giovedì 1 settembre 2016

Ex capo del Mossad: Israele rischia la guerra civile

Ex capo del Mossad: Israele rischia la guerra civile

1 settembre 2016, di Alberto Battaglia
La vera minaccia per Israele non è l’Iran, ma sono le sue “divisioni interne che possono portare” il Paese “alla guerra civile; siamo già su quella strada”: con queste parole Tamir Pardo ex numero uno del Mossad, agenzia d’intelligence di Gerusalemme, ha voluto rimarcare l’importanza della questione israelo-palestinese per tutta la stabilità mediorientale.
Intervenuto nell’annuale commemorazione dei militari drusi caduti nel nord del Paese, Pardo ha chiarito che Israele “non sarà in grado di raggiungere alcun accordo con altri Paesi, al di là di quelli che ci sono già, se non si risolve la questione palestinese”. In caso contrario, Pardo ha lanciato un allarme chiaro: “c’è la possibilità reale di assistere a un fenomeno come una guerra civile”.
In passato i contrasti fra Israele e Iran sono emersi anche in occasione della parziale rimozione delle sanzioni occidentali sulla teocrazia islamica: di fatto Israele criticava una risoluzione che non pretendeva da Teheran il riconoscimento della sua esistenza. Il mese scorso il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, aveva persino avvicinato l’accordo sul nucleare stretto fra Iran e le prime sei potenze occidentali al riconoscimento che, nel 1938, era stato dato alla Germania nazista nell’annessione di parti della Cecoslovacchia. “Non si può confondere la lana con la seta”, ha detto Pardo commentando le dure dichiarazioni del ministro, “ciò che è accaduto un secolo fa è diverso da ciò che sta succedendo oggi”.
L’ex capo dell’intelligence israeliana si è detto fiducioso che, alla fine, una pace fra palestinesi e israeliani “sarà implementata” nella forma di un accordo fra due entità statali. Non solo: Pardo ritiene che la formazione di una Palestina indipendente sia cruciale, più generalmente, alla pace nel Medio Oriente.
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