venerdì 21 aprile 2017

Palestina : Nel corso della Pasqua, i coloni hanno attaccato tre nonne israeliane . Io ero una di loro


di Carol Cook
21 aprile 2017
Durante la Pasqua, ho viaggiato in Cisgiordania con altre due donne, tutte noi siamo membri di Machsom Watch, un gruppo israeliano per i diritti umani . Il nostro obiettivo era quello di visitare due villaggi palestinesi: in uno, Kafr a-Dik, i coloni avevano da poco abbattuto alcuni alberi di ulivo  nell'altro, Urif, i residenti avevano cercato di lavorare nei loro uliveti, ma, anche se avevano organizzato questo con l'esercito, i coloni lo hanno impedito 
. Abbiamo voluto vedere con i nostri occhi , piuttosto che leggere la notizia . Entrambi i villaggi sono a meno di 10 chilometri a est della Linea Verde, a circa 30 miglia sia da Tel Aviv  sia da Gerusalemme.
Accompagnate da un residente di Kafr a-Dik, siamo giunte nei pressi dell'insediamento di Alei Zahav e qui  un altro insediamento, Leshem,  sta sorgendo
Ma non abbiamo potuto andare oltre per raggiungere i terreni agricoli del villaggio, a causa della  chiusura  imposta ai territori per la  Pasqua  e alla nostra guida palestinese non sarebbe stato permesso di entrare .
Così  ci siamo diretti verso Urif, pochi chilometri a nord-est. Lì abbiamo incontrato Adel, un giovane operatore di  B'tselem, un'organizzazione per i diritti umani che opera in collaborazione con Machsom Watch per questi tour   e siamo arrivati ​​alla periferia del paese, le cui terre confinano con l'insediamento dall'infame Yitzhar.
Oltre Adel  eravamo tre donne   di 60 e 70 anni . Insieme abbiamo camminato su un leggero pendio coperto da arbusti bassi e fiori di campo. Sul  crinale opposto sorgono  le case di Yitzhar che riceve le  donazioni della famiglia Kushner . Siamo rimasti lì per circa 10 minuti, mentre Adel ci ha detto quello che era successo nel boschetto circa una settimana prima  dove i contadini palestinesi erano arrivati previo accordo con l'IDF. 
I coloni erano subito arrivati, minacciandoli  . Sono iniziati gli scontri e l'esercito ha sparato gas lacrimogeni . Gli agricoltori sono stati costretti ad andarsene .
Noi stavamo per andarcene ,  quando abbiamo visto alcune persone emergere dai cespugli e dai massi sulla collina di fronte , apparentemente giovani uomini o ragazzi più grandi.
Alcuni  hanno messo su maschere e si sono diretti verso di noi. Conoscendo la reputazione di Yitzhar , uno dei più estremisti insediamenti in Cisgiordania e con una lunga storia di molestie violente verso  i  palestinesi e verso l' esercito e la polizia israeliana, non avevo nessuna intenzione di dialogare con loro .
 Ero venuta per imparare e per  osservare, non per impegnarmi in atti di eroismo deliberato . Due di noi hanno iniziato a camminare in fretta verso la macchina, mentre la terza, più ribelle  non si è mossa ed è rimasta a guardare.
Mentre si avvicinavano ho potuto vedere che il leader, che sembrava più vecchio degli altri, aveva un manganello o un pesante bastone in mano. Poi, improvvisamente, hanno iniziato a lanciare pietre contro di noi. Siamo  corse verso la macchina. Adel ha raccolto un sasso, lo ha gettato verso di loro e ha fatto una telefonata.
Molti uomini,  da lui a quanto pare convocati  per telefono dal villaggio palestinese - tra cui un uomo anziano con la barba bianca, due uomini più giovani e un paio di bambini - stavano arrivando . I  coloni, vedendo i rinforzi   hanno deciso  di  ritirarsi. .
Questa era una visita di routine di Machsom Watch, il  cui scopo è quello di testimoniare il progetto di colonizzazione di Israele. Siamo venute via con un piccolo, ma amaro assaggio di ciò che i palestinesi della zona devono affrontare  quotidianamente  in un luogo dove la sola presenza di un palestinese e di tre donne ,facilmente identificabili come “di sinistra” , fa sì che i coloni si armino  di bastoni, di pietre e di odio.
Siamo tornate in Israele attraverso lo Shomron Crossing (solo per veicoli israeliani), dove la sospettosa guardia di sicurezza donna ha aperto la portiera della macchina e ha controllato con attenzione le nostre carte d'identità israeliane, chiedendo: "Dove vivete? Dove siete state?" .
Sto ancora valutando la mia risposta.
Carol Cook
Haaretz Contributor
 
 
 
 
We, three women in our 60s and 70s, wanted to see the settlement reality for ourselves. We got a smaller but bitter taste of the violence and hatred…
haaretz.com

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