martedì 22 novembre 2016

Praga, il Vecchio Cimitero Ebraico e la leggenda del Golem


di Manuel Santoro


 
Ho visitato Praga in due diverse occasioni ma sempre in semplici weekend. Trascorrerei giorni vagando per vie del centro. In questo post vorrei parlarvi di uno dei luoghi che mi ha maggiormente colpito durante le mie vacanze.
Nel cuore di Josefov, quello che in passato era il prospero quartiere ebraico di Praga, si trova uno dei luoghi più surreali della capitale boema. Il Vecchio Cimitero Ebraico, il più antico d'Europa, fu fondato nel lontano 1439 ed utilizzato per oltre trecento anni. Durante la Seconda Guerra Mondiale Praga fu pesantemente bombardata ma il luogo venne risparmiato dalle autorità tedesche che decisero di preservarlo a testimonianza di un popolo estinto. Oggi, ammassate, si contano ben 12.000 lapidi in arenaria o marmo ma si stima che qui siano sepolti oltre 100.000 ebrei le cui tombe furono disposte a strato per la mancanza di spazio e non potendo espandersi oltre il perimetro stabilito. Nessun ritratto è presente sulle lapidi, la religione ebraica lo vieta, per questo sono raffigurati solo disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto.
Le lapidi più importanti sono situate accanto all'ingresso principale. Jehuda Liwa Ben Becalel, detto Rabbi Löw, è la tomba più visitata. La credenza popolare vuole che lasciare qui un biglietto o un sasso porti ad avverare i propri desideri. La più antica è quella di Avigdor Karo, poeta di corte di Venceslao IV e rabbino capo, defunto nel 1439, mentre la più recente risale al 1787 ed è quella di Moses Beck.
Al cimitero si accede direttamente dalla Sinagoga Pinkas, costruita al 1535 e rimasta attiva per oltre quattro secoli, quando recentemente fu trasformata in monumento commemorativo.

 Rabbi Loew e la leggenda del Golem
 
  Tra le tombe figura anche quella di Rabbi Judah Loew ben Bezalel, rabbino capo della capitale ceca alla fine del XVI secolo, al quale è da sempre associata la leggenda del Golem di Praga. In quel periodo gli ebrei di Praga vivevano in un clima di terrore, vittime di continue aggressioni. Lo stesso imperatore Rodolfo II promosse una campagna con l'obiettivo di cacciare via gli ebrei dalla città. Fu così che intervenne Rabbi Loew, il quale chiese consiglio a Dio ricevendo in sogno i suggerimenti per la costruzione del Golem, un gigante che sarebbe stato costruito con l'argilla trovata sulle rive del fiume Moldava. Nella più assoluta segretezza il rito andò avanti per una settimana fin quando venne creata la creatura. Nella sua bocca venne posto un foglio di carta con scritta la parola "Emet" (verità). Immortale e invincibile, al Golem sarebbero spettati i compiti più importanti nella protezione della popolazione ebrea ed avrebbe obbedito ad ogni ordine del Rabbino. Con il passare del tempo il Golem divenne sempre più grande e violento. Con la promessa che le persecuzioni sarebbero cessate, Rabbi Loew si vide costretto a distruggere la creatura. Fu eliminata la prima lettera della parola "Emet" trasformandola così in "Met" (morte). Il corpo fu così nascosto nel sottotetto della sinagoga cittadina sotto un camice bianco e fu vietato l'ingresso a chiunque adducendo la giustificazione di un pericolo d'incendio in quanto vi era abitudine di portare lì carta e libri vecchi. La leggenda vuole che il figlio di Rabbi Loew lo riportò in vita ed ora continuerebbe a vegliare sulla città di Praga.

(I Viaggi di Manuel, 19 novembre 2016)

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