domenica 29 gennaio 2017

Giorno della Memoria 2017 :“Memoria, importante per tutti anche per noi musulmani”





“Questa iniziativa non è frutto del buonismo. Abbiamo chiesto al mondo musulmano in Italia di compiere un atto pubblico e politico, di assumersi la responsabilità contro il terrorismo fondamentalista e al contempo, in occasione del 27 gennaio, di parlare in difesa dei valori della Memoria. Il Giorno della Memoria infatti non tocca solo gli ebrei, tutti devono sentirlo proprio”. Così come tutti devono sentire propria la lotta all’odio integralista e a ogni forma di intolleranza, spiega dal Monte Stella di Milano il presidente di Gariwo Gabriele Nissim. Qui, dove sorge il Giardino dei Giusti, nelle scorse ore si sono riunite, assieme a Nissim, ai rappresentanti di Gariwo, diverse associazioni islamiche per dimostrare il proprio impegno in difesa della Memoria e del suo significato profondo. “Un primo gesto importante – ha commentato Giorgio Mortara, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiana, ente che fa parte del progetto del Giardino dei Giusti – Bisogna conoscere e riconoscere il significato della Shoah per poter capire e agire anche nel presente in difesa dei nostri valori comuni”. Tra chi ha aderito, anche l’imam Abdullah Tchina, direttore del centro culturale islamico di Sesto San Giovanni, venuto in rappresentanza dell’Associazione Italiana degli Imam e delle Guide religiose. “Queste iniziative sono importanti perché aiutano a creare ponti – ha affermato Tchina – La nostra sfida è quella di educare al dialogo, al profondo amore per il prossimo e al ripudio di ogni forma di odio e intolleranza”. A una domanda sulla situazione dell’antisemitismo all’interno del mondo islamico italiano, l’imam Tchina ha definito il fenomeno come ridotto a una parte minoritaria della comunità, ribadendo il suo impegno ad insegnare la convivenza e il rispetto reciproco.
Presente anche Sumaya Abdel Qader, consigliera comunale di Milano. “Sono qui in rappresentanza del Comune così come musulmana”, ha affermato Qader che ha ribadito quanto già affermato sulle pagine del sito di Gariwo rispetto alla scelta di aderire all’iniziativa in corrispondenza con il Giorno della Memoria. Un adesione che riflette “la nostra vicinanza alla comunità ebraica in un momento di ricordo doloroso e la volontà di apertura, che è voglia di ascolto, confronto e sostegno a ogni iniziativa volta a salvaguardare il Creato e l’Umanità. Anche perché vogliamo essere partecipi nella lotta contro l’antisemitismo e contro ogni discriminazione.- le parole della consigliera – Le comunità islamiche finalmente hanno cominciato a essere stabili in Italia. Sentirsi stabili vuol dire uscire dalla mentalità emergenziale del dover rispondere innanzitutto ai propri bisogni primari. Vuol dire cominciare a guardarsi intorno e a voler interagire. Vuol dire diventare parte integrante del Paese. Questo in particolare grazie alle nuove generazioni”. Tra le associazioni presenti, i Giovani musulmani italiani con il presidente milanese Farouk Abd Allah, i ragazzi di Partecipazione e spiritualità musulmana e l’Associazione culturale della fratellanza.
In rappresentanza del Comune, anche la consigliera Diana De Marchi, presidente della Commissione Pari opportunità e diritti civili. De Marchi ha ricordato come sul fronte della Memoria il Comune stia portando avanti diverse iniziative, tra cui “un importante progetto in vista degli 80 anni dalle leggi razziste: una ricerca all’interno degli archivi comunali e non solo per capire se e chi tra gli ebrei fu cacciato a causa degli infami provvedimenti fascisti”.
(29 gennaio 2017)





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