domenica 18 settembre 2016

Raggi ricuce con la comunità ebraica di Roma


Nella Giornata Europea della Cultura Ebraica la sindaca inaugura la mostra «Libro Aperto - opere di Paola Levi-Montalcini»
di Ariela Piattelli
ROMA - Virginia Raggi taglia il nastro di una mostra e ricuce con la Comunità ebraica di Roma, promettendo che i viaggi didattici degli studenti ad Auschwitz si faranno e ribadendo l'impegno per il Museo della Shoah.
La Sindaca alla Giornata Europea della Cultura Ebraica
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Dopo aver studiato il campo, inviando «emissari» a tastare il terreno nei giorni scorsi per decidere su quale piazza giocare l'esordio ufficiale di Virginia Raggi nel mondo ebraico, la sindaca arriva al museo ebraico con Luca Bergamo, suo assessore alla cultura con delega alla memoria, per inaugurare la mostra «Libro Aperto - opere di Paola Levi - Montalcini», a cura di Giorgia Calò, che ha dato il via alla giornata europea della cultura ebraica.
Accolta dal presidente della comunità Ruth Dureghello, Raggi entra per la prima volta nelle stanze che raccontano la storia degli ebrei romani: «La cultura ebraica è pervasa dall'influenza dei luoghi da cui proviene - ha detto la sindaca commentando la mostra -. La cultura è il collante che consente di accogliere tutte le diversità, ma che ci rende tutti collegati e tutti fratelli». Raggi ha infine sottolineato l'urgenza «di combattere il radicalismo, l'estremismo e il terrorismo di cui siamo tutti vittime».

 «Si» ai viaggi didattici ad Auschwitz
  Mentre lascia il museo, incalzata dalla stampa, Raggi assicura che i viaggi didattici per gli studenti romani ad Auschwitz-Birkenau si faranno, e così ricuce uno strappo che aveva creato distanze tra il mondo ebraico romano e la nuova amministrazione, sin dalle sue prime giornate in Campidoglio: infatti nelle linee guida dell'amministrazione Raggi non c'era traccia dei viaggi didattici nei luoghi dello sterminio nazista, inaugurati da Francesco Rutelli, e realizzati da tutti i sindaci, da Walter Veltroni, passando per Alemanno e Marino.
  Questa assenza aveva sollevato timori nell'ebraismo romano, e anche malumori acuiti dal fatto che ai funerali dei reduci della Shoah Settimio Piattelli ed Enrica Zarfati non c'era nessuno del comune di Roma. «Siamo riusciti a sbloccare i fondi del Museo della Shoah - ha detto la Sindaca - che erano rimasti impantanati per anni. Intensificheremo anche i viaggi (della memoria). In parte il comune li ha sempre fatti. E' necessario conoscere il passato per poter cambiare e migliorare il presente e il futuro».
  «La notizia la sento adesso per la prima volta - ha detto Ruth Dureghello -. Sono lieta che sia confermata ufficialmente, perché tutto ciò che valorizza la memoria comune è importante. Ci auguriamo di arrivare ad un risultato concreto in tempi brevi, perché purtroppo i testimoni della memoria stanno scomparendo».

(La Stampa, 18 settembre 2016)

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