja,  stava uccidendo come sappiamo tutti ( ma ci piace dimenticarlo)  i Curdi che si erano allineati con il nemico iraniano con il quale l’Iraq di Saddam era in lotta mortale. Questo non può giustificare tale malvagità. Le registrazioni fatte a Baghdad dopo l’impiccagione di Saddam, hanno dimostrato che conosceva gli effetti fisici del gas. Saddam voleva che la gente di Halabja soffrisse prima della morte.
Il fatto che non abbia personalmente lasciato cadere il gas, sulla città curda, non lo assolve – non più di quanto fossimo preparati ad assolvere i crimini di guerra in Kossovo per i quali Slobodam Milosevic è stato incriminato all’Aia. Noi crediamo non soltanto nella colpa, ma nella responsabilità. Tuttavia, Harris, morto da lungo tempo, direbbe che, mentre si è assunto la responsabilità di Dresda, non era da incolpare: era Hitler che aveva “seminato il vento”  che era il colpevole. E così indaghiamo  nel mondo oscuro dei processi per crimini di guerra.
Ora ci dicono che Bashar al-Assad dovrebbe essere dichiarato responsabile per crimini di guerra. E i leader nazionali dovrebbero essere responsabili davanti alla legge internazionale. Questo non comprende soltanto i dittatori arabi della regione – posso pensare ad alcuni principi arabi che potrebbero stare ala sbarra per crimini di guerra commessi in Yemen, anche se vi prometto che sono al sicuro da qualsiasi esito di questo genere – ma i leader di paesi occidentali molto più grandi e molto più ricchi. E quindi torniamo, abbastanza naturalmente, ai Signori Bush e Blair che non hanno mai usato il gas. Infatti il costante ritornello di Blair che “noi” non eravamo cattivi come Saddam – diventerebbe il suo mantra ogni volta che veniva accusato di aver commesso il crimine di aggressione. Saddam era da biasimare. Era il responsabile.
E ora chiunque può usare quella linea di pensiero. Bashar non è cattivo come l’Isis, potreste dire, anche se i suoi nemici stanno quasi arrivando a dire che lo è. Però nessun attentatore suicida baathista sta cercando di massacrare dei civili a Parigi, a Bruxelles, a Londra, a San Pietroburgo o negli Stati Uniti. E dobbiamo ora ricordarci di quando Amnesty ha pubblicato dettagli delle impiccagioni nelle carceri di Assad soltanto pochi anni fa gli stessi Bush e Blair mandavano i civili perché venissero torturati proprio in queste stesse prigioni (e anche nelle prigioni satelliti in Egitto, Marocco e Libia, durante la loro tristemente nota politica della “detenzione illegale”; si ricorderà la Gran Bretagna inviò uno dei principali oppositori di Gheddafi a Tripoli, per una “dose” di prolungata tortura e prigionia. E non abbiamo tutti amato Saddam quando invase l’Iran nel 1980, anche se sapevamo che impiccava i suoi nemici con impiccagioni di massa  nella prigione di Abu Ghraib, un’istituzione a cui abbiamo fornito le nostre mani torturatrici?
Sì, è una questione piuttosto problematica, questa faccenda di biasimo e colpevolezza e senso di colpa e responsabilità. E di crimini di guerra. Neanche Putin è al sicuro.  Ucraina. Sebastopoli. Il bombardamento di  Aleppo. Ciò di cui, però, abbiamo bisogno, sono le  prove. Non funzionari anonimi e fonti di intelligence senza nome e tutti gli altri commedianti del palcoscenico giornalistico. Né i morti, il cui numero varia con una differenza di 100.000 corpi.  Ricordiamo che i 30.000 morti del bombardamento di Rotterdam al processo di Norimberga sono risultati  più vicini a 9.000 (sempre terribile, ma non proprio la stessa cifra).
Perché, quindi non tenere lontane per un po’ di tempo le nostre dita dai meccanismi per lanciare il  missile, “freniamo” le avventure in stile hollywoodiano e quelli cui piace la “madre di tutte le bombe”? Perché non troviamo gli avvocati, i giudici e gli assistenti legali e gli investigatori della polizia internazionale e le istituzioni giudiziarie che stavamo radunando molto tempo prima  che finisse la Seconda Guerra mondiale? Perché non cercare le prove?
Chi sono gli assassini? Chi ha dato loro gli ordini? E questo non significa soltanto chi ha dato gli ordini agli assassini della Siria. Significa anche – non citate qui i re e principi del Golfo – che dobbiamo scoprire chi c’è realmente dietro l’Isis? E che è , sospetto, il problema di questo decennio.
Robert Fisk scrive per The Independent, dove questo articolo è stato in origine pubblicato.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/04/21/it-is-not-just-assad-who-is-responsible-for-the-rise-of-isis
Originale : The Independent

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