sabato 29 ottobre 2016

Israele: La conquista da parte dei coloni di posti nella sicurezza è “allarmante”

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La conquista da parte del movimento dei coloni dei migliori posti nell’apparato della sicurezza riflette la tendenza generale nella società israeliana. Jonathan…
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Gerusalemme – I posti migliori nella polizia nazionale israeliana sono ora nelle mani dei coloni integralisti religiosi che stanno cercando di apportare modifiche “allarmanti” all’attività di polizia in Israele e nei Territori Occupati, mettono in guardia gli oppositori.

La crescente influenza del movimento dei coloni è stato messo in evidenza questo mese dalla nomina di Rahamim Brachyahu a rabbino capo del corpo di polizia. Vive a Talmon, un insediamento vicino alla città palestinese di Ramallah, in Cisgiordania.
Roni Alsheikh, nominato capo della polizia alla fine dello scorso anno, ha vissuto per molti anni in uno degli insediamenti più violenti, Kiryat Arba, vicino a Hebron. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, Alsheikh ha esercitato forti pressioni perché Brachyahu ottenesse la carica di rabbino capo.
“I rapporti tra polizia e cittadini palestinesi sono già disastrosi, ma la situazione si deteriorerà molto di più se l’ideologia dei coloni dovesse diventare la norma nella polizia.”
Aida Touma-Suleiman, membro della Knesset israeliana
E’ la prima volta che membri della comunità dei coloni religiosi ottengono uno di questi posti al vertice. Entrambi hanno espresso il loro impegno nel voler accelerare un programma chiamato Believers in the Police (Credenti nella Polizia), avviato cinque anni fa per reclutare i coloni e farli avanzare rapidamente nella carriera fino al grado di ufficiale.
Brachyahu ha descritto l’afflusso di coloni religiosi nella polizia come “una bella collaborazione, che porta qualcosa di divino in qualcosa che storicamente ha funzionato come non divino.”
Ha inoltre dichiarato la sua intenzione di porre un maggiore accento sulla legge religiosa ebraica, o halakhà, nel lavoro di polizia. Il suo obiettivo, ha dichiarato, è quello di creare un libro di precetti biblici e rabbinici ad uso di tutti gli agenti di polizia nello svolgimento delle loro funzioni.
Cosa che ha suscitato profonda preoccupazione tra i dirigenti palestinesi, visto che Brachyahu ha preso le difese di un noto manuale rabbinico per i coloni, conosciuto come la King’s Torah, in cui si sostiene che la legge religiosa ebraica giustifica l’uccisione dei palestinesi come misura preventiva – compresi i bambini nel caso comincino a diventare “terroristi”.
“Fondamentalisti religiosi, i coloni ultranazionalisti stanno guadagnando potere in molti settori della vita pubblica in Israele,” ha detto ad Al Jazeera Aida Touma-Suleiman, membro palestinese del parlamento israeliano.
“Ma particolarmente allarmante è la trasformazione della polizia, perché dovrebbe essere un’agenzia civile. Ora nella polizia è in atto una lotta su cosa debba avere la priorità…La legge di Dio o la legge dello Stato.”

