domenica 16 ottobre 2016

Monte Nebo, migliaia di fedeli e pellegrini per la riapertura del memoriale di Mosé




Si potranno visitare di nuovo alcuni fra i mosaici più belli della Giordania. Oggi in programma l’inaugurazione ufficiale, domani la messa solenne presieduta dal card Sandri. Previste cerimonie, concerti e visite guidate al pubblico. Secondo la tradizione è il luogo in cui Dio ha indicato al profeta la Terra Santa.

Amman (AsiaNews) - In Giordania riapre al pubblico il memoriale di Mosé sul Monte Nebo e i visitatori potranno tornare ad ammirare alcuni tra i mosaici più belli del regno Hascemita, assieme alla basilica che li contiene (nelle foto). L’inaugurazione ufficiale è in programma oggi; domani si terrà invece la cerimonia religiosa. La scelta di distribuire su due giornate le celebrazioni è dovuta al flusso enorme di turisti, fedeli e pellegrini attesi per l’evento. Si tratta infatti di uno dei santuari (e dei siti archeologici) più importanti e visitati non solo nel Paese, ma in tutta la Terra Santa.
Sono previste cerimonie religiose, concerti, visite guidate e attività culturali, con l’obiettivo di coinvolgere l’intera popolazione locale e i visitatori dall’estero. Per il fine settimana l’accesso all’area sarà consentito solo durante le celebrazioni, mentre l’apertura ufficiale della basilica al pubblico è fissata per il 17 ottobre.
La solenne funzione eucaristica in programma domani - e aperta a tutti - sarà presieduta dal card Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, inviato speciale di papa Francesco per l’occasione e del quale leggerà un messaggio ai presenti.
Tuttavia, il gesto simbolico che segnerà l’inaugurazione ufficiale è l’apertura delle porte della basilica - prevista per oggi - da parte del Custode di Terra Santa fra Francesco Patton e di un alto dignitario della Giordania, secondo alcune fonti (non confermate) lo stesso re Abdullah.
Il Memoriale di Mosè sul Monte Nebo è il luogo dove, secondo la Bibbia (Deuteronomio 34), Dio ha indicato a Mosè la Terra Santa e dove il profeta, venerato dalle tre religioni monoteiste, è morto. Sebbene nessuno in via ufficiale abbia mai saputo dove fosse il luogo della sua sepoltura (come dice lo stesso testo sacro), nel tempo comunità di monaci si sono stabilite sul Monte Nebo, perpetuando la memoria di Mosè in questo luogo dal quarto al nono secolo.
Nel corso del ‘900 gli archeologi della Custodia di Terra Santa – che nel 1932 aveva acquisito la proprietà del luogo - hanno portato alla luce l’antico monastero, la basilica e i meravigliosi mosaici contenuti al suo interno. Al fine di coprire e mettere in sicurezza il sito archeologico e allo stesso esporre tutti i mosaici realizzati dai monaci nei vari periodi storici, è stato costruito il nuovo edificio che viene inaugurato in questi giorni.
In occasione del viaggio apostolico in Terra Santa del marzo del 2000, san Giovanni Paolo II ha compiuto un pellegrinaggio proprio sul Monte Nebo, uno dei più importanti siti cristiani della Giordania. Durante la visita papa Wojtyla ha piantato un albero di ulivo a fianco della cappella bizantina, come simbolo di pace.
Per celebrare la riapertura, i frati francescani della Custodia - che curano la chiesa e il sito archeologico - hanno organizzato una serie di eventi musicali e attività culturali. Il programma delle celebrazioni culminerà nella messa di Natale in basilica, il 24 dicembre alle ore 22. Il giorno precedente, venerdì 23 dicembre alle ore 18, nella basilica del Monte Nebo si potrà ascoltare il primo Oratorio di Natale scritto da un compositore giordano, Tomeh Jbara, che dirigerà l’orchestra e il coro Fountain of Love.
Nel programma delle celebrazioni, insieme alle attività culturali sono inseriti anche dei momenti formativi dedicati alle guide turistiche e alle scuole, che potranno iscriversi alle visite guidate del mese di novembre. Per informazioni è possibile visitare il sito internet  www.montenebo.org.



15/10/2016 - INDONESIA

Jakarta, migliaia di fondamentalisti islamici in piazza contro il governatore cristiano


La manifestazione è stata organizzata dal Fronte di difesa islamico: “Il Corano chiede che tutti i leader del Paese siano musulmani”. Basuki Tjahaja Purnama detto “Ahok” è accusato di blasfemia per aver citato il testo sacro durante un comizio. Musulmani moderati prendono le distanze: “Iniziativa che non condividiamo. Il governatore si è scusato”.


15/10/2016 - GIORDANIA

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