sabato 10 settembre 2016

GAZA. Ucciso giovane palestinese durante la protesta del venerdì


La vittima, Abed Al Rahman Ahmed Al Dabbagh, aveva 18 anni. Decine i palestinesi nella manifestazione settimanale nella buffer zone

gaza
di Rosa Schiano
Roma, 10 settembre 2016, Nena News – Abed Al Rahman Ahmed Al Dabbagh, 18 anni o quasi, è stato ucciso il pomeriggio di ieri ad est del campo rifugiati di Al Bureij, nella zona centrale della Striscia di Gaza.
E’ un appuntamento consueto quello del venerdì – giorno sacro per i musulmani, giorno in cui riunirsi con i propri cari – diventato da qualche anno anche giorno di protesta. A partire dal primo pomeriggio, decine di giovani palestinesi si recano nelle zone orientali lungo il confine con Israele per manifestare contro l’occupazione e l’assedio. I giovani sono muniti spesso di bandiere, alcuni di fionde con cui lanciare pietre ai soldati schierati con le loro camionette lungo il confine e che rispondono, ora con potenti lacrimogeni, ora con armi da fuoco, sebbene i ragazzi siano disarmati. Le ambulanze si appostano al confine della zona interdetta, pronte a soccorrere eventuali feriti. Sono moltissimi infatti i casi di giovani palestinesi colpiti da proiettili, in prevalenza agli arti, altri vi hanno perso la vita. Ieri, oltre che nella zona orientale di Al Bureij, la manifestazione si è svolta anche presso il valico di Nahal Oz, ad est di Gaza city.
Abed Al Rahman è stato colpito da un proiettile alla testa, il proiettile gli ha causato un grosso foro all’altezza dell’occhio. In un video pubblicato da una testata locale, il giovane appare con il capo completamente insanguinato mentre un infermiere, all’interno di un’autoambulanza, tenta disperatamente di salvarlo praticandogli un massaggio cardiaco. Abed Al Rahman è stato trasportato all’ospedale Al Aqsa dove è stato dichiarato deceduto all’arrivo.
L’esercito israeliano tuttavia in serata ha negato ogni responsabilità – affermando che i manifestanti erano entrati nella buffer zone ed avevano tentato di danneggiare la rete di separazione – e di aver utilizzato soltanto gas lacrimogeno per disperdere la protesta.
Nel frattempo, un altro palestinese è rimasto ferito da un proiettile durante la protesta vicino il valico di Nahal Oz ad est di al-Shujaiya, quartiere orientale di Gaza city.
Sono morti rese invisibili dal silenzio della stampa internazionale, mentre le condizioni economiche sono gravemente peggiorate dopo otto anni di blocco economico e soprattutto dopo la devastante offensiva israeliana dell’estate del 2014. Povertà e disoccupazione si aggiungono alle conseguenze drammatiche dell’assedio, tra cui l’assenza di energia elettrica e del diritto alla libertà di movimento, la chiusura dei valichi e la lentissima ricostruzione.
Intanto, la marina militare israeliana continua ad aprire il fuoco a poche miglia dalla costa palestinese – nonostante il limite marittimo delle sei miglia – danneggiando e confiscando le imbarcazioni, arrestando i pescatori o rendendo loro il lavoro impossibile.
Lungo il confine della buffer zone truppe militari israeliane continuano ad aprire il fuoco contro i terreni agricoli rendendo rischioso il lavoro per i tanti contadini palestinesi. Nena News



La vittima, Abed Al Rahman Ahmed Al Dabbagh, aveva 18 anni. Decine i palestinesi nella manifestazione settimanale nella buffer zone
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