mercoledì 7 settembre 2016

Crolla il petrolio, decolla la partnership economica fra Israele e Giappone



Il calo del prezzo del greggio comporta una diminuzione dell’influenza dei Paesi arabi sul Sol Levante. Nei primi sette mesi del 2016 il commercio bilaterale ha…
Di AsiaNews.it



Il calo del prezzo del greggio comporta una diminuzione dell’influenza dei Paesi arabi sul Sol Levante. Nei primi sette mesi del 2016 il commercio bilaterale ha toccato quota 1,4 miliardi di dollari. Il Giappone è il quarto mercato più importante per Israele nel continente asiatico. Analisti ed esperti: Tokyo sta cambiando politica in Medio oriente. 
Tel Aviv (AsiaNews/agenzie) - La caduta del prezzo del petrolio e la ripresa della produzione nucleare hanno diminuito l’influenza dei Paesi arabi produttori di greggio sui vertici del Sol Levante. Ora Tokyo inizia a guardare con crescente interesse a una partnership economica e commerciale con Israele. Negli ultimi due anni Giappone e Israele hanno rafforzato i legami negli affari, siglando una serie di accordi economici sulla scia della visita effettuata dal Primo Ministro Shinzo Abe in Israele nel 2015 e di Benjamin Netanyahu a Tokyo l’anno precedente.
Per anni i legami commerciali fra i due Paesi si sono mantenuti su livelli molto bassi. Fra le ragioni, la scelta del governo nipponico di non incrinare i legami con i propri fornitori di petrolio, molti dei quali appartengono alla Lega Araba, che ha sostenuto a lungo il boicottaggio di Israele.
Yoshimitsu Kobayashi, presidente della Mitsubishi Chemical Holdings, alla guida di una delegazione di imprenditori e lobbisti del Sol Levante che nel maggio scorso ha visitato Israele, afferma che “la geopolitica sta cambiando i Medio oriente”. Il prezzo del petrolio è in calo, aggiunge, e “non è più così importante” sul piano strategico. “Il Giappone - conclude - sta cambiando politica”.
Ad attirare l’attenzione degli investitori giapponesi vi sono in particolare alcune eccellenze nel settore del digitale, internet, nelle biotecnologie e nell’automazione. Questo non vuol dire però che Tokyo abbia tagliato tutti i ponti con il mondo arabo.
Nei primi sette mesi del 2016 il commercio bilaterale di prodotti fra Giappone e Israele ha toccato quota 1,4 miliardi di dollari (145 miliardi di yen), con un aumento marcato rispetto ai precedenti 1,1 miliardi. Oggi il Giappone è il quarto mercato più importante per Israele nel continente asiatico. Di recente l’Asia ha superato gli Stati Uniti come partner commerciale più importante per Israele dopo l’Europa.
La svolta nei rapporti fra i due Stati risale al 2014, quando il gigante nipponico dell’e-commerce Rakuten Inc. ha acquisito l’applicazione per conversazioni Viber, molto popolare in Asia. Tuttavia, restano ancora molti ostacoli allo sviluppo dei rapporti fra i quali la mancanza di collegamenti aerei diretti fra Sol Levante e Israele.
Secondo fonti della Banca centrale del Giappone gli investimenti di aziende nipponiche in Israele sono quasi raddoppiati nel 2015, raggiungendo quota 5,2 miliardi di yen. Una crescita confermata anche dagli analisti israeliani, che parlano di “grande espansione delle attività giapponesi”.
Per gli investitori e i produttori in Israele il Giappone rappresenta un grande mercato e una fonte di capitali, in un momento storico in cui si registrano frizioni con l’alleato storico statunitense e in Europa crescono le campagne di boicottaggio pro-Palestina. Fra le aree di maggior interesse vi sono la difesa e la cyber-sicurezza - dove vi sono meno restrizioni rispetto alla Cina - e il settore della sanità, a causa del costante invecchiamento della popolazione giapponese e la conseguente richiesta di cure mediche.



 
 
 
 
 
 
 
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