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La leadership dei coloni non ha mai nascosto le sue intenzioni di voler dominare le forze di polizia [EPA]
La progressiva infiltrazione di coloni religiosi nella polizia rispecchia un processo simile iniziato vent’anni fa nell’esercito israeliano, ha osservato Jafar Farah, direttore di Mossawa – un gruppo di pressione politica della grande minoranza palestinese di Israele. Anche se la cosiddetta comunità religiosa nazionale – che aderisce all’ideologia dei coloni – costituisce solo il 10% della popolazione di Israele, dati recenti indicano che almeno la metà di tutte le nuove reclute dell’esercito vengono dalle sue fila. “Non c’è una evidente coalizione di interessi tra il governo di destra e la leadership dei coloni per inserire i propri uomini in posizioni alte nelle principali istituzioni dello stato, compresi i servizi di sicurezza, i tribunali e i media”, ha dichiarato  ad Al Jazeera.
“L’obiettivo è quello di controllare i processi decisionali e il discorso pubblico in Israele”.
I Believers in the Police puntano sui coloni che hanno già servito nell’esercito. Il programma prevede di preparare 500 laureati nel corso dei prossimi cinque anni e piazzarli in posti di responsabilità. Tra gli insegnanti al corso biennale c’è Dov Lior, rabbino di Kiryat Araba, antico insediamento di Alsheikh. Lior è stato uno dei molti rabbini anziani che hanno approvato la King’s Torah.
Nel tentativo di incrementare il numero degli arruolati fra i coloni religiosi nel programma di Believers in the Police, all’inizio di quest’anno è stato realizzato un video di reclutamento utilizzando esclusivamente riprese di azioni di polizia contro i palestinesi. Tra le varie attività si vedono demolizioni di case beduine, razzie nella moschea di al-Aqsa a Gerusalemme, azioni in attacchi terroristici e controlli di carte d’identità palestinesi.
Micky Rosenfeld, un portavoce della polizia, si è rifiutato di parlare del programma dei Believers in the Police, ma ha detto ad Al Jazeera che la nomina di Brachyahu è avvenuta dopo “un attento processo di selezione che lo ha considerato la persona giusta per occupare questo ruolo nella polizia nazionale”.
La polizia israeliana opera sotto pieno controllo israeliano sia all’interno di Israele che in alcune parti dei Territori Occupati, compresa Gerusalemme e gli insediamenti nella Cisgiordania orientale. Il corpo di polizia è stato a lungo criticato per la corruzione e il maltrattamento dei palestinesi.
VIDEO – Filmato originale: Coloni israeliani camminano all’interno del complesso della Moschea Al Aqsa
Una commissione giudiziaria di inchiesta, nel 2004, ha concluso che la polizia è istituzionalmente razzista e vede i palestinesi, che rappresentano il quinto dei cittadini di Israele, come “il nemico”. Farah ha notato che nel corso degli ultimi 16 anni decine di cittadini palestinesi sono morti in circostanze inspiegabili per mano della polizia.
Ma la crescente presenza di estremisti religiosi nella forza non fa altro che aggiungere preoccupazione.
“Le relazioni tra la polizia e i cittadini palestinesi sono già disastrose”, ha detto Touma-Suleiman. “Ma la situazione si deteriorerà molto di più se l’ideologia dei coloni dovesse diventare la norma nella polizia.”
Statistiche pubblicate l’estate scorsa hanno mostrato che negli ultimi quattro anni, fino al 2015, circa il 60 % degli arresti effettuati dalla polizia sono stati di non ebrei – il che significa che per i palestinesi le probabilità di essere detenuti è di tre volte maggiore rispetto ai cittadini ebrei.
Yossi Gurvitz, un giornalista israeliano e ricercatore sul fenomeno dei coloni, ha dichiarato ad Al Jazeera: “I palestinesi stanno già affrontando la brutalità della polizia. C’è da temere che il livello di brutalità possa aumentare.” In una delle sue prime dichiarazioni dopo la sua nomina, Alsheikh ha sostenuto che i palestinesi non hanno sofferto lutti quanto gli ebrei. Aggiungendo: “I nostri nemici hanno scelto di santificare la morte.”
A marzo ha pure chiuso un progetto di dialogo che andava avanti da 12 anni, con cui si cercava  di ridurre gli attriti tra la polizia e le comunità palestinesi in Israele.
I leader palestinesi temono che la crescente presenza di coloni estremisti nelle file della polizia abbia incoraggiato i giovani coloni che stanno dietro alla recente ondata di violenza contro i palestinesi, sia in Cisgiordania che in Israele. La polizia è stata accusata di non aver provveduto a indagare sugli attacchi che comprendono anche gli incendi di moschee e di chiese.
Farah ha detto che la crescente influenza dei coloni contribuisce al “senso di impunità” per la violenza sia dei coloni che degli agenti di polizia. Dando segno della loro crescente fiducia, coloni violenti, lo scorso anno diedero fuoco ad una casa nel villaggio palestinese di Duma, uccidendo tre membri della famiglia Dawabshe, tra cui un bambino. Diversi leader dei coloni, strettamente coinvolti con i Believers in the Police, hanno negato che l’attacco di Duma sia stato un atto di terrorismo.
Fra di loro c’è Eli Ben Dahan, un colono rabbino ora ministro responsabile dell’amministrazione militare nei Territori Occupati. Ha definito i palestinesi “subumani”. Un altro probabile punto infiammabile è il controllo di polizia del complesso della moschea di Al-Aqsa nella città vecchia di Gerusalemme.
La polizia israeliana ne controlla l’accesso e sta permettendo ad un numero sempre maggiore di coloni religiosi di entrare nel sito. Inclusi coloni impegnati nella distruzione della moschea per sostituirla con un tempio ebraico.
Tali visite hanno generato ripetuti scontri tra palestinesi e polizia, e sono considerate responsabili   della gran quantità di attacchi di cosiddetti “lupi solitari” palestinesi che si sono avuti lo scorso anno a Gerusalemme e nella Cisgiordania.
I coloni politici coinvolti nel programma dei Believers, come Uri Ariel e Bezalel Smotrich, hanno chiesto per gli ebrei il diritto legale di pregare nel complesso di al-Aqsa, nonostante il probabile pericolo che questo possa scatenare disordini nella regione.
La leadership dei coloni non ha mai nascosto le sue intenzioni di voler dominare le forze di polizia.
In un’intervista del 2011, Nahi Eyal, fondatore dei Believers in the Police, disse che il suo scopo era quello di aiutare la comunità dei coloni a “trovare la strada nelle fila del comando”. Dichiarò ai media israeliani di aver raggiunto questa conclusione dopo che suo figlio era stato gravemente ferito in scontri con la polizia, a causa della distruzione di un pugno di case in un piccolo insediamento in Cisgiordania nel 2006. “Se si vuole cambiare qualcosa, lo si deve fare da all’interno dell’organizzazione “, ha dichiarato – si direbbe facendo riferimento al fatto di voler sventare i futuri sforzi della polizia nel prendersela con i coloni. “Bisogna entrare [nella polizia] e comandarla.”
Il movimento dei coloni ha di recente conquistato posti al vertice di altri importanti servizi di sicurezza israeliani, tra cui l’agenzia di spionaggio del Mossad e l’agenzia di intelligence interna Shin Bet. Gurvitz ha detto che la conquista di rami dei servizi di sicurezza è diventato più facile negli ultimi anni, a causa della tendenza generale nella società israeliana.
“Il pubblico è diventato molto più religioso e molto meno tollerante. Il problema sta più nella società che nella polizia”, ha affermato.
trad. Simonetta Lambertini-Invictapalestina.org
Fonte: http://www.aljazeera.com/news/2016/10/israel-settlers-takeover-security-posts-alarming-161027064557139.html

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