mercoledì 10 agosto 2016

Amira Hass: le accuse di Israele contro World Vision : sono credibili o sono una manovra politica?



Sintesi personale – 


L’ organizzazione internazionale World Vision ha precisato che il bilancio totale   investito nella  Striscia di Gaza, negli  ultimi 10 anni, è  più limitato  e non corrisponde,quindi,   alla cifra denunciata dallo Shin Bet   . Anche prima di questa dichiarazione le persone che lavorano in organizzazioni umanitarie, collaboratori e parenti del dipendente  della World Vision, Mohammed Halabi, hanno definito le accuse irragionevoli.  Halabi, per trasferire fondi e materiale dell’organizzazione al braccio armato di Hamas, avrebbe dovuto superare il sistema meticoloso e centralizzato della  World Vision   sulla cui funzionalità  e serietà non sussistono dubbi.
  Fonti  palestinesi hanno notato due fattori che possono   aver  determinato le   accuse apparentemente esagerate e infondate contro Halabi. Il primo ha coinvolto un ex dipendente della World Vision, licenziato perché contemporaneamente  stava ricevendo lo stipendio da parte dell'Autorità palestinese.  Egli nutriva rancore contro Halabi per questo motivo e aveva  inviato   all’ organizzazione una denuncia contro di lui, denuncia che è stata esaminata e definita falsa .
Recentemente si è appreso che   l'accusatore ha venduto la sua casa nella Striscia e si è trasferito in Egitto. C'è una connessione tra la vendita della casa,il trasferimento in Egitto e la denuncia? i dettagli della denuncia in qualche modo  sono arrivati allo  Shin Bet? Un certo numero di persone a Gaza conferma che esiste una tale connessione.
Il secondo fattore: Halabi è stato detenuto per giorni in una stanza con asafir - palestinesi collaboratori dello Shin Bet e ,quindi, sottoposto ai loro abusi e pressioni . Haaretz ha appreso che avrebbe volutamente "confessato" cose impossibili ,come la somma di denaro consegnata a Hamas   
World Vision afferma  negli ultimi 10 anni, il bilancio totale per le attività della filiale del gruppo nella Striscia è stato di $ il 22,5 milioni di dollari.
Dal 2006 fino al 2014, Halabi   non aveva accesso al denaro (una delle accuse sottolinea  che nel corso del 2012 e del  2013  egli avrebbe trasferito decine di migliaia di dollari di fondi dell'organizzazione ad attivisti militari di  Hamas ).
Alla fine del 2014 Halabi è stato nominato direttore delle operazioni del World Vision nella Striscia, ma non poteva  scegliere i fornitori per conto suo (come è stato menzionato in una delle clausole del rinvio a giudizio). Questi,infatti,  sono scelti da un comitato di dirigenti e funzionari della World Vision  e le decisioni finali  sono  elaborati e firmati nella sede centrale di Gerusalemme.
I contratti che il gestore di Gaza è autorizzato a firmare, anche per piccole quantità, devono essere inserito nel quadro dei progetti e budget stabiliti in anticipo presso la sede di Gerusalemme.
Le  accuse contro Halabi , presentate come se lui  fosse  già colpevole mediante  una massiccia campagna mediatica in Israele, hanno  sollevato sospetti tra i dipendenti delle  organizzazioni internazionali  in quanto ritengono che  l'obiettivo  sia politico al fine di indebolire voci critiche verso le  politiche israeliane.
Ad esempio, il coordinatore delle Forze di Difesa Israeliane delle  attività di governo nei territori, Maj. Gen. Yoav Mordechai, ha scritto che:  "dopo una lunga indagine  abbiamo scoperto che Hamas sta sistematicamente usando i soldi che  gli Stati trasferiscono a supporto delle attività di gruppi internazionali, come ad esempio World Vision nella Striscia di Gaza "- In sintesi, così generalizzando , ha gettato sospetti su tutte le organizzazioni umanitarie.
È per questo che Robert Piper, coordinatore delle Nazioni Unite 'per gli aiuti umanitari e di sviluppo nel territorio palestinese occupato, ha specificato  in un comunicato stampa che le accuse dello Shin Bet :  "sollevano serie preoccupazioni per le organizzazioni umanitarie che lavorano a Gaza. Attendiamo  che  il processo legale   faccia  il suo corso. Il Sig. Halabi ha diritto  a un processo equo, indipendente, imparziale e trasparente. "
Sarebbe opportuno che chi è coinvolto in questo processo legale  ricordasse che  a Gaza,  governata  da Hamas, nessun gruppo umanitario internazionale può evitare di avere  contatti  con tale organizzazione islamista. Tra i tanti che hanno bisogno di aiuto nella Striscia, infatti, ci sono anche i sostenitori di Hamas, ma è vietato per i gruppi di soccorso  distinguere tra questi e gli altri cittadini quando si tratta di fornire approvvigionamenti di generi alimentari, di avviare  progetti agricoli o di proporre  un trattamento pico-sociale ai bambini che soffrono per i  traumi derivanti dalla  guerra.


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