lunedì 1 agosto 2016

Rio, appello atleti palestinesi: ferme in Israele divise e bandiere







La delegazione dei sei atleti palestinesi ai Giochi di Rio ha denunciato al suo arrivo la mancanza completa di indumenti da gara e allenamento, e soprattutto
repubblica.it




La delegazione dei sei atleti palestinesi ai Giochi di Rio ha denunciato al suo arrivo la mancanza completa di indumenti da gara e allenamento, e soprattutto delle divise per la sfilata della cerimonia e della bandiera, rimaste bloccate alla dogana di Israele in uscita verso il Brasile. La capo delegazione palestinese, Ghadya Abuzayyad ha lanciato un appello al Comitato Olimpico: "Aiutateci, non sappiamo cosa fare, abbiamo solo un paio di magliette a testa per allenarci - ha spiegato la donna - e l'uniforme da podio, nient'altro. Se le cose non cambiano, saremo costretti a cucirci da soli una bandiera per la cerimonia d'apertura e a comprarci divise improvvisate. Speriamo che il Cio ci risponda, non possiamo fare altro". Simon Yacoub (judo), Christian Zimmermann (dressage), Mohammed Abu Khoussa (100 metri maschili), Mayada Sayyad (maratona femminile), Ahmed Jibril (200 metri stile libero maschili) e Mary Al-Atrash (50 m stile libero femminili)


Commento personale 

 

Una scelta quella di Israele che indica non forza,ma debolezza e arroganza. E' un diritto, non una concessione partecipare a una competizione sportiva, 
 E' debolezza e arroganza inviare agli occhi del mondo questo messaggio  : è Israele, dopo 50 anni di  brutale occupazione militare, a  controllare quotidianamente e costantemente ogni aspetto della  vita quotidiana dei Palestinesi   
E' evidente che la scelta non è determinata dalla  sicurezza, Il vero motivo è  probabilmente
 un altro :  una bandiera Palestinese dimostra al mondo che esiste il popolo palestinese , che esiste  una società civile degna  di avere una patria, una bandiera ,una terra 
Una bandiera e una divisa sportiva  destrutturano  la politica di disumanizzazione   e di delegittimazione portata avanti dalla destra nazionalista e religiosa
 Ripeto la sicurezza non c'entra nulla e se questa decisione alimenta rabbia, odio  che importa?  
  Il mondo non deve accorgersi che il popolo palestinese esiste ed è costituito da persone simili a noi

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