mercoledì 19 ottobre 2016

IN DIRETTA DAL PROGETTO. Sovranità alimentare a sud di Hebron



Al via oggi una piattaforma online per seguire da vicino, fino alla prossima estate, l'intervento della ong italiana Cric e dell'associazione palestinese Lrc. Un…
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Al via oggi una piattaforma online per seguire da vicino, fino alla prossima estate, l’intervento della ong italiana Cric e dell’associazione palestinese Lrc in Cisgiordania. Un progetto con obiettivi chiari: riappropriazione delle terre da parte dei proprietari palestinesi, lotta ai cambiamenti climatici, ritorno alle pratiche tradizionali
Uno dei villaggi beneficiari del progetto, Al Burj (Foto: Chiara Cruciati/Nena News)
Uno dei villaggi beneficiari del progetto, Al Burj (Foto: Chiara Cruciati/Nena News)
della redazione
Roma, 18 ottobre 2016, Nena News – La Palestina è terra di contadini e pastori, i suoi simboli l’ulivo e il mandorlo. A sud di Hebron tornano a vivere con un progetto fondato su sovranità alimentare, ritorno alle pratiche tradizionali e lotta ai cambiamenti climatici.
E’ l’ “Intervento Ecosostenibile per la produttività agricolo/pastorale in zone semiaride del governatorato di Hebron” (AID 010139/CRIC/TOC), promosso e eseguito dalla ong italiana Cric – Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione e l’associazione palestinese Land Research Center (Lrc). Grazie ai finanziamenti dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, da oltre due anni Cric e Lrc stanno portando avanti a sud di Hebron un progetto volto a redistribuire a 300 famiglie beneficiarie e ai loro villaggi le terre agricole abbandonate a causa degli effetti diretti e indiretti dell’occupazione israeliana.
“La sovranità alimentare è, in economia, una politica che implica il controllo da parte di un popolo della produzione e il consumo di alimenti”, spiega Gianluca De Luigi, project manager del Cric. Un progetto, quello in corso, decisamente composito che non limita i propri obiettivi alla riappropriazione della terra, ma che va oltre: la reintroduzione di sementi e piante tradizionali, il ritorno alle pratiche antiche usate dai contadini in Palestina e – di conseguenza – la lotta ai cambiamenti climatici che in questi luoghi, come nel resto del mondo, sono spesso dovuti a pratiche artificiali che mal si adattano alla terra ma imposte dal mercato dominante.
I villaggi interessati dal progetto
I villaggi interessati dal progetto
L’ultimo anno, quello che si è aperto quest’estate, lo seguiremo con voi. Navigando tra le sezioni di una piattaforma online appositamente creata dalla nostra redazione (la trovate cliccando QUI) potrete seguire insieme alla redazione di Nena News, al Cric e al Lrc gli sviluppi dell’intervento, scoprire obiettivi e risultati, gli ostacoli e le storie dei villaggi a sud di Hebron e dei loro contadini e pastori. Sentirete le voci di economisti ed esperti, quelle dei contadini dei villaggi interessati e dei cooperanti che lavorano da anni insieme a loro.
Seguiremo l’avanzata del progetto fino alla prossima estate, con articoli, video e foto sempre aggiornati. Continuate a seguirci nel sito del Cric e in quello di Nena – nella sidebar a destra potete vedere il banner che vi porterà direttamente alla piattaforma – e troverete contenuti sempre nuovi. E, se vorrete, potrete sostenere direttamente il progetto con donazioni o condividendolo (qua c’è qualche suggerimento).
Restate con noi!

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