sabato 29 aprile 2017

La scuola di fisica in Palestina, con l'appoggio di Hawking


 
 
 
 
Se gli studenti dei Territori e della Striscia (in maggioranza ragazze) non possono andare alle conferenze, un'associazione si occupa di organizzare per loro seminari con i massimi esperti della disciplina. In favore di Scientists for Palestine anche…
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Se gli studenti dei Territori e della Striscia (in maggioranza ragazze) non possono andare alle conferenze, un'associazione si occupa di organizzare per loro seminari con i massimi esperti della disciplina. In favore di Scientists for Palestine anche un appello dell'astrofisico inglese: "La scienza non ha confini"
Lui è confinato su una sedia a rotelle. Loro sono impossibilitati a muoversi per via dei check point. Tra lo scienziato Stephen Hawking e i giovani fisici della prima Palestinian Advanced Physics School è così nata un'intesa. Il grande astrofisico (non nuovo a iniziative di protesta contro l'occupazione israeliana nei Territori) pochi giorni fa ha fatto sentire la sua voce a favore dei ragazzi che si impegnano nella sfida della scienza nonostante le difficoltà del conflitto.
 
"Sostengo i diritti degli scienziati ovunque nel mondo di muoversi, pubblicare, collaborare" ha scritto Hawking in un messaggio Facebook, riferendosi al nuovo progetto dell'associazione "Scientists for Palestine" che sta raccogliendo fondi per finanziare una seconda edizione della Palestinian Advanced Physics School per laureandi e giovani laureati palestinesi, che è in programma per il prossimo luglio. Se la prima era stata ospitata dall'Università Arabo-Americana di Jenin, quella dell'anno prossimo si svolgerà a Gerusalemme, all'università al Quds.
 
Trenta studenti delle quattro università di Cisgiordania in cui si studia fisica lo scorso luglio hanno avuto l'opportunità per tre giorni di ascoltare seminari di tre fra gli scienziati più importanti del mondo. I relatori hanno pagato da soli il viaggio, mentre un ragazzo di Gaza non ha avuto il lasciapassare per uscire dalla Striscia. La Scuola è stata sponsorizzata anche dal Cern di Ginevra e fra i tre relatori c'era anche Giorgio Paolucci dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, direttore scientifico di un laboratorio appena aperto alle porte di Amman, Sesame, un apparecchio che si chiama sincrotrone e con la sua "luce" serve a studiare la struttura della materia a livello dell'infinitamente piccolo.
 
La scuola di fisica in Palestina, con l'appoggio di Hawking
Hawking, che fa parte dell'advisory board dell'organizzazione, per l'inaugurazione dello scorso luglio ha inviato un messaggio: "La fisica non rispetta i confini" ha detto ai ragazzi. "La collaborazione internazionale è il motore del progresso scientifico". Per l'anno prossimo l'iniziativa di Scientists for Palestine ha ricevuto invece il sostegno dell'American Physics Society e del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam di Trieste. Grazie alla nuova raccolta fondi l'anno prossimo l'iniziativa verrà estesa a 5 giorni e 4 relatori internazionali.

 
La scuola di fisica in Palestina, con l'appoggio di Hawking
"Sviluppare contatti e discussioni è vitale per chi si occupa di scienza" spiega Mario Martone, fisico teorico alla University of Cincinnati, negli Stati Uniti. "In Palestina gli studenti hanno grossi problemi, soprattutto dopo la laurea e il master, se vogliono proseguire con un dottorato". Martone è il fondatore, con altri cinque colleghi di vari paesi, di Scientists for Palestine. "La maggior parte degli studenti di fisica - racconta - sono ragazze, circa l'80%. Il livello dell'insegnamento è ottimo, ma risente di un gap di esperienze e contatti, come effetto dell'isolamento". Gran parte degli studenti di fisica, in Palestina, si concentrano sulla parte teorica. "Per fare esperimenti - spiega infatti Martone - c'è bisogno di infrastrutture che costano e che difficilmente Israele accetterebbe di far passare attraverso le barriere con i Territori".


 All'organizzazione, dopo il successo del primo anno, hanno iniziato a contribuire anche studiosi di origine palestinese trapiantati negli Usa. "Ci piacerebbe estendere l'iniziativa - spiega Martone - anche ad altri campi della scienza, oltre alla fisica".

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