Gideon Levy :Gli Stati Uniti sono finalmente usciti allo scoperto – Zeitun
Gli
Stati Uniti sono finalmente usciti allo scoperto
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carlo…
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Gideon Levy – 18 dicembre 2016, Haaretz
In seguito alla designazione di un rappresentante favorevole alle colonie, l’inganno è finito: gli Stati Uniti non saranno più in grado di sostenere di essere un mediatore imparziale nel conflitto israelo-palestinese | Opinione
Il
presidente eletto Donald Trump ha deciso di nominare ambasciatore in
Israele un avvocato anti-israeliano e razzista. Che è, naturalmente, una
sua prerogativa. Lo scorso giovedì, con la nomina di David Friedman,
gli Stati Uniti sono usciti allo scoperto. D’ora in poi appoggiano
ufficialmente la costituzione di uno Stato israeliano dell’apartheid tra
il mare Mediterraneo e il fiume Giordano.
Friedman
non è il primo ambasciatore ebreo in Israele – una questione che ha
sempre sollevato domande sulla doppia lealtà – ma è il primo sostenitore
dichiarato delle colonie a ricoprire questo incarico. Il suo
predecessore, Dan Shapiro, era anche lui favorevole alle colonie, come
tutti gli ambasciatori prima di lui – rappresentanti di governi che
avrebbero potuto bloccare il progetto di colonizzazione ma non hanno
mosso un dito per farlo, ed anzi lo hanno finanziato.
Ma ora abbiamo un ambasciatore che ha anche contribuito di tasca propria alla spoliazione.
Questo
cambiamento rappresenta la fine delle ridicole denunce da parte del
Dipartimento di Stato USA, che Israele ha sempre ignorato. Non più auto
diplomatiche nere dopo la costruzione di ogni nuovo balcone nei
territori occupati. D’ora in poi abbiamo un ambasciatore che sarà
addolorato per l’evacuazione dell’avamposto di Amona [illegale anche in
base alle leggi israeliane e di cui la Corte Suprema israeliana ha
deciso l’evacuazione. Ndtr.] e che parteciperà alle cerimonie per la
posa della prima pietra in ogni nuova colonia.
Ciò
implica il fatto che gli Stati Uniti non potranno più sostenere di
essere un mediatore imparziale. Non lo sono mai stati, ma ora la
maschera è caduta. Da questo punto di vista, la nomina di Friedman è
buona e giusta. I palestinesi, gli europei ed il resto del mondo lo
sappiano: l’America è favorevole all’occupazione. Basta inganni.
Friedman
è un anti-israeliano, come chiunque altro incoraggi Israele a
intensificare l’occupazione. Friedman è un razzista, come chiunque altro
spinga per uno Stato dell’apartheid. E’ anche antidemocratico e
maccartista (avendo detto che i sostenitori di J Street [organizzazione
di ebrei USA moderatamente critici con Israele. Ndtr.] sono “molto
peggio dei kapo” [internati nei lager che collaboravano con i nazisti.
Ndtr.]) – e già ne abbiamo abbastanza tra noi. Friedman li incoraggerà,
ed anche in questo egli è palesemente anti-israeliano.
Ma
Friedman non è un iscritto al partito di estrema destra Tekuma [partito
dei coloni fondamentalisti. Ndtr.], né, per quanto ne sappiamo, del
movimento anti-assimilazionista Lehava. Friedman sta per diventare il
rappresentante del governo USA in Israele. Ci deve risposte ad una serie
di domande – analogamente al Senato, che deve approvare la sua nomina.
Il
governo USA ed il Senato sono consci della portata delle opinioni del
nuovo ambasciatore? Comprendono che è favorevole all’istituzione di uno
Stato dell’apartheid sostenuto e finanziato dal Paese leader del mondo
libero? Perché chiunque, come Friedman, si opponga alla soluzione dei
due Stati sostiene l’unica alternativa, che è uno Stato unico e, nel
caso di Friedman, uno Stato dell’apartheid. E’ così che vogliono
apparire gli Stati Uniti, persino gli Stati Uniti di Trump?
Gli
israeliani di destra che sostengono l’annessione – e ce ne sono molti –
possono velare il loro progetto dietro una fitta nebbia che nasconde il
suo reale significato. Ma non è il caso del rappresentante del Paese
più potente al mondo.
L’ambasciatore
designato ci deve delle spiegazioni. Quando dici annessione, cosa
intendi? Quando contribuisci economicamente alla colonia di Beit El, sai
che per la maggior parte è costruita su terre private rubate ai
palestinesi? Cosa dirà il Senato della tua complicità in un crimine?
Quale sarà il destino degli abitanti autoctoni dei territori occupati,
che sono ciò che rimane della loro terra rubata? Se tu parli di
democrazia e uguaglianza per tutti, nello spirito della costituzione
americana, allora avremo uno Stato binazionale, ugualitario e giusto – a
cui, purtroppo, quasi ogni israeliano si oppone.
Tuttavia
non è quello a cui ti riferisci. La tua annessione significa la
perpetuazione dello status di padroni della terra ed espropriati, un
regime di separazione che il mondo progressista chiama apartheid.
Sua
eccellenza, presumibile ambasciatore, lei ci deve delle risposte. Anche
quelli a Washington che la mandano qui ci devono delle risposte.
Considerate i palestinesi come esseri umani con gli stessi diritti di
cui godono gli ebrei in Terra di Israele? Vi pare che lo Stato vostro
alleato agisca in modo giusto? Lo vedete come uno Stato che rispetta le
leggi internazionali? Pensate che spingendolo avanti in una direzione
nazionalista gli fate un favore? L’appoggio ad uno Stato dell’apartheid è
utile agli interessi americani? Ciò riflette i valori dichiarati
dall’America? In breve, state con noi o con i nostri avversari?
(traduzione di Amedeo Rossi)

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