domenica 19 marzo 2017

Il femminismo ha spazio per i sionisti?

 Sintesi personale


In una recente articolo del New York Times "Il femminismo ha spazio  per i sionisti?" Emily Shire, che si identifica come femminista e sionista, sostiene che la sua fede nel "diritto di Israele di esistere come stato ebraico" non dovrebbe essere in contrasto con il suo femminismo. Lei critica  la piattaforma Strike, che prevede specificamente la "decolonizzazione della Palestina" e 
non menziona la miriade di altre ingiustizie inflitte alle donne di tutto il mondo. Shire porta in primo piano  il proprio  sionismo.  
Lei afferma  che il  suo rapporto con Israele non dovrebbe essere un elemento  della  protesta delle donne e contemporaneamente chiede uno spazio per esso . Ironia della sorte, Shire sottopone le donne attive nel movimento alla  propria prova del nove. L'editoriale pone una a domanda  sbagliata. . La domanda non è se il femminismo ha spazio per i sionisti, ma se il sionismo ha spazio per la parità dei diritti.

  Lo Stato di Israele è stato fondato come un rifugio sicuro per gli ebrei e si fonda sul privilegiare gli  ebrei su tutti gli altri. Non è un paese per tutti i suoi cittadini - oltre il 20 per cento di questi non sono ebrei
Shire dà l'impressione che lei non abbia riflettuto che i diritti delle donne palestinesi, in Israele e nei territori occupati, sono sistematicamente colpiti  da Israele . (Il fatto che essi siano calpestati anche all'interno della società palestinese non assolve Israele dalla  responsabilità). Invece lei insiste sul  "diritto ad esistere come stato ebraico",ma  se non si definisce che cosa ciò significhi per i palestinesi, si sta eludendo la questione centrale 

ossia se  Israele ha il diritto di esistere come un sistema di supremazia di un gruppo rispetto ad un altro.

Sostengo il diritto degli ebrei all'autodeterminazione , ma come stato etno-nazionalista ebraico, Israele non può sostenere la parità dei diritti. Questo è un dato di fatto. Quindi la domanda è questa : è in grado di esistere  uno Stato ebraico  che non violi  sistematicamente i diritti umani fondamentali?

Non ne sono sicura. A che  cosa dovrebbe uno stato ebraico assomigliare? Come può funzionare democraticamente ?

Questo è un dibattito importante sul nazionalismo e la democrazia , ma è soprattutto un problema intra-ebraica e non ha nulla a che fare con l'attuale ondata del femminismo negli Stati Uniti . Non è compito di Linda Sarsour ,ma spetta alle donne sioniste  assicurare le femministe non-sioniste del loro impegno per la parità dei diritti.

Sono d'accordo che lo  Sciopero internazionale della donna avrebbe potuto citato tutte le forme di oppressione contro le donne, e non solo quelle israeliane . E' vero che tale questione   non può essere considerata separatamente dal contesto  vigente: Israele attua l'occupazione militare più lunga data nella storia e  allo stesso tempo è  il più grande beneficiario di un aiuti  esteri  degli Stati Uniti  ,agendo con 'impunità quasi totale e senza fine in vista.
Come ebrea  israeliana  che si oppone attivamente al sistema israeliano di occupazione  e sostiene i diritti umani dei palestinesi, non posso essere d'accordo con ogni tattica utilizzata dal movimento di resistenza palestinese. Ma chi sono io per dire loro come resistere alla propria oppressione? Come ha detto Linda Sarsour   il femminismo è un movimento e il BDS è una tattica." Se non si supporta il BDS, è possibile scegliere di non prendervi parte,perché si tratta di una tattica alienante per un sionista è fuorviante.


Nell'era di Trump   molti ebrei liberali americani si ritrovano sempre più spinti  in un angolo, costretti a scegliere tra il loro liberalismo e il loro sostegno a  Israele

  Gli Ebrei, naturalmente, hanno il diritto all' uguaglianza,all'  autodeterminazione e alla  dignità, come tutti gli altri esseri umani. Nessuno nel movimento femminista  nega ciò ,ma  fintanto che Israele, nella sua costruzione attuale, continua ad essere un'entità fondamentalmente non progressiva , esso non  è compatibile con l'uguaglianza  quindi i  sionisti nel campo femminista continuano  a sentirsi - a ragione - a disagio.




 
 
 
 
 
Rabab Abdulhadi, Suzanne Adely, Angela Davis & Selma James write: “Attacking the International Women’s Strike on March 8, supporters of Israel…
mondoweiss.net
 

Mairav ​​Zonszein è un

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