sabato 26 novembre 2016

Ho ricevuto minacce di morte per il mio patrocinio ai diritti palestinesi


 Ho ricevuto minacce di morte per il mio patrocinio ai diritti palestinesi


Uno dei tanti manifesti del David Horowitz Freedom Center in giro per il campus dell’UCLA con i nomi sbiancati .
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Studenti per la giustizia in Palestina all’UCLA
Come studente attivista afroamericano, la mia decisione di unirmi agli Studenti per la giustizia in Palestina (SJP) dell’UCLA è stata una scelta istintiva. Credo che tutte le lotte contro l’ingiustizia siano collegate; la nostra oppressione non può essere identica, ma siamo il bersaglio delle stesse strutture di potere.
Vedo un parallelo tra i palestinesi disarmati che protestano contro le politiche discriminatorie del governo israeliano e i disarmati neri americani a Ferguson, Baltimora e Charlotte che protestano contro la violenza della polizia e le disuguaglianze. I soldati israeliani colpiscono regolarmente i palestinesi con gas lacrimogeni di fabbricazione americana, proiettili di gomma e anche vere munizioni. Quando ho scoperto che i dipartimenti di polizia degli Stati Uniti si addestrano con l’esercito israeliano la connessione è diventata sempre più reale. Le stesse tattiche razziali e militarizzate utilizzate per sopprimere i civili palestinesi vengono usate contro i neri in America.

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Queste connessioni materiali mi portano – e come me altre persone di colore – a capire come la nostra libertà sia legata alla lotta palestinese per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia. Questo è il motivo per cui il Movement for Black Lives si è rivolto al governo americano perché reindirizzi i 3 miliardi di dollari all’anno che concede a Israele per mantenere le sue politiche oppressive, e li investa invece nella formazione, salute e sicurezza delle comunità nere.
Benché l’appoggio ai diritti dei palestinesi tra i giovani e le persone di colore sia in aumento, la nostra solidarietà verso i palestinesi è stata accolta da una reazione incredibile. Subito dopo essermi  iscritto al SJP sono rimasto scioccato nel trovare un poster fuori da un supermercato con sopra il mio nome sbiancato, in cui mi si accusava di essermi alleato con i terroristi e di perpetuare nel campus “l’odio verso gli ebrei”.
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Ho ricevuto anche minacce di morte. I manifesti hanno tratto le loro affermazioni infondate da Canary Mission, un’organizzazione di cyberstalks che tiranneggia e molesta gli studenti – anche contattando i loro datori di lavoro – solo perché appoggiano la libertà dei palestinesi. Non capivo perché ci fossero persone così impegnate per far tacere gli studenti come me.
Tuttavia, più aumentava il mio coinvolgimento nell’attivismo per i diritti dei palestinesi, più mi rendevo conto che Canary Mission non era un’anomalia; siamo stati regolarmente presi di mira per il nostro lavoro. Gruppi per la difesa di Israele hanno denunciato la piattaforma del Movement for Black Lives e alcuni sono arrivati addirittura al punto di dissociarsi dalla coalizione.
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Il senatore Bullard,  15 ottobre 2015  Florida
Dwight Bullard, un senatore nero dello stato della Florida, è stato attaccato per avere visitato la Cisgiordania palestinese occupata da Israele e Christopher Winston, uno studente nero della St. Louis University, è stato punito per aver criticato le politiche di Israele durante un campus Q&A.
L’intimidazione che ho sperimentato personalmente ha solo amplificato il disagio che provo regolarmente come studente di colore del campus. All’UCLA gli studenti neri sono definiti “merda” partorita da una “negra”, mentre gli studenti di origine araba sono chiamati “terroristi”. Ora, come attivista per i diritti dei palestinesi, sono stato infamato con espressioni di odio. Gli odiosi manifesti fanno parte di una campagna più ampia finanziata dalla The Maccabee Task Force, un’iniziativa fuori dal campus da 50.000.000 di dollari lanciata da Sheldon Adelson, forte donatore del GOP (Grand Old Party) e magnate dei casinò, per sopprimere l’attivismo studentesco per i diritti dei palestinesi. Una volta che i media hanno sbattuto in prima pagina i manifesti, la task force li ha sconfessati, ma questo non cambia il fatto che il loro obiettivo generale è quello di rendere difficile la vita degli organizzatori come me.
L’iniziativa perpetua stereotipi anti-palestinesi privi di fondamento, ed è un tentativo per delegittimare le esperienze vissute di studenti palestinesi che già non possono sostenere i loro diritti e la sicurezza dei loro cari senza essere messi a tacere. Questo rende l’ambiente del campus malsano e lo si dovrebbe ripudiare.
Avvocati e professori stanno facendo quello che possono per sostenere gli studenti e combattere tali intimidazioni: un’organizzazione chiamata Palestine Legal si è costituita nel 2012 per proteggere i diritti legali e costituzionali di studenti, studiosi e avvocati che si pronunciano per la libertà dei palestinesi. L’organizzazione ha riscontrato un aumento del 22% nella repressione della difesa dei diritti palestinesi in tutto il paese. E di recente oltre 1.000 docenti provenienti da università di tutto il paese hanno espresso loro condanna di Canary Mission in una lettera pubblica. La lettera invita gli altri amministratori di facoltà e università a mettersi “contro tale bullismo e i tentativi di spegnere l’impegno civico e la libertà di parola.”
Nonostante l’effetto raggelante che questi sforzi stanno avendo sugli studenti palestinesi e i loro alleati nei campus, rimaniamo fermi nel nostro impegno non solo per i diritti umani dei palestinesi, ma per la giustizia per tutti i popoli. Sono orgoglioso di lavorare con un’organizzazione che condivide i miei principi anti-razzisti. Atti pericolosi di intimidazioni da parte di gruppi in difesa di Israele non ci porteranno a mollare.
Traduzione Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org
Fonte: http://www.huffingtonpost.com/entry/my-fight-for-palestinian-rights-and-the-subsequent_us_582e2188e4b0eaa5f14d4241?utm_content=buffer0ba3a&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

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